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Il blu di smalto è un pigmento usato in pittura. Era già noto agli Egizi, ma come vetro e non come pigmento. È un pigmento inorganico, un silicato doppio di potassio e di cobalto con ossidi metallici. Tra i suoi costituenti ci sono: SiO2, K2O, Al2O3 e CoO. Nel Rinascimento iniziò ad essere usato come pigmento; i minerali di partenza (cobaltite e smaltite) venivano estratti da miniere in Boemia e Sassonia. Si otteneva dal vetro colorato, macinato con acqua. I minerali venivano scaldati per formare un ossido (chiamato saffer o saffre) e fuso con potassa, poi macinato. Essendo trasparente, ha basso potere coprente; può essere usato nell'affresco e nella tempera, mentre è sconsigliato nella pittura a olio.

Nomi alternativiModifica

  • Blu di Sassonia
  • Blu Escelle
  • Blu imperiale
  • Silis Caeruleum
  • Smaltino
  • Vetro di cobalto
  • Vitrum
  • Zaffro

BibliografiaModifica

  • Giovanni Montagna, I pigmenti: prontuario per l'arte e il restauro, Firenze, Nardini, 1993. ISBN 88-404-4025-9.
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