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Centrale di tiro

Le centrali di tiro della Regia Marina (che in precedenza si chiamavano anche camere di previsione) erano i locali di bordo dove venivano riuniti tutti gli apparecchi per la condotta del tiro di un dato calibro eccezion fatta per quelli impiegati per la punteria (apparecchiatura di punteria generale) e per l'osservazione degli scarti (scartometri).

StoriaModifica

L'importanza delle centrali di tiro andò via via aumentando col crescere delle distanze di combattimento e con l'affermarsi del criterio, giustamente seguito, di portare all'interno della nave, in posizione ben protetta, tutti gli organi la cui presenza nella stazione direzione tiro non erano assolutamente indispensabili.

Per il calibro costituente l'armamento principale si aveva generalmente un'unica centrale di tiro collegata con almeno due stazioni di punteria (quella del 1° Direttore del Tiro, posta su incrociatori e corazzate sulla sommità del torrione, e quella del 2° Direttore del Tiro, posta in sede protetta in controplancia) situata al disotto del ponte corazzato in località ben protetta da eventuali scoppi di proiettili e di siluri e, per quanto possibile, da fonti di rumore e di calore. Per il calibro secondario (o antisilurante), quando il numero di pezzi era abbastanza considerevole, si avevano molto spesso due centrali di tiro (una per i cannoni di ciascun lato), ognuna delle quali servita da una o due stazioni di punteria che potevano essere sistemate anche in sede protetta.

Gli organi elettromeccanici delle centrali di tiro erano raggruppati all'interno di un grosso armadio avente la forma esterna di un pianoforte, sulla parte frontale del quale sedevano, su appositi sgabelli, gli operatori alla centrale, sottufficiali e marinai della categoria Elettromeccanici SDT (Sistemi Direzione Tiro).

La prima centrale di tiro introdotta in servizio dalla Regia Marina fu la "Centrale Salvagnini", di derivazione francese, installata sulle corazzate della classe Cavour e Duilio (pre ammodernamento). Ben presto detta centrale si rivelò poco efficace per l'eccessiva isteresi ed imprecisione. All'inizio degli anni trenta furono messe a punto nuove centrali di tiro realizzate dall'industria nazionale (Officine Galileo, San Giorgio e O.L.A.P.) sulla base degli studi e dei progetti condotti da brillanti ufficiali quali Carlo Bergamini, Vincenzo De Feo ed altri. Questo nuovo tipo di centrale di tiro fu chiamato "Regia Marina". Le centrali di tiro tipo "Regia Marina" furono prodotte in quattro differenti versioni:

  • Centrali di tipo 1 per la condotta dei grossi calibri degli incrociatori;
  • Centrali di tipo 2 per la condotta dei medi calibri sulle navi maggiori e sui CC.TT. (per questi ultimi tipo 2 modificato);
  • Centrali di tipo 3 (centrale ridotta) posizionate all'interno delle torri di grosso calibro per la condotta in locale (tiro d'emergenza) del tiro degli stessi;
  • Centrali di tipo 4 per la condotta dei grossi calibri delle corazzate classe Littorio.

Voci correlateModifica

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