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Aulo Postumio Albo Regillense

politico e militare romano
Aulo Postumio Albo Regillense
GensPostumia
Dittatura499 a.C.

Aulo Postumio Albo Regillense (latino: Aulus Postumius Albus Regillensis; ... – ...) è stato un politico e militare romano, dittatore e poi console della Repubblica romana all'inizio del V secolo a.C.

BiografiaModifica

Denario
 
Busto di Diana; sotto ROMA Tre cavalieri al galoppo che seguono uno stendardo sopra un nemico caduto. In esergo: A ALBINVS S F
Denario romano coniato da Aulo Postumio Albino nel 96 a.C.
I cavalieri al rovescio ricordano la battaglia di Lago Regillo dove, secondo la tradizione, Aulo Regillense lanciò uno stendardo tra le schiere nemiche.

Era il 499 a.C. quando fu nominato dittatore, il secondo nell'allora breve storia della Repubblica romana, a causa dell'approssimarsi dello scontro con la lega delle città latine, guidate da Tarquinio il Superbo e da suo genero, Mamilio Ottavio, dittatore della città di Tusculum.

Lo scontro, la battaglia del Lago Regillo, si combatté in quell'anno nel territorio della città latina, e fu particolarmente aspro e sanguinoso.

«... La notizia della presenza dei Tarquini tra le file latine suscitò un'indignazione tale nei Romani da non poter rimandare ulteriormente lo scontro. Per questo la battaglia non ebbe precedenti quanto a ferocia e accanimento. Infatti i comandanti non si limitarono a dirigere le operazioni, ma si buttarono di persona nella mischia e quasi nessun membro dei due stati maggiori, salvo il dittatore romano, uscì indenne dallo scontro...»

(Tito Livio, Ab Urbe condita libri, lib. II, par. 19)

Secondo il racconto di Livio, quando Aulo Postumio si accorse che l'esercito romano cominciava ad indietreggiare di fronte al nemico, ordinò alla propria coorte di passare per le armi chiunque fosse trovato a fuggire dal campo di battaglia.

«...Quando il dittatore Postumio si rese conto di una simile perdita e vide che gli esuli stavano caricando con una foga inaudita mentre i suoi iniziavano a perdere terreno, ordinò alla sua coorte (un nucleo speciale di uomini che gli faceva da guardia del corpo) di trattare alla stregua di nemici chiunque avesse visto fuggire. La doppia paura distolse così i Romani dalla fuga e li respinse contro il nemico, risollevando le sorti della battaglia...»

(Tito Livio, Ab Urbe condita libri, lib. II, par. 20)

La battaglia si risolse con la vittoria dei romani, ed al dittatore fu concesso l'onore del trionfo in città, trionfo che Aulo Postumio dedicò a Cerere, oltre l'appellativo Regillense che completò il suo nome.

Fu console nel 496 a.C.[1], eletto per quell'anno con Tito Verginio Tricosto Celiomontano. Nel 493 a.C. fondò sull'Aventino il santuario di Cerere, Libero e Libera.

NoteModifica

BibliografiaModifica

Fonti primarie
Fonti secondarie
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  • Claude Nicolet, Strutture dell'Italia romana, (sec. 3.-1. a.C.). Roma, Jouvence, 1984. ISBN 8878010472.
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