al-Nadr ibn al-Harith

al-Naḍr ibn al-Ḥārith b. ʿAlqama (in arabo: ﺍﻟﻨﻀﺮ ﺑﻦ ﺍﻟﺤﺎﺭﺙ ﺑﻦ ﻋﻠﻘﻤـة‎; La Mecca, ... – Badr, 624) è stato un coreiscita che avversò fortemente l'azione riformatrice religiosa del suo concittadino Maometto.

Miniatura dal Siyer-i Nebi (La vita del profeta), un manoscritto turco del 1388 (completato sotto il sultano ottomano Murad III), in cui viene raffigurata la decapitazione di al-Naḍr per mano di ʿAlī b. Abī Ṭālib, al cospetto di Maometto.

Ricco commerciante che trattava i suoi affari con i Lakhmidi di al-Hira e con la Persia sasanide, faceva parte del gruppo di Meccani che provvedeva all'alto incarico onorifico di rifornire di cibo (rifāda) i pellegrini che giungevano in città per la ʿumra preislamica.[1]

Accusò Maometto di raccontare "storie antiche", cioè leggende, simili a quelle che lui stesso narrava ai suoi amici e conoscenti, che rallegrava anche grazie alla musica suonata col liuto (ʿūd)[2] e alla sua bella voce intonata.
Fu tra coloro che resero talmente difficile la vita a lui e ai suoi seguaci da indurre il Profeta a cercare ospitalità a Yathrib con quella che sarebbe stata definita "Egira".

Prese parte allo scontro di Badr in cui fu fatto prigioniero. Era tanto il rancore nei suoi confronti che, anziché richiedere un riscatto che sarebbe stato certo notevole, fu ucciso (o fatto uccidere) da Maometto, o per mano di suo cugino ʿAlī, che gli troncò con la spada la testa.

NoteModifica

  1. ^ Tale cerimonia si svolgeva nel mese di Rajab.
  2. ^ Che si dice avesse imparato a suonare ad al-Ḥīra.

BibliografiaModifica

  • Ibn Isḥāq, al-Sīrat al-nabawiyya (La vita del Profeta), 2 voll., Muṣṭafā al-Saqqā, Ibrāhīm al-Abyārī, ʿAbd al-Ḥāfiẓ Shiblī (eds), Il Cairo, Muṣṭafā al-Bābī al-Ḥalabī, 1955.
  • Alfred Guillaume, The Life of Muhammad (trad. della al-Sīra al-nabawiyya di Ibn Ishāq/Ibn Hishām), Oxford University Press, 1955, pp. 133; 135-6; 162-3; 181; 270; 308 e 360.
  • Claudio Lo Jacono, Maometto, Roma-Bari, Laterza, 2011, pp. 54, 63 e 86.

Voci correlateModifica