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Castello di Maglie

Il castello di Maglie era situato nell'odierna piazza Aldo Moro, nel cuore di Maglie, in provincia di Lecce. Al suo posto oggi sorge il Liceo Capece.

Cenni storiciModifica

 
Ricostruzione ideale 3D della facciata del castello di Maglie.

Il castello, nato dapprima in epoca angioina come modesto forte difensivo, è stato poi rimaneggiato e rinforzato verso la metà del XV secolo da Andriolo Lubello (o dal figlio Luigi), barone di Maglie sotto il regno di Alfonso I d'Aragona. Conferma il re, in una lettera del 1449, a Luigi Lubello, il possesso del casale di Maglie, che il padre Andriolo ha lui donato col suo castello seù fortalezza.

La fortezza subì considerevoli danni durante l'assedio dei cavalieri turchi dell'1 e 2 agosto del 1480. Gli ottomani provenienti da Otranto, che verrà poi conquistata alcuni giorni più tardi, razziavano il territorio in cerca di vettovaglie. I cittadini di Maglie, che non era difesa da alcuna cinta muraria, si rifugiarono nel castello, ma patirono comunque il saccheggio e l'oltraggio dei nemici. Conferma una lettera indirizzata al re, nella quale i magliesi chiedevano di essere esentati dal pagamento delle tasse, essendo abrusati da turchi et sachizati, et po consumati dalla morte. I danni furono subito riparati negli anni successivi, e la fortezza non subì ulteriori modifiche.

Nella seconda metà del XVII secolo, quando le invasioni ottomane nel Salento cessarono del tutto, il castello di Maglie perse la sua utilità come struttura difensiva, e ben presto cadde in disuso. L'abbandono causò il progressivo peggioramento delle strutture, che incominciarono a minacciare rovina in alcuni punti, e crollare del tutto in altri. Emblematica è la descrizione che un prelato dell'epoca redige visitando il castello, che viene trovato in completo stato di incuria, pericolante e con il tetto della cappella parzialmente crollato.

Quando nel 1711 il maniero venne ceduto al duca Ascanio Filomarino, venne demolito e convertito in palazzo baronale secondo la moda di quegli anni, salvo mantenerne alcuni ambienti.

StrutturaModifica

 
Ricostruzione della pianta del castello.

Il castello di Maglie era d'impianto quadrangolare, con i lati di circa 50 metri ognuno. Era guarnito da tre torri: una cilindrica posta a sud-ovest della struttura, detta torre di Sant'Eligio, che conteneva la chiesetta di Santa Maria del Castello; una quadrata, a sud-est, e l'altra, anch'essa quadrangolare, di grande altezza, nell'angolo a nord-ovest. Quest'ultima fungeva anche da mastio e torre principale, grazie alla sua mole.

Nell'angolo di nord-est sorge una casamatta turrita di forma quadra, utilizzata come deposito munizioni, protetta da spessi muri che in alcuni punti superano anche i tre metri di spessore. Sia la casamatta sia la rispettiva torretta sono visibili oggi in via Capece (ex via Ricci).

Tra il mastio e la casamatta erano situate le carceri criminali e le stalle (capaci di sei cavalli), mentre la porta d'accesso era rivolta a occidente (verso l'attuale via Roma). Al centro della fortezza vi era un larghissimo cortile maggiore, con tre pozzi di acque salate, otto fosse per rimettere vettovagliamenti (con una capacità media di ventimila litri ognuna). Le fosse erano riempite con provviste di ogni genere (grano, miele, frutta secca, pesce sotto sale e vino), ed erano in grado di fornire una piena e completa autonomia in caso di assedio.

Dal cortile maggiore si passava al magazzino principale attraverso un arco, posto al di sotto della scala maggiore presente ancora oggi, che conteneva 39 capenti[1] e un pozzo per l'olio. In totale, in caso di conflitto, il castello aveva a disposizione quindi un volume di oltre duecentomila litri, stracolmo di risorse.

 
Portale seicentesco dell'originale castello, sopravvissuto alle demolizioni.

Al primo piano del castello, dove si trovavano le camere private del barone, le cucine e i saloni, si accedeva per mezzo della scala maggiore ai cui piedi vi era il portale seicentesco, presente ancora oggi. Alle spalle del portale seicentesco vi era un giardino quadripartito con diversi alberi di frutto, e tutto intorno alla fortezza, eccetto il lato occidentale, erano presenti giardini, orti e vigneti.

Nella torre quadra nell'angolo a nord-ovest, al primo piano, si trovava la cappella privata del signore e della sua famiglia, detta delli patroni e famigliari; una segreteria, una loggia che guardava a un cortiletto interno, le cucine e una piccola stanzetta che fungeva da disimpegno. Da quest'ultima, con pochi gradini si ascendeva al muro di cinta rivolto a occidente, dal quale si poteva raggiungere la torre cilindrica per poi passare a quella quadrata nell'angolo a sud-est. Al primo piano si accedeva anche da una scaletta di servizio di dodici gradini, probabilmente usata dalla servitù, posta nel cortiletto a nord.

Il castello era provvisto anche di un mulino, di un forno e dell'abitazione del fattore, anche se dai documenti è difficile ricavarne l'esatta ubicazione. Probabilmente, questi ambienti si trovavano nei pressi del cortiletto sopraccitato.

Nel lato sud del cortile maggiore vi erano (rispettivamente da est a ovest) una rimessa, un altro magazzino e la chiesa di Santa Maria del Castello.

Il castello, inoltre, era circondato da un fossato, come leggiamo in due diversi documenti del 1608 e del 1609, pubblicati da L. Maggiulli.

Del castello oggi rimane solo la facciata del cortile maggiore decorata da un portale di epoca seicentesca, la scala maggiore, un magazzino, le carceri e la casamatta. Le strutture sono state inglobate dal palazzo baronale, e oggi costituiscono alcuni ambienti del Liceo Capece. Tuttavia, ci giungono notizie che rivelano la presenza di altre strutture sopravvissute all'ammodernamento del 1711, come parte del mastio e del cortiletto posto a nord, demolite nella prima metà dell'1800 poiché pericolanti.

Se il castello fosse rimasto intatto fino ai giorni nostri, probabilmente il centro della città apparirebbe completamente diverso. Da una parte il mastio sarebbe situato all'ingresso di via Capece impedendone l'accesso, sfiorando l'angolo nord-est di Palazzo Garzia; Nell'altro lato, invece, la torre cilindrica di Sant'Eligio avrebbe reso impossibile la costruzione del palazzo municipale e l'apertura di via Ginnasio.

Anche se descritto da alcuni storici dell'epoca come modesto fortilizio, in realtà il castello di Maglie non era dissimile, in dimensioni e imponenza, ai castelli dei vicini comuni di Otranto o Corigliano. La fortezza magliese infatti possedeva un fronte che, comprendendo le torri angolari, misurava oltre 70 metri.

NoteModifica

  1. ^ Enormi pile in pietra leccese

BibliografiaModifica

  • Emilio Panarese, Maglie - L'Ambiente, La Storia, Il Dialetto e La Cultura popolare, Congedo Editore, 1990, ISBN 8880860550.

Voci correlateModifica

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