Centro Internazionale Radio Medico

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Il Centro Internazionale Radio Medico (CIRM) è sorto nel 1935, allo scopo di fornire assistenza radiomedica ai marittimi, imbarcati su navi senza medico a bordo, di qualsiasi nazionalità, in navigazione su tutti i mari. Il CIRM ha la sua sede in Roma ed i suoi servizi medici, sono gratuiti. Essi includono l'interessamento per un eventuale trasbordo del paziente su nave fornita di servizi medici o, se la distanza lo permette, il prelievo del malato con mezzi navali o aerei per una rapida ospedalizzazione.

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Per secoli, se si eccettuano le navi dotate di medico a bordo, la cura di patologie e la tutela della salute di chi era imbarcato erano affidate al comandante ed alle nozioni di igiene e medicina che questi aveva appreso nel corso della propria formazione professionale, o conosciute consultando testi trasportati assieme a piccole scorte di farmaci o materiale sanitario (la cosiddetta cassetta medicinali di bordo). La possibilità di fornire assistenza medica alle navi attraverso i sistemi di telecomunicazioni inizia dopo il 1897, anno in cui Guglielmo Marconi (il primo presidente del CIRM) sviluppa la radiotelegrafia. Negli anni immediatamente successivi vengono create le prime stazioni radio costiere e le navi si dotano di stazioni radio. Tale infrastruttura tecnologica consente sviluppi fino allora impensabili nella possibilità di comunicare con le navi in navigazione. Nascono anche iniziative spontanee di richiedere, dal bordo, consigli medici a navi fornite di personale sanitario (transatlantici o altre grandi navi passeggeri), o, grazie all'intermediazione degli operatori di stazioni radio-costiere, a sanitari di terra.

La prima licenza per un servizio radio medico specificamente dedicato a navi in navigazione è rilasciata dallo Stato di New York alla Seamen Church di New York City il 18 novembre 1920. Tale iniziativa viene subito accolta con favore e le principali nazioni marinare cominciano a costituire centri per fornire consigli medici alle navi delle proprie flotte o a imbarcazioni che fossero in navigazione nelle proprie acque territoriali. Nascono così i centri per l'assistenza medica marittima via radio (detta anche assistenza radio medica). L'iniziativa italiana nel settore non è la prima, nascendo, infatti, nel 1935, ma è certamente caratterizzata da una peculiarità, quella di non limitare la propria attività a navi battenti bandiera italiana o in navigazione in prossimità delle proprie acque territoriali, ma di essere rivolta indistintamente a tutti i naviganti, in navigazione in tutti i mari del mondo. Quindi una iniziativa, quella del CIRM, di respiro planetario. Con il tempo, parallelamente alla diffusione dell'assistenza medica a distanza dei marittimi imbarcati, si iniziano a tracciare le regole sull'assistenza medica in mare, con la definizione di una sezione medica del Codice internazionale dei segnali. In seguito il settore diviene oggetto di regolamentazione mirata: nel 1958, con un documento congiunto dell’International Labour Organization e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, si riconoscono ufficialmente le potenzialità dell'assistenza radio medica per i naviganti e si stabiliscono alcuni principi, come: la gratuità di tale assistenza, la disponibilità della stessa per 24 ore al giorno e per tutti i giorni dell'anno, la possibilità di ricorrere, ove necessario, a consigli di specialisti.

Una ulteriore evoluzione è rappresentata dalla normativa emanata dalla International Maritime Organization (IMO), l'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei problemi del mare. La sopra richiamata Circolare MSC/Circ.960 del 20.06.2000, rivaluta la funzione di assistenza medica a distanza nella cura di ammalati e traumatizzati a bordo di navi, collocando le problematiche dell'assistenza medica in mare nell'ambito della ricerca e del soccorso in ambiente marino. Il documento valorizza l'attività dei centri che operano nel campo dell'assistenza telemedica (Telemedical Maritime Assistance Services, TMAS) attribuendo loro funzioni di notevole rilievo che prevedono compiti non solo assistenziali, ma competenze specifiche nel dettare pareri rilevanti per quanto concerne il trasbordo di ammalati e traumatizzati gravi in centri ospedalieri. Le nuove linee guida internazionali rappresentano una occasione importante per migliorare la qualità dell'assistenza medica in mare. Assistenza i cui standard, purtroppo, nonostante i progressi della medicina e delle tecnologie dell'informazione e comunicazione, sono ancora relativamente modesti.

Il CIRM che dal 1935 in oltre 80 anni ha rappresentato un importante punto di riferimento per chi, in mare, fosse ammalato o avesse subito degli infortuni, con all'attivo una esperienza di circa 60.000 ammalati assistiti, e non meno di 700.000 teleconsultazioni mediche. Esperienze che ne fanno, probabilmente, il centro più importante nel settore al mondo.

In termini normativi, il D.P.R. n. 533 del 29 aprile 1950, riconosce il CIRM come Ente Morale e lo erige in Fondazione. La legge n. 209 del 31 marzo 1955 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 9 aprile 1955) stabilisce l'erogazione di un contributo annuale dello Stato per rendere possibile il funzionamento continuo delle attività assistenziali della Fondazione. Con Decreto del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti e del Ministro della Salute del 2002, il CIRM viene designato quale Centro Italiano Responsabile dell'Assistenza Telemedica Marittima (TMAS). Da allora, il CIRM è considerato in tutto il mondo come il centro italiano di riferimento per l'assistenza medica ai naviganti di lingua italiana. Tale riconoscimento ha un valore anche simbolico molto grande: quello di formalizzare il ruolo del CIRM e di prendere atto degli sforzi dell'ente, spesso tra difficoltà, nel portare avanti la battaglia per un'assistenza medica di avanguardia di una categoria di persone svantaggiate in termini di accesso a cure mediche.

Il CIRM, retto da un Consiglio di Amministrazione che ne nomina il Presidente, garantisce attraverso i sistemi di telecomunicazione, dalla propria unica sede di Roma, un servizio medico continuativo H 24, per tutti i giorni dell'anno, in lingua italiana ed inglese. Il CIRM offre costantemente due livelli di operatività: il primo di ordinaria gestione di assistenza e consulenza sanitaria, il secondo quando sia necessario affrontare una vera e propria emergenza medica. La richiesta di semplice assistenza e/o consulenza (teleconsulto di 1º livello) è esattamente la stessa procedura che si usa a terra in caso di un malore: si chiama il medico, che nel caso di marittimi è il CIRM, gli si rappresentano i sintomi della persona, si danno quante più informazioni possibili e il medico indica il trattamento da seguire, tra cui, dove necessario, quali medicinali far assumere al paziente. Dalla semplice consulenza si può passare alla gestione di un caso più complesso, con la necessità di interpello di specialisti (teleconsulto di 2º livello) fino alla vera e propria emergenza sanitaria, ad esempio se avviene un infortunio grave a bordo. È questa la linea di confine sull'importanza del servizio offerto dal CIRM, che da utile può diventare indispensabile in rapporto alla posizione della nave con a bordo un ammalato o un infortunato. Infatti, se a terra ed in condizioni di normali collegamenti ed erogazione di servizi sanitari, l'emergenza è gestire l'infortunato sino all'arrivo dei soccorsi per il trasporto dello stesso, in mare il problema può complicarsi terribilmente per tutta una serie di circostanze quali ad esempio la distanza, la carenza di idonei mezzi di soccorso o condizioni meteorologiche. In tal caso l'ammalato o infortunato è costretto a rimanere a bordo, per cui occorre che l'intervento del CIRM sia più prolungato ed articolato, diventando in ogni caso indispensabile.

Inoltre, sulla base di un protocollo d'intesa tra Ministero della Salute, Comando Generale delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera e CIRM, il parere vincolante del CIRM viene richiesto nel caso sia necessaria una MEDEVAC coordinata dalla Guardia Costiera Italiana.

In genere, il CIRM, probabilmente in rapporto alla tipologia della flotta peschereccia italiana, è richiesto solo occasionalmente di fornire assistenza ad imbarcazioni da pesca. Imbarcazioni che, per contro, rappresentano la stragrande maggioranza degli utenti dei servizi TMAS spagnolo (Instituto Social de la Marina, Madrid) e francese (Centre de Consultation Médicale Maritime, Toulouse). Si consideri che, al 31 ottobre 2012, il CIRM ha assistito complessivamente 2744 ammalati a bordo di imbarcazioni, di cui soltanto 15 si trovavano su pescherecci. Problemi culturali, di scarsa conoscenza della esistenza e delle possibilità dei servizi medici a distanza dedicati al comparto marittimo tra cui anche quello della pesca, oltre che di disponibilità di mezzi di telecomunicazioni non sempre avanzati sono, verosimilmente, la causa dello scarso ricorso del naviglio da pesca italiano ai servizi di teleconsultazione gratuita offerti dal TMAS CIRM.

Anche la tipologia di attività della pesca italiana, di natura prevalentemente costiera, con possibilità di raggiungere la terraferma nel giro di poco tempo, è verosimilmente una delle ragioni di scarso ricorso ai servizi di assistenza telemedica da parte della flotta peschereccia italiana.

L'ente è tutt'oggi esistente ed è posto sotto la vigilanza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

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