Alfredo Calzolari

partigiano italiano

Alfredo Calzolari (Molinella, 12 febbraio 1897Molinella, 17 aprile 1945) è stato un partigiano italiano. Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

BiografiaModifica

Attivo nell'organizzazione socialista clandestina del suo paese, nel marzo del 1941 fu arrestato e mandato al confino.
Calzolari fu rilasciato dopo cinque mesi riprendendo clandestinamente la sua attività di antifascista e, non a caso, quando arrivò l'armistizio, fu tra i primi organizzatori della Resistenza armata a Molinella, distinguendosi per coraggio e per acume politico. Nei giorni che precedettero la Liberazione, la "Brigata Matteotti Pianura", diretta da "Falco" − questo il suo nome di battaglia − si distinse in numerosi combattimenti, infliggendo gravi perdite alle truppe tedesche in ritirata ed operando per impedire la distruzione di bacini idrovori che gli occupanti avevano minato. Durante l'ennesimo scontro, Alfredo Calzolari rimase mortalmente ferito, ma fino all'ultimo istante esortò i suoi compagni a proseguire nell'azione intrapresa.

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'oro al valor militare
«Eroico combattente, era tra i primi ad entrare nelle formazioni partigiane della sua zona e ad opporsi con le armi alla tracotanza avversaria, dimostrandosi audace ed abile combattente. Nel corso di duri combattimenti che precedettero la liberazione di una grande città, attaccava ripetutamente, alla testa del suo battaglione, reparti avversari in ripiegamento, infliggendo loro gravi perdite. Nel generoso tentativo di impedire l'esplosione dei bacini idrovori di una bonifica di grande importanza, minati dal nemico, guidava all'assalto i suoi uomini. Rimasto gravemente ferito in un violento corpo a corpo, rifiutava ogni soccorso e, sebbene in fin di vita, trovava l'energia per incitare i suoi dipendenti che riuscivano così, con supremo sforzo, a sopraffare l'avversario. Nobilissimo esempio di senso del dovere e amor di Patria.»
— Molinella (Bologna), 8 settembre 1943 - 17 aprile 1945.[1].

NoteModifica

  1. ^ Dettaglio decorato, quirinale.it. URL consultato il 9 febbraio 2016..

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