Apri il menu principale

L'annessione della Contea di Nizza alla Francia è il nome generico dato alla riunificazione (questa è l'espressione utilizzata nel trattato) della Contea di Nizza, allora parte del Regno di Sardegna, alla Francia nel 1860.

Indice

SvolgimentoModifica

 
Gli abitanti di Nizza durante lo scrutinio del Plebiscito.

All'origine dell'annessione ci fu soprattutto il desiderio di Napoleone III di Francia di contenere l'Austria, contribuendo a far sì che l'Italia realizzasse la sua unità. Per evitare, tuttavia, di creare uno Stato troppo potente e quindi potenzialmente pericoloso e confinante con la Francia, l'Imperatore francese chiese in cambio del suo aiuto, il Ducato di Savoia e la Contea di Nizza, due importanti aree strategiche. I principi di questo scambio furono stabiliti nel 1858 durante gli accordi di Plombières, tra Napoleone III e il presidente del Consiglio piemontese Cavour. Dopo la seconda guerra d'indipendenza italiana, il Trattato di Torino del 24 marzo 1860 confermò il cambio di sovranità della città di Nizza. La popolazione nizzarda sembrò inizialmente riluttante all'annessione e personalità come Giuseppe Garibaldi e Carlo Laurenti Robaudi erano decisamente contrarie. La stampa locale si divise: i giornali La Gazette de Nice e Il Nizzardo erano contrari all'annessione, mentre l'Avenir de Nice istituito all'uopo dal governo francese era favorevole. Il plebiscito per l'annessione si tenne il 15 e 16 aprile 1860. I Sì (99,4% dei 25933 votanti) prevalsero nettamente sui No (0,6%) e sugli astenuti (15,6%). Questo fu l'esito di una magistrale operazione, compiuta dalle autorità francesi, di controllo dell'informazione e di occupazione delle posizioni cruciali nella contea, al fine di piegare comunque l'esito del voto alle decisioni già prese[1]. In ciò, si avvalsero della complicità delle autorità italiane, che lasciarono la contea in balia dell'esercito francese. Le irregolarità nelle operazioni di voto plebiscitarie furono conclamate. Emblematico il caso di Levenzo (o Levens), dove le stesse fonti ufficiali registrarono, a fronte di soli 407 votanti, 481 voti espressi (superfluo dire nella quasi totalità favorevoli all'annessione alla Franca).

Un quarto della popolazione di Nizza fu talmente umiliata dal "plebiscito" da decidere di recarsi in esilio volontario in Italia[2]. Precise informazioni sul gran numero di Nizzardi che optarono per la Nazionalità italiana e in particolare per la cittadinanza torinese, fenomeno noto ma sino al 2011 mai documentato analiticamente, sono fornite nel volume Per Torino da Nizza e Savoia pubblicato su fonti conservate nell'Archivio Storico del Comune di Torino (v. bibliografia). Nonostante l'esodo, quando nel 1871 si tennero le prime elezioni libere nella contea, le liste filo-italiane guidate da Garibaldi ed impegnatesi ad abrogare l'annessione conquistarono ben il 90,2% dei voti (26.534 su 29.428 voti espressi). A Garibaldi, però, contro la legge fu impedito di parlare davanti all'Assemblea Nazionale di Parigi e la sollevazione nizzarda fu repressa dai Francesi nel sangue. Dunque il governo procedette alla francesizzazione forzata della regione[3] ed alla soppressione della cultura locale italiana[4].

Plebiscito del 15-16 aprile 1860
Territorio Data Iscritti Astenuti Votanti Favorevoli all'annessione Contrari all'annessione Voti nulli
Contea di Nizza 15/16 aprile 30 712 4 779 25 933 25 743 160 30

La contea di Nizza diventa ufficialmente parte della Francia il 14 giugno 1860. Viene creato ad hoc il dipartimento delle Alpi-Marittime, il 12°.

CriticheModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Nazionalismo nizzardo.

Anche oggi l'annessione subisce numerose critiche da parte del nazionalismo nizzardo.

NoteModifica

  1. ^ Charles Kendall Adams, Universal Suffrage under Napoleon III, in The North American Review, vol. 0117, October 1873, pp. 360-370.
  2. ^ Claudio Raffaelli, I nizzardi e savoiardi che scelsero il Regno di Sardegna nel 1860, su comune.torino.it (archiviato dall'url originale il 1º novembre 2011).
  3. ^ Guido Lucarno, La toponomastica come affermazione della sovranità nazionale: Alpi Marittime, in Bollettino dell'Associazione Italiana di Cartografia, dicembre 2005.
  4. ^ Giulio Vignoli, Storie e letterature italiane di Nizza e del Nizzardo (e di Briga e di Tenda e del Principato di Monaco) (PDF), Lamezia Terme, Settecolori, 2011 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2011).

BibliografiaModifica

  • Ermanno Amicucci, Nizza e l'Italia. Con documenti, autografi, stampe e fotografie, Milano, A. Mondadori, 1939.
  • Guido Ardens (pseud. di Guido Ardemagni), Come Nizza divenne francese. Storia documentata di una cessione, Pisa, Nistri-Lischi, 1939.
  • Collectif, Vive la France. Regards croisés sur l'union du comté de Nice à la France, 1860-1947, Nice, éditions Serre, 2010, 175 p.
  • Paul Gonnet, La réunion de Nice à la France, Breil-sur-Roya, Éditions du Cabri, 2003, 343 p.
  • Paul Guichonnet, Histoire de l'annexion de la Savoie à la France, Montmélian, La Fontaine de Siloé, 2003, 352 p.
  • Sylvain Milbach (dir.), 1860. La Savoie, la France, l'Europe. Actes du colloque de l'Université de Savoie, 22-26 novembre 2010, Bruxelles, Peter Lang, 2012, 562 p. (articles de Marc Ortolani et Simonetta Tombaccini Villefranque).
  • Gustavo Mola di Nomaglio, La cessione di Nizza e Savoia alla Francia. Nazionalità identità e ragion di Stato, Torino, Marco Valerio Editore, 2011, 636 pp., ISBN 978-88-7547-2979
  • Gustavo Mola di Nomaglio, Italo Pennaroli, Roberto Sandri-Giachino, Come Torino visse la cessione di Savoia e Nizza, estr. da "Studi Piemontesi", vol. 39, fasc. 1, 2010, 38 p. , ISBN 978-88-8262-168-1
  • Fulvio Peirone, Per Torino da Nizza e Savoia. Le opzioni del 1860 per la cittadinanza torinese da un Fondo dell'Archivio Storico della Città di Torino, a cura di Gian Savino Pene Vidari e Rosanna Roccia, Torino, Centro Studi Piemontesi - Città di Torino, 2011, VIII, 460 pp., ISBN 978-88-8262-178-0, con studi, a corredo del documento pubblicato dal Peirone, di Paola Casana (Metamorfosi di un accordo: la questione di Nizza e Savoia nel quadro politico-istituzionale dell'unificazione), Enrico Genta (Principio dinastico e principio di nazionalità nell'800: aspetti diplomatici e giuridici relativi alla cessione di Nizza e Savoia), Michele Rosboch (Residenza, cittadinanza e nazionalità nel periodo dell'Unità d'Italia), Gian Savino Pene Vidari (Trattati e plebisciti fra nazionalità e cittadinanza), Gustavo Mola di Nomaglio ("Là où est la Maison de Savoie, là est la patrie": da Nizzardi e Savoiardi a Torinesi e Italiani per essere sabaudi), Olivier Vernier (Des notables aux méconnus: les Niçois face au droit d'option en 1860), Bénédicte Decourt Hollender (Du droit d'option des Niçois pour la nationalite sarde - 1860-).
  • Alain Ruggiero (dir.), Nouvelle histoire de Nice, Toulouse, Privat, 2006, 383 p.
  • Ralph Schor (dir.), Dictionnaire historique et biographique du comté de Nice, Nice, Serre, 2002, 412 p.
  • Ralph Schor, Henri Courrière (dir.), Le comté de Nice, la France et l'Italie. Regards sur le rattachement de 1860. Actes du colloque organisé à l'université de Nice Sophia-Antipolis, 23 avril 2010, Nice, éditions Serre, 2011, 175 p.
  • Clemente Solaro della Margarita, Opinione del Conte Solaro della Margarita sull’annessione di alcuni Stati alla Monarchia e sulla cessione della Savoia e di Nizza alla Francia, Torino, Tipografia Speirani e Tortone, 1860

Opere che rimettono in discussione l'annessione di Nizza:

  • Alain Roullier,
    • Nice, demain l'indépendance, France Europe éditions, 2003
    • La vérité sur l'annexion de Nice, France Europe éditions, 2010

Voci correlateModifica

  Portale Risorgimento: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Risorgimento