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Coltivatore diretto

piccolo imprenditore agricolo che impiega in buona parte il lavoro proprio o quello dei famigliari

I coltivatori diretti, secondo la legge italiana, sono una categoria di lavoratori autonomi impegnati nella coltivazione diretta dei terreni agricoli.

Essi costituiscono, assieme agli imprenditori agricoli e agli imprenditori agricoli professionali, il cosiddetto settore primario dell'economia italiana.

CaratteristicheModifica

Per essere riconosciuti tali e per poter essere iscritti nell'apposita sezione dell'I.N.P.S. essi devono dimostrare di impegnare almeno i due terzi del proprio tempo lavorativo alla coltivazione diretta e manuale dei terreni di cui dispongono (almeno 1.500 ore annue) e di trarre dall'attività agricola almeno i due terzi del proprio reddito.

Inoltre che siano possessori o che conducano (con contratto di comodato o di affitto) almeno 10.000 m² di terreno e che possano dimostrare di avere i mezzi per lavorarlo.

BibliografiaModifica

G. Vignoli, "Il coltivatore diretto", Società di studi economici e giuridici dell'agricoltura, Milano-Pavia, 1969.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica