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Zorro (serie televisiva 1957)

serie televisiva statunitense del 1957
Zorro
La spada di Zorro.png
PaeseStati Uniti
Anno1957-1959
Formatoserie TV
Genereazione, avventura
Stagioni2
Episodi78 (82 compresi quattro episodi speciali)
Durata25 min (episodio)
Lingua originaleinglese
Dati tecniciB/N
rapporto: 4:3
Crediti
IdeatoreJohnston McCulley (creatore originale)
Interpreti e personaggi
Doppiatori e personaggi
Doppiaggio originale

Ridoppiaggio (1992)

Produttore esecutivoBill Anderson
Walt Disney
Casa di produzioneWalt Disney Productions
Prima visione
Prima TV originale
Dal10 ottobre 1957
Al2 luglio 1959
Rete televisivaABC
Prima TV in italiano
Data10 aprile 1966
Rete televisivaRai 1

Zorro è una serie televisiva statunitense prodotta dalla Disney e trasmessa fra il 1957 e il 1959. La serie è basata sul noto personaggio letterario Zorro.

Indice

Personaggi e interpretiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Personaggi di Zorro (serie televisiva 1957).

Tra gli altri attori presenti figurano Britt Lomond, Don Diamond, Tony Russo, Annette Funicello e Lee Van Cleef.

EpisodiModifica

Stagione Episodi Prima TV originale Prima TV Italia
Prima stagione 39 1957-1958 1966
Seconda stagione 39 1958-1959 1970

La prima edizione Italiana, in bianco e nero, venne trasmessa dal Programma Nazionale della RAI nel 1966 con il titolo La spada di Zorro all'interno del contenitore pomeridiano Il Club di Topolino, nella fascia oraria riservata alle trasmissioni per ragazzi. Nel 1992 la serie è stata restaurata, ridoppiata, sottoposta a colorazione e rititolata Zorro e, in seguito, inclusa nel programma Solletico. I doppiatori Gianfranco Bellini e Luciano De Ambrosis hanno partecipato a entrambe le edizioni di doppiaggio, ma per personaggi differenti.

Oltre alle due stagioni della serie televisiva, composte complessivamente da 78 episodi, tra il 1960 e il 1961 sono stati prodotti ulteriori quattro episodi speciali dalla durata di 60 minuti:

Titolo originale Titolo italiano Prima TV USA Prima TV Italia
1 El Bandido 29 ottobre 1960
2 Adios El Cuchillo 5 novembre 1960
3 The Postponed Wedding 1º gennaio 1961
4 Auld Acquaintance 2 aprile 1961

TramaModifica

1820. Il giovane nobile californiano don Diego de la Vega abbandona gli studi all'università di Madrid e la Spagna per fare ritorno nella terra natia, Los Angeles (all'epoca piccolo pueblo del Vicereame della Nuova Spagna), a seguito delle pressioni del padre, don Alejandro, che vuole fermare la tirannia del nuovo perfido capitano Enrique Sanchez Monastario. Quest'ultimo è un cinico ufficiale spagnolo che maltratta tanto i nobili quanto i soldati e i peones. Inoltre il comandante ha pagato un avvocato corrotto, Licenciado Piña, per proteggerlo e mascherare il suo governo illecito. Diego ritrova a Los Angeles i suoi vecchi amici: l'anziano don Ignacio Torres, accusato ingiustamente da Monastario, padre Felipe, frate superiore del villaggio, e il paffuto sergente Demetrio Lopez García. Quest'ultimo è l'attendente del malvagio capitano ma, a differenza di Monastario, è un uomo buono, che non condivide l'operato del proprio superiore, senza però potervisi neppure opporre.

Don Diego si finge rassegnato alla situazione, ma escogita un piano per opporsi alle ingiustizie del crudele ufficiale, cercando di salvare don Ignacio Torres in tutti i modi. Grazie all'aiuto del servo Bernardo e del suo cavallo Tornado e usando come rifugio un vecchio passaggio segreto Diego assume l'identità segreta di Zorro e combatte la tirannia di Monastario. Dopo vari tentativi dell'ufficiale di catturare Torres, che ha chiesto asilo nella chiesa di padre Felipe, Zorro riuscirà a trasportarlo sano e salvo fino a Monterey. Monastario si convince quindi che il suo problema altri non è che Zorro, e cerca di catturarlo tramite il sergente García, fallendo miseramente diverse volte. Monastario si farà quindi aiutare dallo straniero Martìnez, che era stato arrestato per un omicidio avvenuto nella taverna. Monastario chiede al prigioniero di fingersi Zorro e commettere estremi crimini per far perdere all'eroe mascherato le simpatie del popolo. Diego riesce comunque a sconfiggere Martìnez, che viene ucciso da Monastario durante il duello fra Zorro e lo straniero. In seguito il malvagio capitano, analizzando con cura le apparizioni di Zorro nota che Don Diego in tutte le occasioni era sempre in zona ma quando Zorro appariva non era mai presente e capisce che è lui il temibile bandito. Certo della colpevolezza di De la Vega lo arresta e lo accusa in presenza del viceré (amico della famiglia De la Vega) che inizialmente non crede al comandante il quale però riesce a mettere alle strette Diego sfidandolo a duello. Proprio quando Diego sta per confessare appare Zorro (questa volta nella persona di Bernardo) dinanzi alla locanda scagionando De la Vega e mettendo nei guai Monastario. Il viceré infatti, lo solleva dalla carica di capitano arrestandolo e assegna al sergente García il comando provvisorio del pueblo.

Tuttavia, nel vuoto lasciato nella cittadina dal malvagio capitano, ora in prigione, emerge un'organizzazione segreta, guidata da un certo Aquila, aiutato dai più insospettabili uomini di potere, come il magistrado Carlos Galindo, il proprietario terriero Estéban Rojas, l'esattore delle tasse Morales e il nobile Barca. Rojas ucciderà il capitano Meléndez, inviato a sostituire Monastario e, a sua volta, il proprietario terriero viene ucciso da uno degli uomini di Galindo. In seguito Varca corrompe un messaggero del Re e Galindo ordina a due suoi uomini di portare García al Passo Cahuenga, incriminandolo per aver picchiato e derubato il messaggero. All'esecuzione del sergente Zorro interverrà e riuscirà a salvarlo, sventando il piano di Galindo e di Barca, mentre il messaggero viene arrestato da García. All'arrivo di Morales questo metterà una tassa troppo alta per le classi più umili, che non pagheranno le tasse. Allora il potente esattore li farà arrestare. Zorro allora, quando Morales, con alcuni suoi uomini, sta trasportando i prigionieri in una miniera a El Paso, con l'aiuto del servitore Bernardo li arresterà tutti mentre l'esattore verrà picchiato dai carcerati. De La Vega condurrà quindi nella miniera i criminali, costretti ai lavori forzati. In seguito in paese inizierà una rivolta e don Alejandro, il padre di Don Diego, si alleerà con il Magistrato, che con le sue trame e con l'aiuto di Varca vuole soffocare la rivolta nel sangue. Zorro riesce comunque a fermarlo e, dopo un combattimento, neutralizza Barca e sconfigge lo spietato Galindo. L'arrivo in città di un nuovo comandante, il capitano Ortega, peggiorerà le cose: questo è infatti uno degli uomini dell'Aquila che aveva ucciso il vero Ortega prendendone il posto. Dopo vari tentativi di catturare Zorro tenta la fuga sui tetti della caserma riuscendo peraltro a smascherare il bandito salvo poi cadere nel vuoto.e morire Il nuovo capitano sarà Arturo Toledano: il giovane ufficiale, malgrado il temperamento impetuoso, è un uomo buono e onesto. Il capitano, assistito dal sergente Garcia, si avvicina sempre di più alla misteriosa organizzazione, in cui è coinvolta anche la sua bella moglie Raquel. Dopo varie indagini Toledano scopre le trame del magistrado Galindo e, aiutato da Zorro, ne dimostra la colpevolezza di fronte ai don durante una riunione: nello scontro che segue il magistrado Galindo e i suoi complici vengono uccisi.

Mentre il capitano riceve un ordine di provvisorio trasferimento a San Diego, sua moglie Raquel riceve gli uomini dell'Aquila Quintana, nuovo proprietario della locanda, e Fuentes e comincia a progettare con i due criminali per rovesciare il potere spagnolo. Raquel tenta di fare uccidere il sergente Garcia, con il pretesto di raggiungere il capitano oltre le montagne, ma il carattere superstizioso di Garcia lo fa dissuadere dall'eseguire l'operazione mortale. Disillusa dalla malvagità degli uomini dell'Aquila, Raquel tenta la fuga e viene fatta prigioniera per essere uccisa, ma viene salvata da Zorro, mentre il sergente Garcia arresta Quintana e i suoi complici. Il sergente manda quindi Raquel a San Diego dal marito, nel frattempo richiamato in madrepatria. Don Diego intanto, scoperto che il misterioso capo dell'organizzazione è Don Josè Sebastian Varga, il nuovo administrado della California del Sud, riesce a vanificarne i piani, a farne arrestare i complici e, infine, grazie al sergente García e ai lancieri, a entrare nel suo forte, riuscendo a sconfiggere e ad uccidere il pericoloso politico, ormai abbandonato dai collaboratori e dagli agenti segreti stranieri che avrebbero dovuto supportarne l'opera.

Don Diego non avrà tuttavia il tempo di riposare.

Debellato, infatti, il pericolo dell'insurrezione, don Diego deve trasferirsi a Monterey per concludere affari con l'amico del padre Don Gregorio Verdugo. Nella capitale californiana, Zorro si trova a dover combattere contro una pericolosa banda guidata dal servo di Verdugo, Pablo, che rapina diligenze e corrieri militari, tra cui il sergente García, ora trasferito insieme al caporale Reyes a Monterey. Pablo, tuttavia, dopo i tentati rapimenti di Verdugo e della figlia di questi, Anna Maria, viene catturato proprio dal sergente García.

Successivamente Zorro si trova a combattere contro la tirannia del vice-governatore Rico, che opprime i peones con leggi che ne impediscono l'esercizio ambulante di vendita, al fine di aizzare contro i lancieri gli stessi contadini. Uno di questi, il giovane Joaquín Castenada, che si era ribellato allo sfratto della fidanzata Teresa Modesto e aveva costituito un gruppo ribelle, viene accusato dal vice-governatore, che avvia un'operazione militare per catturarlo. Catturato dai lancieri, Joaquín viene liberato da Zorro, e Rico scoperto e ucciso personalmente dal governatore.

Don Diego deve poi fare i conti con le burle dell'amico don Ricardo Del Amo, suo rivale in amore perché invaghitosi di Anna Maria Verdugo, e con la superbia del capitano Del Guerro, anziano e borioso neo comandante del cuartel di Monterey. De la Vega infatti, molto innamorato della segnorita Verdugo, appare deciso ad accettare l'offerta di amnistia offertagli dal governatore ma Don Alejandro (che da molto tempo aveva scoperto la vita segreta del figlio) si traveste e lo rapisce per impedirgli di dire addio a Zorro. Dopo una dura lotta Diego riesce a liberarsi e a smascherare il padre ma si convince che il popolo non può fare a meno di Zorro rinunciando quindi all' amnistia.

Ritornato a Los Angeles Zorro si trova a dover combattere l'ipocrisia dello zio don Estéban de la Cruz, nobile decaduto che vive di espedienti e apprendista cacciatore di dote, da sempre disprezzato da don Alejandro, e intenzionato a sposare la nobildonna Margherita. È, tuttavia, la stessa nobildonna a dissuaderlo dal matrimonio, raccontandogli di aver venduto tutti i propri beni, rivelazione che porterà don Esteban a filarsela.

Giunge, poi, a Los Angeles lo statunitense Joe Crane, eremita esaltato, che non tarda a cacciarsi nei guai, importunando la locandiera Carlotta e scatenando l'ira di Don Carlos Fernández, deciso a uccidere "il barbaro straniero". Crane è aiutato da Zorro, che riesce a farlo fuggire.

Un giorno, durante i festeggiamenti per la festa di compleanno del sergente García, giunge a Los Angeles l'emissario e magistrado del re, don Felipe Basilio, che esercita fin dall'inizio tirannicamente le proprie funzioni nella cittadina, assistito dal malvagio capitano Mendoza. Nonostante la buona volontà dei cittadini di Los Angeles a pagare le tasse Basilio esige, per i fondi bellici, imposte e obbligazioni sempre più alte per la popolazione, presso la quale cresce un forte malcontento. Dopo diverse malefatte, risolte da Zorro, don Felipe Basilio scopre il passaggio segreto di don Diego e la sua vera identità ma, travestitosi da Zorro, viene ucciso per errore dal capitano Mendoza, che lo aveva scambiato per l'eroe mascherato. Su espressa richiesta di Don Alejandro, Mendoza viene poi arrestato dal sergente García per omicidio premeditato e rimandato in Spagna per essere giudicato dal Re in persona.

In seguito don Diego si trova ad ospitare nella propria hacienda il governatore, rimasto vittima di un attentato da parte dei Rebatos, un gruppo di nobili indipendentisti, deciso a rompere ogni vincolo della California con la madrepatria, per legarsi ad un'altra grande potenza capace di pagarli profumatamente per il loro servizio. Il capitano della scorta del governatore, Felipe Arrellano, nuovo comandante del pueblo di Los Angeles e probabile successore al governatorato della California, vede diminuire la sua stima presso il governatore il quale, rivelatasi l'inadeguatezza dell'ufficiale alla carica, decide di farlo ritrasferire in Spagna dopo il ritorno a Monterey. Questa decisione scatena l'odio e palesa l'ambizione e la corruzione di Arrellano, che si unisce ai Rebatos di Don Manuel Larios nell'intento di uccidere il governatore e di succedergli, così da poter favorire gli scopi dei Rebatos. Lo deve uccidere prima del ritorno a Monterey, perché se lo facesse dopo essere stato destituito il viceré potrebbe non scegliere lui per la successione. Gli spietati tentativi del capitano Arellano di eliminare il governatore, assalendo persino l'hacienda De La Vega, tuttavia, sono fatti fallire da Zorro, che imprigiona i Rebatos e, in un durissimo duello, uccide il capitano Arellano, eliminando il pericolo di ulteriori ritorsioni nei confronti del governatore, che il giorno dopo può ripartire per Monterey con la figlia Leonar in completa sicurezza.

Don Diego si trova, poi, in affari con un amico di don Alejandro, don Sebastian Portos, nobile che gli paga 1500 pesos. Il denaro è affidato dai De La Vega al sergente García, che viene preso di mira e rapinato da una cartomante e due suoi scagnozzi. I malviventi sono, però, fermati in tempo da Zorro, che libera l'amico, restituendogli il maltolto.

Giunge, poi, a Los Angeles un misterioso giovane cinese che, a causa della sua lingua, nessuno riesce a comprendere. Lo straniero viene arrestato a malincuore dal sergente García obbligato, anche perché tenuto d'occhio dal severo magistrado Bosca, a far rispettare la dura legge riservata agli stranieri senza permesso. Nel frattempo Don Diego chiede aiuto a padre Felipe per tradurre un manoscritto del giovane straniero.
Il giovane cinese viene poi consegnato dal sergente ad un agente statunitense, che lo accusa di omicidio, ma intanto don Diego scopre che, in realtà, il ragazzo è un principe cinese vittima di un rapimento, in fuga dal suo aguzzino. Zorro riesce a salvare il giovane appena in tempo.

Un altro problema per Zorro nasce quando un nobile e una nobildonna tentano di far arrestare il fidatissimo Bernardo sulla base di una falsa accusa. Alla fine, comunque, Zorro riesce a provare la sua innocenza al processo.

Infine, dopo mille avventure, tra duelli, salvataggi, scherzi, scontri, tentate insurrezioni di militari e funzionari corrotti, Zorro riporta la pace e la giustizia nella California spagnola.

SiglaModifica

Nelle prime trasmissioni italiane venne usata la sigla originale americana, scritta da Norman Foster e George Bruns ed eseguita dal gruppo Mellomen. Le repliche a partire dalla fine degli anni '70 inserirono una prima sigla italiana, "Zorro", interpretata dallo Zig zag ensemble, ispirata a quella originale nella linea melodica ma molto diversa nell'arrangiamento.

Nella nuova versione colorizzata e ridoppiata trasmessa dalla Rai a partire dagli anni '90, la sigla iniziale, intitolata "La canzone di Zorro", è la versione italiana della sigla americana, cantata sulla base originale dal coro diretto da Pietro Carapellucci.

(EN)

«Out of the night, / When the full moon is bright, / Comes the horseman known as Zorro. / This bold renegade / Carves a "Z" with his blade, / A "Z" that stands for Zorro. / Zorro (Zorro), the fox so cunning and free, / Zorro (Zorro), who makes the sign of the Z. / Zorro (Zorro), Zorro (Zorro), Zorro (Zorro), Zorro (Zorro), Zorro (Zorro)...»

(IT)

«Là sulla duna, / quando brilla la luna, / spunta il nostro eroe Zorro! / E lascia il suo segno, / una zeta a chi è indegno, / la zeta che vuol dire Zorro! / Zorro (Zorro), lui ha la vita segreta, / Zorro (Zorro), il segno suo è la zeta. / Zorro (Zorro), Zorro (Zorro), Zorro (Zorro), Zorro (Zorro), Zorro (Zorro)...»

(Confronto fra la versione originale e l'adattamento italiano della sigla)

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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