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Battaglia di Frankenhausen

Battaglia di Frankenhausen
parte della guerra dei contadini
Bundschuhfahne Holzschnitt 1539 Petrarcas Trostspiegel.jpg
Contadini ribelli circondano un cavaliere.
Data15 maggio 1525
LuogoFrankenhausen
EsitoDecisiva vittoria dei principi
Schieramenti
Comandanti
Filippo I d'Assia
Giorgio di Sassonia
Henrico di Brunswick-Wolfenbüttel
Bonaventura Kuerschner
Capo spirituale: Thomas Müntzer
Effettivi
c. 4000 fanti (lanzichenecchi)
2800 cavalieri
c. 8000
Perdite
67000 +
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La battaglia di Frankenhausen, combattuta il 14-15 maggio 1525, nei pressi di Frankenhausen nella contea di Schwarzburg, pose fine alla cosiddetta guerra dei contadini, la rivolta popolare scoppiata in Germania tra il 1524 ed il 1525.

Movimento delle truppe durante la repressione delle rivolte contadine nel 1525

ProdromiModifica

Il movimento era iniziato nel 1524, quando le comunità riformate, sotto l'impulso del millenarista Thomas Müntzer, dichiararono di avere il diritto di scegliere liberamente il loro pastore. Lutero, inizialmente sembrò accettare le richieste dei rivoltosi, ma quando si rese conto dell'ampiezza assunta dal movimento, e del fatto che molti principi lo indicavano responsabile della rivolta, inviò il principe Filippo I d'Assia a reprimere il movimento.

Il 29 aprile 1525, le lotte dentro e intorno a Frankenhausen erano culminate in un'aperta rivolta.[1] Gran parte dei cittadini si unì alla sommossa, occupando il municipio e assaltando il castello degli Schwarzburg. Nei giorni seguenti, un numero crescente di ribelli si radunò intorno alla città, e quando Müntzer arrivò da Mühlhausen, l'11 maggio, con 300 guerrieri, trovò diverse migliaia di contadini provenienti dalle vicine Turingia e Sassonia accampati nei campi circostanti la città.

Filippo I d'Assia e suo suocero Giorgio di Sassonia avevano puntato su Mühlhausen come obiettivo strategico, ma, quando arrivò la notizia che Müntzer si era spostato a Frankenhausen, decisero di muovere i loro Lanzichenecchi verso questa città.

 
Francobollo dedicato a Tommaso Müntzer, emesso dalla DDR nel 1989.

Prime schermaglieModifica

I principi avevano avuto difficoltà nel reclutare i loro mercenari, che erano meglio equipaggiati ed organizzati degli insorti, anche se il morale e la disciplina dipendevano molto dall'entità della paga. I contadini erano malamente armati con un mix di attrezzi agricoli ed armi da fuoco, queste ultime provenienti, in massima parte, da coloro che servivano nelle milizie locali (Landwehr).[2] Il 14 maggio gli insorti riuscirono a respingere con successo un gruppo mandato in ricognizione ed i rinforzi sopraggiunti, ma poi scelsero di non inseguire le truppe dei Principi, restando attestati in una Fortezza di carri su una collina che dominava la città[3].

In quel momento la colonna principale delle truppe dei principi d'Assia e di Brunswick era appena arrivata, dopo una marcia notturna, e aveva bisogno di riposare, probabilmente se gli insorti avessero preso l'iniziativa l'esito della battaglia sarebbe potuto cambiare. Venne invece decisa una tregua per consentire dei negoziati (i principi reclamavano la consegna del Müntzer). Questo diede il tempo all'esercito di Giorgio di Sassonia, che si avvicinava da est, di congiungersi alle altre truppe passando di fianco alla città senza dover combattere.

La battagliaModifica

Si ritiene che la tregua sia stata interrotta intorno a mezzogiorno, quando divenne chiaro che Müntzer non sarebbe stato consegnato. I principi ordinarono un cannoneggiamento che sconvolse le file dei rivoltosi, seguita da una serie di ondate di attacchi da parte della cavalleria e dei fanti, che scatenarono il panico tra le poco organizzate truppe contadine, costringendole alla fuga ed a ritirarsi disordinatamente all'interno della città, che però venne rapidamente conquistata dai lanzichenecchi, che si diedero al saccheggio massacrando gli insorti ed i cittadini considerati complici. Le cifre relative alle vittime sono inaffidabili, ma le perdite contadine sono state stimate a più di 7.000 mentre tra i lanzichenecchi vi sarebbero stati solo sei morti.[4] Müntzer stesso fu catturato nella città, torturato affinché abiurasse ai suoi principi ed infine giustiziato a Mühlhausen il 27 maggio 1525.

NoteModifica

  1. ^ Günter Vogler (editore): Bauernkrieg zwischen Harz und Thüringer Wald (2008)
  2. ^ Siegfried Hoyer: Das Militärwesen im deutschen Bauernkrieg 1524-1526 (1975)
  3. ^ Siegfried Hoyer in: Vogler G. (ed) Bauernkrieg zwischen Harz und Thüringer Wald (2008) (pag. 221)
  4. ^ H.Müller: Über die Bauernschlachten am 14. und 15. Mai 1525 bei Frankenhausen in Historische Beiträge zur Kyffhäuserlandschaft, Bad Frankenhausen (1975)

BibliografiaModifica

  • G.Droysen, Zur Schlacht bei Frankenhausen, in: Zeitschrift für preussische Geschichte und Landeskunde Vol. 10, pp.590-617, 1873.
  • G.Einicke, Zwanzig Jahre Schwarzburgische Reformationsgeschichte 1521-1541, Nordhausen, 1904.
  • W.Falckenheiner, Philipp der Grossmütige im Bauernkriege. Mit urkundlichen Beilagen., Marburg, 1887.
  • L.Fischer, Die Schlacht unter dem Regenbogen,, Berlin, 1975.
  • S.Hoyer, Das Militärwesen im deutschen Bauernkrieg 1524-1526, Berlin, 1975.
  • M.Lenz, Zur Schlacht bei Frankenhausen Historische Zeitschrift 6, pp. 193-208, 1892.
  • Marvin Mädel, Historisch-archäologische Untersuchungen zur „Bauernschlacht“ Bad Frankenhausen am 15. Mai 1525, 2010. (As-yet-unpublished lecture)
  • Douglas Miller, Frankenhausen 1525, Seaton Burn, Newcastle, UK, 2017, ISBN 978-0-9955572-5-3. [1]
  • H.Müller, Über die Bauernschlachten am 14. und 15. Mai 1525 bei Frankenhausen in Historische Beiträge zur Kyffhäuserlandschaft, Bad Frankenhausen, Heft 5, Bad Frankenhausen, 1975.
  • Günter Vogler, Bauernkrieg zwischen Harz und Thüringer Wald (Historische Mitteilungen Im Auftrage Der Ranke-Gesellschaft), Stuttgart, 2008, ISBN 978-3-515-09175-6.
  • R.Walinski-Kiehl, Reformation history and political mythology in the German Democratic Republic, 1949-89, 2004. [2] Ultimo accesso: 18.12.2017
  • A.Wünsch, Thomas Müntzer mit dem schwerthe Gydeonis – Letzte Tage des Kampfes, Studienarbeit Eberhard-Karls-Universität Tübingen, Fakultät für Philosophie und Geschichte, Tübingen, 2003.

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