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Consolatio ad Polybium, fa parte del genere consolatio, ed è stato scritto da Seneca durante l'esilio in Corsica. Si rivolge ad un liberto, molto potente, dell'imperatore Claudio per consolarlo della morte del fratello. Vi è inoltre un forte elogio adulatorio all'imperatore, incentrato per lo più sulla clementia del principe. Essa a dire dell'esule Seneca, è tale che, addirittura coloro che sono colpiti dal duro provvedimento dell'imperatore lo considerano giusto e lo venerano. Questa smaccata adulazione di Claudio e l'allusione a una gradita intercessione di Polibio presso di lui hanno attirato su Seneca accuse di incoerenza e di doppiezza.

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