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Carità (Giotto)

affresco di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova
Carità
Giotto di Bondone - No. 45 The Seven Virtues - Charity - WGA09272.jpg
AutoreGiotto
Data1306 circa
Tecnicaaffresco
Dimensioni120×55 cm
UbicazioneCappella degli Scrovegni, Padova

La Carità (Karitas) è un affresco (120x55 cm) di Giotto, databile al 1306 circa e facente parte del ciclo della Cappella degli Scrovegni a Padova.

StoriaModifica

Le serie delle Virtù (parete destra) e dei Vizi (parete sinistra) decorano la fascia inferiore delle pareti, situate in corrispondenza delle fasce ornamentali a sinistra e in posizione sfasata rispetto alle scene figurate a destra, per via della presenza delle finestre. Precise rispondenze collegano le scene opposte nelle pareti e in generale simboleggiano, per chi entra nella cappella, il percorso nella vita reale verso le beatitudine, aiutati dalle Virtù contro i pericoli dei vizi.

La critica ottocentesca (ripresa poi da Gnudi) relegò un po' superficialmente queste raffigurazioni a monocromo tra i lavori eseguiti dalla bottega, mentre la critica successiva (da Marangoni in poi, 1942) ha riconosciuto un contributo più sostanziale del maestro, arrivando a stabilire una quasi sicura autografia per le migliori del ciclo. In ogni caso si tratta di lavori di notevole qualità, come dimostra la fine cura del dettaglio. Salvini ne lodò l'immediatezza e la riflessione psicologica che anima le figure e la loro scelta.

Ogni raffigurazione ha il nome in latino in alto e in basso conteneva una dicitura esplicativa (sempre in latino), oggi quasi sempre illeggibile.

La scelta di rappresentare figure a monocromo tra specchiature marmoree, come finti bassorilievi, ebbe una formidabile eco nell'arte, che si propagò ancora nel Rinascimento, dagli sportelli esterni dei polittici fiamminghi alle Stanze di Raffaello, dalla Camera della Badessa di Correggio alle finte statue della Galleria Farnese.

Descrizione e stileModifica

La Carità è una figura femminile giovane e incoronata di fiori, dall'espressione serena. Con la mano destra offerente tiene un cesto ricolmo di fiori, frutta e spighe e con la sinistra riceve da Dio, o porge a Dio, un cuore, simbolo stesso dell'Amore caritatevole; la Carità rappresenta infatti un ponte tra Dio e l'umanità. Ai piedi si vedono sacchi di vile denaro, trascurati a terra.

Si tratta di un'iconografia diversa da quella più tradizionale, in cui la Carità appare come una donna che allatta più fanciulli.

Tra le allegorie del ciclo è una di quelle con migliore livello qualitativo.

Sull'altro lato è accoppiata con l'Invidia, che presenta un analogo fregio alla base.

BibliografiaModifica

  • Edi Baccheschi, L'opera completa di Giotto, Rizzoli, Milano 1977. ISBN non esistente

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