Bindusara

re di Magadha

Bindusara Maurya, anche noto come Amitocrate (greco: Ἀμιτροχάτης Amitrochates; 320 a.C. circa – 272 a.C. o 268 a.C.), fu re di Magadha dal 298 a.C. alla sua morte.

Moneta d'argento dell'epoca di Bindusara

Bindusara succedette a Chandragupta Maurya e di lui si conosce molto poco: leggende sulla sua persona si trovano nell'Ashokavadana, nelle Cronache Sinhala e nel Vamsatthappakasini, un commento al Mahavamsa.

StoriaModifica

Dal suo predecessore Chandragupta, Bindusara ereditò un grande impero. Ci sono poche testimonianze sui confini del Paese e ancora meno si sa dello sviluppo politico sotto di lui. È probabile che all'epoca di Chandragupta l'Impero Maurya occupasse tutta l'India settentrionale, forse i 2/3 del subcontinente in totale. Bindusara potrebbe aver esteso l'impero più a sud. Lo studioso francese Lamotte, tuttavia, ipotizza che Bindusara si sia limitato a sedare alcune ribellioni provocate da alcuni governatori del suo impero, preservandone così le dimensioni.

Ci sono prove che Bindusara fosse in contatto attivo con i suoi vicini, i Seleucidi. Ricevette alla sua corte Daimaco, ambasciatore di Seleuco I Nicatore. È inoltre attestata la sua regolare corrispondenza con Antioco I Soter. Un certo Dionigi è menzionato anche come inviato di Tolomeo II presso la corte reale indiana, ma non è chiaro con quale sovrano indiano avesse a che fare.

I bramini avevano una buona posizione sotto Bindusara. Ha patrocinato loro e i loro seguaci. Mostrò anche interesse per un gruppo di asceti itineranti chiamati Parivrajakas. Almeno uno di loro, di nome Pingalavatsa, occupò una posizione importante alla sua corte.

I piani di Bindusara per il suo erede al trono furono frustrati dal figlio Ashoka. Infatti alla morte del sovrano nel 272 a.C., gli succedette il minore figlio Ahsoka, che Bindusara aveva fatto esiliare e che egli aveva avuto da una donna greca della dinastia dei Seleucidi (a conclusione di un'alleanza matrimoniale tra l'impero seleucide e quello Maurya) o di Dharma, una donna indiana. Primo in linea successoria era tuttavia il figlio Susima, che Asoka fece uccidere alla morte di Bindusara assieme a molti altri suoi parenti.Ashoka conquistò immediatamente la capitale dell'impero, Pataliputra, e con l'aiuto del ministro Radhagupta riuscì ad allontanare tutti i possibili successori e a salire lui stesso al trono.

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BibliografiaModifica

  • Étienne Lamotte: History of Indian Buddhism. From the origins to the Saka era („Histoire du bouddhisme Indien“). Institute Orientaliste de l'Université Catholique de Louvain, Leuven 1988, ISBN 90-6831-100-X.

Collegamenti esterniModifica

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