L'Autonomia speciale è quella particolare forma di governo della Regione Siciliana disciplinata dall'articolo 116 della Costituzione Italiana), che l'ha dotata di una ampia autonomia politica, legislativa, amministrativa e finanziaria.

Indice

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Regione Siciliana.

L'Autonomismo fu un modo per svuotare il separatismo, guidato dal Movimento per l'Indipendenza della Sicilia, che all'indomani dello sbarco alleato del luglio 1943 era uscito dalla clandestinità in cui era stato sotto il periodo fascista, chiedendo l'affrancamento della Sicilia dallo Stato Italiano, e che ebbe anche un'organizzazione paramilitare, l'Esercito Volontario per l'Indipendenza della Sicilia (EVIS) guidato da Antonio Canepa. Svanì quasi subito invece l'idea che la Sicilia divenisse uno Stato federato, il 49º stato, agli Stati Uniti d'America. Quando gli Stati Uniti riuscirono a bloccare la minaccia sovietica e jugoslava sull'Italia nord-orientale, questi abbandonarono a sé stessi l'EVIS e Giuliano: al MIS non restò altro che partecipare nel 1946 alle elezioni politiche per l'Assemblea Costituente, dove ottenne 4 seggi (tra cui Andrea Finocchiaro Aprile e Attilio Castrogiovanni), e nove all'Assemblea regionale nel 1947, (nessuno alle politiche del 1948) mentre molti "capibastione" messi dopo il luglio 1943 al comando dei paesi dalle truppe alleate, si infiltrarono nei ricostituiti partiti italiani.

Padri dell'Autonomia possono essere considerati i politici siciliani che lottarono per la concessione dell'Autonomia come Salvatore Aldisio, Giuseppe Alessi, Giovanni Guarino Amella, Enrico La Loggia.

Lo statuto speciale siciliano fu originato da un accordo di origine "pattizia" fra lo Stato Italiano e la Sicilia, rappresentata dalla Consulta regionale siciliana, in cui erano rappresentate le categorie, i partiti e i ceti produttivi dell'isola, organo che materialmente formulò lo Statuto, emanato con regio decreto da Re Umberto II il 15 maggio 1946 (quindi precedente alla Costituzione della Repubblica italiana, che lo ha recepito per intero con la legge costituzionale n. 2 del 1948)[1], e diede vita alla Regione Siciliana prima ancora della nascita della Repubblica Italiana, prima fra le 5 regioni a statuto speciale. Le prime elezioni per l'Assemblea regionale siciliana si svolsero il 30 aprile 1947, e il 25 maggio 1947 ci fu la prima seduta parlamentare.

La storia politica di sessant'anni di autonomia speciale in Sicilia, e dei suoi governi, ha vissuto momenti di vivacità, che hanno portato a definire la politica siciliana una sorta di "laboratorio politico", e altri più bui. Da alcuni anni l'autonomia siciliana è stata rilanciata da molti politici, tra cui l'ex presidente Raffaele Lombardo, leader del Movimento per l'Autonomia (MPA), e l'ex presidente Rosario Crocetta[senza fonte].

PrincipiModifica

Grazie allo Statuto autonomistico, la Regione Siciliana ha competenza esclusiva (cioè le leggi statali non hanno vigore nell'isola)[2], su una serie di materie. Ogni modifica allo Statuto, trattandosi di legge costituzionale, è sottoposta alla cosiddetta procedura aggravata, cioè a una doppia approvazione, a maggioranza qualificata, da parte delle Camere[3].

Alcune prerogative statutarie non sono a oggi applicate, in quanto mancano le corrispondenti Norme di attuazione dello Statuto che devono essere emanate dalla Commissione paritetica Stato Regione[4].

Il nome ufficiale è "Regione Siciliana" e non "Regione Sicilia" per una motivazione storica oltre che per il rapporto istituzionale che lega l'isola all'Italia. La Regione Siciliana (in assonanza con la "Repubblica italiana") nasce come ente originariamente sovrano e legato all'Italia da un rapporto pattizio e potenzialmente paritetico[5]. Questa condizione giuridica, che dà vita al medesimo utilizzo dell'aggettivo dopo il nome ufficiale dell'ente, è dovuta a ragioni principalmente politiche di carattere indipendentista che fanno leva sul fatto che l'entità amministrativa siciliana è considerata una fonte primaria del diritto alla pari della Repubblica italiana. In virtù della sovranità e della volontà del popolo siciliano di darsi un proprio statuto autonomo, infatti, i padri fondatori dello statuto siciliano hanno voluto marcare una sostanziale pariteticità, ma non antiteticità, giuridica, storica e politica tra il popolo siciliano e il popolo italiano.[senza fonte]

Dal 2001 il presidente della Regione non è più eletto dall'Assemblea Regionale Siciliana, ma direttamente dai cittadini. Il presidente della 58ª giunta della Regione, eletto il 28 ottobre 2012 è Rosario Crocetta, candidato del Partito Democratico e dell'Unione di Centro. La presidenza della Regione ha sede a Palermo, a Palazzo d'Orleans.

L'Assemblea regionale siciliana è l'organo legislativo della Regione Siciliana eletta per la prima volta nel maggio 1947. Dal prossimo rinnovo previsto nel 2018, sarà formata da settanta deputati eletti a suffragio universale diretto[6]. Ha sede a Palermo, nel Palazzo dei Normanni. Il parlamento siciliano, nato nel 1130, è considerato il più antico d'Europa[7].

Le competenze esclusiveModifica

Grazie allo Statuto autonomistico, la Regione ha competenza esclusiva su una serie di materie, tra cui beni culturali, agricoltura, pesca, enti locali[8][9], ambiente, turismo, polizia forestale.[10] Il relativo personale quindi è nei ruoli della Regione e non dello Stato, che quindi è più numeroso che nelle altre Regioni a statuto ordinario.

Per quanto riguarda la materia fiscale, la totalità delle imposte riscosse in Sicilia dovrebbe rimanere nell'isola[11]. Ai sensi degli articoli 36 e seguenti del proprio Statuto (Legge Costituzionale n.2 del 26 febbraio 1948), la Regione siciliana è dotata di completa autonomia finanziaria e fiscale[12].

Ogni anno lo Stato Italiano sarebbe tenuto a fornire un ammontare da stabilirsi, con piano quinquennale, di denaro pubblico proveniente dalle altre Regioni per finanziare la Sicilia, così come stabilito dall'art. 38 dello Statuto della Regione Siciliana.

  1. Lo Stato verserà annualmente alla Regione, a titolo di solidarietà nazionale, una somma da impiegarsi, in base ad un piano economico, nella esecuzione di lavori pubblici.
  2. Questa somma tenderà a bilanciare il minore ammontare dei redditi di lavoro nella Regione in confronto della media nazionale.
  3. Si procederà ad una revisione quinquennale della detta assegnazione con riferimento alle variazioni dei dati assunti per il precedente computo.

Altro aspetto importante è contenuto nell'Art 37 dello Statuto della Regione Siciliana:

  1. Per le imprese industriali e commerciali, che hanno la sede centrale fuori del territorio della Regione, ma che in essa hanno stabilimenti ed impianti, nell'accertamento dei redditi viene determinata la quota del reddito da attribuire agli stabilimenti ed impianti medesimi.
  2. L'imposta, relativa a detta quota, compete alla Regione ed è riscossa dagli organi di riscossione della medesima.

OrganiModifica

L'organo legislativo è composto dall'Assemblea regionale siciliana, quello esecutivo dal presidente della Regione Siciliana e dalla Giunta regionale, composta da 12 assessori regionali, che dal 2001 possono anche non essere deputati all'ARS (così si chiamano, unici in Italia secondo la Corte costituzionali, i consiglieri regionali in Sicilia). Dal 25 maggio 1947 ad oggi si sono susseguite XV legislature, inizialmente della durata di quadriennale, mentre dal 1971 è quinquennale.

L'Assemblea si compone di novanta deputati eletti a suffragio universale diretto dagli elettori siciliani ogni cinque anni. Con la legge costituzionale n.2/2013 il numero di parlamentari è ridotto a 70, a partire dalla legislatura successiva[13]. Dal 2001 il presidente della Regione non è più eletto dall'Assemblea Regionale Siciliana, ma direttamente dei cittadini. Il presidente del 58° governo della Regione, eletto il 29 ottobre 2012, è Rosario Crocetta.

Originariamente lo Statuto prevedeva anche un'Alta Corte con poteri giurisdizionali, che giudicava della costituzionalità delle leggi regionali e delle leggi e dei regolamenti dello Stato nei confronti delle norme dello Statuto e limitatamente alla loro applicazione sul territorio siciliano, ma nel 1957 la Corte Costituzionale la dichiarò decaduta e le competenze assorbite dalla stessa[14].

Fino al 2014 il Commissariato dello Stato per la Regione Siciliana ha esercitato il controllo preventivo di legittimità costituzionale delle leggi dell'Assemblea regionale siciliana. Con la sentenza n. 255 del 3 novembre 2014 della Corte Costituzionale questa funzione è stata soppressa per effetto dell'estensione alla Regione siciliana del controllo successivo, previsto dall'art. 127 della Costituzione per le Regioni a statuto ordinario.

In Sicilia, inoltre vi è il CGA (Consiglio di giustizia amministrativa[15]) che nell'isola ricopre le funzioni del Consiglio di Stato, oltre a delle sezioni autonome della Corte dei Conti, giurisdizionali e di appello.

NoteModifica

  1. ^ Legge costituzionale n.2/1948
  2. ^ Mangiameli, Stelio. 2001. Ancora una prova per l'autonomia speciale siciliana. n.p.: Società editrice il Mulino, 2001.
  3. ^ Ruggeri, A. (1997). L'autonomia legislativa della Regione siciliana, dal modello studiato alle prospettive di riforma. Società editrice il Mulino.
  4. ^ Composizione della commissione[collegamento interrotto]
  5. ^ Nome della Regione Siciliana.
  6. ^ http://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2013-02-18&atto.codiceRedazionale=13G00050
  7. ^ Storia del Parlamento - Il Parlamento
  8. ^ Compresa la disciplina delle elezioni dei relativi organi collegiali: v. ((https://www.academia.edu/2420567/Sulla_legge_elettorale_siciliana)).
  9. ^ Per le ultime leggi emanate in materia di composizione degli organi elettivi degli enti locali, v. Giampiero Buonomo, Amministrative, in Sicilia regole nuove dal 2012, in Guida agli enti locali, n. 18/2011 e Enti locali: le incompatibilità di Sicilia. Comune o Regione, così scatta l'aut aut, in Diritto e giustizia, 28 gennaio 2006.
  10. ^ Lo statuto autonomistico
  11. ^ Cuva, Angelo. 1999. L'autonomia finanziaria della Regione Siciliana : i limiti e le ipotesi di riforma. n.p.: Palermo, 1999.
  12. ^ Cultrera, R., L'autonomia siciliana, studi economici. Palermo, Industrie riunite Editoriali siciliane, 1947.
  13. ^ *** Normattiva ***
  14. ^ Testo della sentenza della Corte Costituzionale n°38/1957
  15. ^ Il CGA

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica