al-ḥamdu li-llāh

espressione di lode verso Dio in lingua araba

Nell'Islam, l'espressione Al-ḥamdu li-llāh o Alhamdulillah [in arabo ٱلْحَمْدُ لِلَّٰهِ], spesso resa (semplicemente) come 'grazie a Dio', vale 'la grazia sia resa a Dio' [1]. È paragonabile al termine ebraico Alleluia [in ebraico הַלְּלוּיָהּ], ovvero 'Dio sia lodato'.

Assai impiegata dagli arabi di qualsiasi religione (compresi cristiani o ebrei), la locuzione è usata dai musulmani per via della centralità che questa riveste nei testi del Corano e nelle parole del profeta Maometto.

Come per altre espressioni affini, il suo significato è stato oggetto di una vasta esegesi.

SignificatoModifica

L'espressione è composta da tre parti fondamentali:

  • al-, l'articolo determinativo 'il';
  • ḥamdu, letteralmente 'sentimento di gratitudine'[1];
  • li-llāh(i), preposizione + sostantivo Allah; li- è una preposizione che vale 'per'.

Letteralmente 'la lode [appartiene] ad Allah' [2], la frase compare nella prima sura del Corano, al verso 2.

Uso in altre fonti storicheModifica

Jabir ibn 'Abd Allah riportò in un ḥadīth le seguenti parole di Maometto: «Il miglior ricordo di Dio è ripetere lā ʾilāha ʾillā llāh, e la miglior preghiera [du'a] è al-ḥamdu li-llāh».

Per un altro sahaba, Abu Huraira, Maometto affermò pure: «Qualsiasi questione importante che non inizi con al-ḥamdu li-llāh è trascurabile» [3].

NoteModifica

  1. ^ a b Hans Wehr, J. Milton Cowan, A Dictionary of Modern Written Arabic, 4th, Spoken Language Services, 1979.
  2. ^ Traduzione da Il Corano, a cura di Hamza Roberto Piccardo, Newton Compton Editori.
  3. ^ Dal commentario ne Il Corano (a cura di Hamza Roberto Piccardo), Newton Compton Editori.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica