Atti di Giovanni

apocrifo del Nuovo Testamento

Gli Atti del santo apostolo ed evangelista Giovanni il teologo o brevemente Atti di Giovanni sono un apocrifo del Nuovo Testamento relativo a Giovanni apostolo, scritto in greco nella seconda metà del II secolo. Presenta influenze docetiste e gnostiche.

Incisione del 1541 ritraente San Giovanni evangelista

La tradizione indica come autore un certo Leucio Carino, discepolo dell'apostolo Giovanni, che avrebbe composto anche altri Atti apocrifi, compresi nel cosiddetto "ciclo leuciano": Atti di Pietro, Giovanni, Andrea, Tommaso, Paolo.

Il testo è pervenuto in una duplice versione. La versione più antica è più lunga ma è pervenuta priva della parte iniziale: descrive arrivo, predicazione e miracoli di Giovanni a Efeso, dopo aver lasciato la città di Mileto nella quale si era rifugiato per sfuggire alle persecuzioni dei giudei a Gerusalemme.

Una versione più recente e più breve descrive l'incontro tra Giovanni e Domiziano, il suo esilio a Patmos, quindi il suo ritorno e morte a Efeso.

Dato l'avanzato periodo di composizione e lo stile eccessivamente favolistico l'apocrifo non può essere considerato un fedele resoconto storico, sebbene non si possa escludere una ripresa di precedenti tradizioni orali.

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