Apri il menu principale
Castello di Strambino
Strambino Castello 01.jpg
Fotografia del portone d'ingresso
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàStrambino
Coordinate45°23′08.7″N 7°52′47.69″E / 45.385749°N 7.879913°E45.385749; 7.879913Coordinate: 45°23′08.7″N 7°52′47.69″E / 45.385749°N 7.879913°E45.385749; 7.879913
Informazioni generali
Condizione attualebed & breakfast
voci di architetture militari presenti su Wikipedia

Il castello di Strambino sorge in posizione sopraelevata a nord dell’abitato ed è contraddistinto dall'essere costituito da diversi corpi di fabbrica appartenenti ad epoche diverse, venutisi ad aggregare in tempi successivi a partire dal secolo XI fino al secolo XVII.

Esso è composto essenzialmente da diversi nuclei facilmente individuabili e cioè dalla parte primitiva del castello detto “arduinico” ascrivibile al sec. XI, dalla successiva espansione del castello detto “gotico” la cui edificazione si fa risalire al sec. XIV e dall'ultima espansione del castello le tre dimore signorili risalenti al sec. XVII, le uniche attualmente abitate, che sorgono su preesistenti opere difensive del primitivo castello e poggiano su possenti muraglioni fortificati di cinta inglobanti parchi e giardini.

Il Castello di Strambino è da tempo appartenente ai conti San Martino di Strambino. Ora il castello arduinico del sec. XI, quello gotico del sec. XIV e due delle tre residenze signori del XVII, quella centrale e quella di ponente, appartengono ancora ai discendenti dei San Martino. La dimora signorile di levante è stata invece donata per testamento nel 1870 a Don Bosco che l'ha rivenduta ai marchesi Scarampi di Villanova ed è ora appartenente ai suoi discendenti.

NoteModifica

Della primitiva costruzione “arduinica” restano le imponenti e suggestive rovine di un complesso a pianta rettangolare difeso esternamente nel lato meridionale da tre torri rese accessibili all’interno da scale a chiocciola. Anticamente il lato settentrionale era contornato da un profondo fossato difensivo, ormai colmato. La torre centrale, alta 18 metri, presenta finestre impreziosite da cornici in cotto ed è conclusa da un coronamento a merli ghibellini parzialmente chiusi che delimitano sei finestre aperte a giro d’orizzonte. All’ambiente sommitale, coperto, si accede tramite un mezzo giro di scala esterna.

Il castello “arduinico” di Strambino, menzionato negli atti coevi del 1161 quale rocca importante nella difesa contro il Comune di Vercelli, in continua lotta di supremazia con i signori del luogo, è sede per tutto il 1300 delle lotte intestine fra i Conti del Canavese, i San Martino e i Valperga, appoggiati i primi dai Savoia e i secondi dal Marchese del Monferrato e dai Visconti di Milano. Nel 1361 l’abitato di Strambino viene assaltato dalle truppe di Giovanni II del Monferrato che incendia le case e fa strage dei suoi abitanti per ritorsione contro la loro strenua resistenza; il castello subisce un lungo assedio, viene in parte danneggiato ma resiste e non può essere conquistato soprattutto per la tenacia del conte Bartolomeo San Martino, come ricorda il cronachista Pietro Azario nel “De Bello Canapiciano”, libro prezioso e unico che tratta delle vicende storiche del Canavese dal 1312 al 1367. Qualche anno dopo, nell'agosto del 1386, scoppia in Canavese una furiosa rivolta del popolo contro l’aristocrazia in generale e contro i filo-savoiardi Conti San Martino in particolare e il castello di Strambino subisce alcuni gravi danni e devastazioni da parte dei rivoltosi detti “tuchini”. Questi fatti determinarono, presumibilmente, l’edificazione di un secondo edificio castellano e il contemporaneo, progressivo abbandono del castello “arduinico”.

Il secondo corpo di fabbrica, databile appunto alla fine del secolo XIV, è definito tradizionalmente castello “gotico”, in ragione della decorazione delle porte e delle finestre e di una fascia in cotto che corre a metà altezza sulla facciata meridionale della costruzione realizzata secondo il gusto e la tipologia propria di tale stile. Il castello “gotico” sorge a sud del castello “arduinico”, dal quale è separato tramite una corte interna acciottolata. Presenta una pianta di forma rettangolare su cui si innesta, sul lato settentrionale, una torre quadrata servita da una scala a chiocciola di accesso al primo e secondo piano del castello stesso.

Testimone di innumerevoli avvenimenti storici locali, il castello “gotico” fu interessato da varie e alterne vicende belliche: il conte Reynerio San Martino di Strambino nel 1409 ottiene vittoriosa difesa del castello e del paese di Strambino contro la compagnia di ventura di Facino Cane; il capitano Cesare Maggi, comandante delle truppe spagnole nelle guerre tra imperiali e francesi, nel 1537 conquista Strambino e assalta il castello; le truppe francesi del conte Henry d’Harcourt, nel 1641 danneggiano per rappresaglia il castello di Strambino, avendo il conte Gerolamo San Martino di Strambino ospitato il principe Tommaso di Savoia, che con lui si era schierato nella lotta tra “Principisti” e “Madamisti”.

Dopo tali avvenimenti, i conti San Martino di Strambino, ampliandosi la famiglia e mutando i tempi, decisero l’edificazione di altri corpi di fabbrica a sud dei castelli medievali. Vennero pertanto erette le tre dimore signorili, le uniche attualmente abitate, la cui datazione al secolo XVII è confermata dall’iscrizione 1687 indicata sulla decorazione di una finestra del corpo centrale. I corpi di fabbrica seicenteschi sorgono su preesistenti opere difensive dei primitivi castelli e poggiano su possenti muraglioni fortificati di cinta inglobanti parchi e giardini.

I caratteri tipologici propri dell’epoca di edificazione dei vari complessi risultano talvolta modificati in parte dai rimaneggiamenti d’uso. Tuttavia, non è mai stata snaturata l’unitarietà sostanziale del castello, proprietà tramandata di padre in figlio dell’antica famiglia San Martino dei Conti Canavesani.

Altri progettiModifica