Ciclotema

In geologia, i ciclotemi sono sequenze stratigrafiche cicliche di sedimenti marini e marino-marginali o non-marini, talvolta intersecati da strati di carbone. Caratteristici nei periodi del Carbonifero e del Permiano inferiore, questi sedimenti si formarono come risultato dell'alternarsi di fasi trasgressive e regressive del livello marino, in conseguenza di fasi di riduzione e crescita dei ghiacciai continentali. Il Carbonifero e il Permiano inferiore furono in effetti teatro di una estesa glaciazione, conosciuta come glaciazione del Karoo. I ciclotemi si formarono in questo contesto a causa del gradiente topografico estremamente basso delle coste e delle pianure alluvionali e deltizie, che il mare poteva lasciare allo scoperto e ricoprire con escursioni minime.

Targa dell'Università dell'Illinois a ricordo dell'introduzione del termine "ciclotema" nel 1932 da parte di Harold Wanless.[1]

Sedimenti ciclotemici sono caratteristici anche di altri ambienti, come le piane di marea e le piattaforme carbonatiche.

Il termine ciclotema utilizzato dai geologi europei interessati alla ricerca dei filoni di carbone formatisi durante il Carbonifero e il Permiano inferiore,[2] era stato originalmente proposto da Harold Wanless nel 1932, all'Università dell'Illinois, per descrivere la successione stratigrafica delle rocce del Pennsylvaniano dell'Illinois.[3]

NoteModifica

  1. ^ H.R. Wanless e Weller, J.M., Correlation and extent of Pennsylvanian cyclothems, in Geological Society of America Bulletin, vol. 43, 1932, pp. 1003–1016, DOI:10.1130/gsab-43-1003.
  2. ^ Hampson G, Stollhofen H, Flint S (1999) A sequence stratigraphic model for the Lower Coal Measures (Upper Carboniferous) of the Ruhr district, north-west Germany. Sedimentology vol. 46 (issue 6), pp. 1199-1231
  3. ^ H.R. Wanless e Weller, J.M., Correlation and extent of Pennsylvanian cyclothems, in Geological Society of America Bulletin, vol. 43, 1932, pp. 1003–1016.

BibliografiaModifica

  • (EN) Stanley, Steven M. Earth System History. New York: W.H. Freeman and Company, 1999. ISBN 0-7167-2882-6 (p. 426)

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