Giustizia

Se hai problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Giotto, Giustizia, 1306 circa, Cappella degli Scrovegni, Padova
« La spada della giustizia non ha fodero. »

La giustizia è l'ordine virtuoso dei rapporti umani in funzione del riconoscimento e del trattamento istituzionale dei comportamenti di una persona o di più persone coniugate in una determinata azione secondo la legge o contro la legge. Per l'esercizio della giustizia deve esistere un codice che classifica i comportamenti non ammessi in una certa comunità umana, e una struttura giudicante che traduca il dettame della legge in una conseguente azione giudiziaria.

Al di là dell'azione giudiziaria istituzionalizzata, che opera con una giustizia impositiva e codificata, esiste un senso della giustizia, definito talvolta naturale in quanto ritenuto innato, che impegna ogni singolo individuo a tenere nei confronti dei propri simili o gruppi, in situazioni ordinarie o straordinarie di usare criteri di giudizio, e di conseguente comportamento, rispondenti a giustizia nel senso di onestà, correttezza e non lesività del prossimo. È in questo senso che la giustizia diventa una virtù morale, quindi privata e non codificata e istituzionalizzata, che è però di enorme portata assiologica, in base alla quale si osservano regole comportamentali che riguardano sé e gli altri nei doveri e nelle aspettative.

La giustizia, per sé, per gli altri e per chiunque, si traduce comunque in un dovere e in un diritto che coinvolge chiunque appartenga a una certa comunità, in senso riduttivo, e ogni persona umana in generale, in senso estensivo. La giustizia è la costante e perpetua volontà, tradotta in azione, di riconoscere a ciascuno ciò che gli è dovuto; questo è l'ufficio, deontologico e inviolabile, che il magistrato preposto deve porre in atto nei luoghi deputati a rendere giustizia: i tribunali. La giustizia, che è messa in atto sempre come volontà del popolo, è anche azione repressiva, potere legittimo di tutelare i diritti di tutti, quindi rendere a ognuno, nelle circostanze riconosciute, di accordare giustizia ascoltando richieste per essa e in nome di essa accordando ciò che è giusto quando è dovuto e a chi è dovuto.

La negazione della giustizia, ovvero la mancata applicazione dei criteri di è l'ingiustizia, con diversi gradi di gravità della sua realizzazione a danno di una o più persone..

Etimologia

La parola deriva dal latino iustitia che a sua volta deriva da iustus, "giusto", e questo da ius, diritto, ragione.

Definizioni e vari attributi

Nella filosofia

Nel mondo greco-romano il concetto di giustizia ha il fondamento non nell'uomo, ma nella realtà naturale, come principio materiale o come principio ideale. Da concetto della necessità che mantiene ogni cosa nel proprio ordine e nel proprio corso, la giustizia passa a significare un principio naturale di coordinazione e di armonia nei rapporti umani.

Nella religione

Presso i greci e gli antichi ebrei

Statua di Temi, Università di Chuo, Giappone

Nei Vangeli

In San Paolo

Secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica (1807)

La giustizia è la virtù morale che consiste nella costante e ferma volontà di dare a Dio e al prossimo ciò che è loro dovuto. La giustizia verso Dio è chiamata « virtù di religione ». La giustizia verso gli uomini dispone a rispettare i diritti di ciascuno e a stabilire nelle relazioni umane l'armonia che promuove l'equità nei confronti delle persone e del bene comune. L'uomo giusto, di cui spesso si fa parola nei Libri Sacri, si distingue per l'abituale dirittura dei propri pensieri e per la rettitudine della propria condotta verso il prossimo. « Non tratterai con parzialità il povero, né userai preferenze verso il potente; ma giudicherai il tuo prossimo con giustizia » (Lv 19,15). « Voi, padroni, date ai vostri servi ciò che è giusto ed equo, sapendo che anche voi avete un padrone in cielo » (Col 4,1).

Definizioni teologiche

Nel codice etico

L'etica cavalleresca

Nel basso e alto Medioevo, con le crociate, si viene creando un codice etico militare, iniziato dalla cavalleria nei tornei e dei "beaux gestes" (belle gesta). Si forma un ideale di cavaliere soldato, cristiano e gentiluomo, difensore dei deboli ed araldo della giustizia. La più grossa eredità contemporanea dell'etica cavalleresca, è rappresentata oggi dagli ordini cavallereschi[3][4][5]

Bushidò

Nel codice etico del guerriero giapponese, chiamato Bushidò, a partire dall'epoca medioevale, la giustizia è la prima delle sette virtù personali. La giustizia e l'onestà vengono chiamate 義, Gi e prevedono che il samurai sia scrupolosamente onesto nei rapporti con gli altri, creda nella giustizia che proviene non dalle altre persone ma da sé stesso[6].

Citazioni e proverbi sulla giustizia

Amministrazione della Giustizia

La storia, la dottrina, l'ordinamento dell'amministrazione della giustizia sono oggetto di distinte materie:

Voci correlate

Altri progetti

Note

  1. ^ Tratto da: Gioele Solari, in Enciclopedia Italiana (G. Treccani), che cita varia bibliografia tra cui Benedetto Croce. Filosofia della pratica, Bari 1908.
  2. ^ Dizionario dei concetti biblici nel Nuovo Testamento, Edizioni Dehoniane, Bologna 1976.
  3. ^ Ordini Cavallereschi Italiani
  4. ^ Ordini Cavallereschi Medievali
  5. ^ Sovrano Militare Ordine di Malta
  6. ^ Bushidò: The Seven virtues.
  7. ^ alle voci:
    • Grande Dizionario della Lingua Italiana (S. Battaglia).
    • Dizionario delle citazioni, BUR, Rizzoli, Milano 2005.
  8. ^ Quaglioni, D., La giustizia nel Medioevo e nella prima età moderna, Bologna, Il Mulino, 2004.
filosofia Portale Filosofia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di filosofia