Arteria cerebellare superiore

arteria
Arteria cerebellare superiore
CerebellumArteries.jpg
Le tre maggiori arterie del cervelletto: la arteria cerebellare superiore (SCA), l'arteria cerebellare antero inferiore (AICA), e la arteria cerebellare posteriore inferiore (PICA)
Circle of Willis it.svg
Diagramma della circolazione arteriosa alla base del cervello (la SCA è indicata al centro dell'immagine)
Anatomia del Gray(EN) Pagina 580
OrigineArteria vertebrale
IrroraCervelletto, ghiandola pineale, tela corioidea, terzo ventricolo,
Venavena cerebellare superiore
Identificatori
TAA12.2.08.025
FMA50573

L'arteria cerebellare superiore (SCA) insieme alla arteria cerebellare posteriore inferiore (PICA) ed alla arteria cerebellare inferiore anteriore (AICA) è uno dei tre principali vasi che riforniscono di sangue arterioso il cervelletto.

DecorsoModifica

L'arteria cerebellare superiore sorge in prossimità della terminazione dell'arteria basilare, appena prima della sua biforcazione e che si formino le arterie cerebrali posteriori. Immediatamente si sposta lateralmente, subito al di sotto del nervo oculomotore, che la separa dall'arteria cerebrale posteriore, gira attorno al tronco cerebrale, vicino al nervo trocleare, per raggiungere la fessura cerebello-mesencefalica giungendo alla superficie superiore del cervelletto, e dividendosi in rami che si ramificano nella pia mater e si anastomizzano con quelli della arteria cerebellare inferiore anteriore (AICA) e posteriore (PICA). In una percentuale di soggetti compresa tra il 12% e il 14% l'arteria, una volta originatasi, può andare a duplicarsi.[1][2][3]

RamiModifica

Diversi rami dell'arteria vascolarizzano parte del tronco cerebrale (e in particolare il ponte), la ghiandola pineale, il velo midollare superiore del cervelletto, la tela corioidea del terzo ventricolo.

Significato clinicoModifica

L'arteria cerebellare superiore è frequentemente causa di nevralgia del trigemino, in quanto viene a comprimere il nervo trigemino, causando un dolore lancinante nella distribuzione di questo nervo sul volto del paziente.[4][5] Tuttavia, all'autopsia, si è notato che il 50% delle persone senza nevralgia del trigemino presenta comunque una compressione vascolare del nervo.[6]

NoteModifica

  1. ^ Habibi Z, Meybodi AT, Maleki F, Tabatabai S, Superior and anterior inferior cerebellar arteries and their relationship with cerebello-pontine angle cranial nerves revisited in the light of cranial cephalometric indexes: a cadaveric study, in Turk Neurosurg, vol. 21, n. 4, 2011, pp. 504–15, DOI:10.5137/1019-5149.JTN.4372-11.1, PMID 22194108. URL consultato il 18 febbraio 2018.
  2. ^ Wen HT, Rhoton AL, Katsuta T, de Oliveira E, Microsurgical anatomy of the transcondylar, supracondylar, and paracondylar extensions of the far-lateral approach, in J. Neurosurg., vol. 87, n. 4, 1997, pp. 555–85, DOI:10.3171/jns.1997.87.4.0555, PMID 9322846. URL consultato il 18 febbraio 2018.
  3. ^ Pai BS, Varma RG, Kulkarni RN, Nirmala S, Manjunath LC, Rakshith S, Microsurgical anatomy of the posterior circulation, in Neurol India, vol. 55, n. 1, 2007, pp. 31–41, PMID 17272897. URL consultato il 18 febbraio 2018.
  4. ^ Khan NM, Khan MA, Aasi FK, Neuro vascular relationship between superior cerebellar artery and trigeminal nerve, in J Pak Med Assoc, vol. 35, n. 5, 1985, pp. 140–3, PMID 3927028. URL consultato il 18 febbraio 2018.
  5. ^ Mori Y, Kobayashi T, Miyachi S, Hashizume C, Tsugawa T, Shibamoto Y, Trigeminal neuralgia caused by nerve compression by dilated superior cerebellar artery associated with cerebellar arteriovenous malformation: case report, in Neurol. Med. Chir. (Tokyo), vol. 54, n. 3, 2014, pp. 236–41, PMC 4533427, PMID 24257486. URL consultato il 18 febbraio 2018.
  6. ^ Hardy DG, Rhoton AL, Microsurgical relationships of the superior cerebellar artery and the trigeminal nerve, in J. Neurosurg., vol. 49, n. 5, 1978, pp. 669–78, DOI:10.3171/jns.1978.49.5.0669, PMID 712389. URL consultato il 18 febbraio 2018.

BibliografiaModifica

  • Giuseppe Anastasi, Giuseppe Balboni, Pietro Motta, Anatomia umana, Quarta edizione, Milano, Edi.Ermes, 2010, ISBN 978-88-7051-428-5.
  • Susan Standring, Anatomia del Gray. Le basi anatomiche per la pratica clinica, Quarta edizione, Elsevier, 2009, ISBN 88-214-3132-0.

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