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Conservatorio Alessandro Scarlatti

scuola musicale di Palermo
(Reindirizzamento da Conservatorio Vincenzo Bellini)
Conservatorio Alessandro Scarlatti
Conservatorio vincenzo bellini port.JPG
Portale d'entrata del conservatorio
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàPalermo
Dati generali
Fondazione1618
TipoConservatorio
Dipartimenti8
RettoreGregorio Bertolino
Mappa di localizzazione
Sito web

Il Conservatorio Alessandro Scarlatti, già Conservatorio Vincenzo Bellini, è un istituto superiore di studi musicali fondato a Palermo nel 1617 come "Orfanotrofio del Buon Pastore".

Nel 1915 è stato intitolato alla memoria di Vincenzo Bellini[1] ed è un'istituzione di alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM). Dal 10 agosto 2018 è intitolato al compositore palermitano Alessandro Scarlatti con la nuova denominazione: Conservatorio di Musica Alessandro Scarlatti - Palermo, già Vincenzo Bellini.

Indice

StoriaModifica

Il Conservatorio fu istituito tra il 1617 e il 1618 nella chiesa della Santissima Annunziata, presso la porta San Giorgio, come orfanotrofio de Li Spersi Mascoli sotto il titolo del Buon Pastore. Nel 1721 vi si intraprese l'insegnamento anche della musica e dal 1747 questo fu l'unico insegnamento impartito.

Il collegio dei Figliuoli dispersi ebbe come maestro di cappella anche il musicista e compositore di scuola napoletana Nicola Bonifacio Logroscino, che vi si trasferì il 1º settembre 1758[2]. Vi si formò Francesco Piticchio, che diresse l'Opera italiana a Brunswick verso il 1786.

Il conservatorio ebbe impulso decisivo da Pietro Raimondi, chiamato alla direzione nel 1833 dal barone Pietro Pisani, che ne aveva assunto l'amministrazione. Gli succedettero il suo allievo Pietro Platania, il compositore Giorgio Miceli, Guglielmo Zuelli, che fu artefice dell'intestazione dell'istituzione a Vincenzo Bellini,[3] Alberto Favara e gli autori di opere Francesco Cilea e Francesco Paolo Frontini. A questi succedono, nel corso del XX secolo, altri musicisti come Guido Alberto Fano, Giuseppe Mulè, Antonio Savasta, Rito Selvaggi, Pietro Ferro, Terenzio Gargiulo, Ottavio Ziino, Antonio Trombone, Maria Elisa Tozzi, Eliodoro Sollima.

Sin dal 1890 al collegio era stato annesso un liceo, maschile e femminile. Il convitto, di fatto chiuso dal 1917, fu definitivamente soppresso nel 1921.

Dopo la riforma dettata dalla legge n. 508 1999, il Conservatorio è diventato sede di svariate attività didattiche, artistiche e di ricerca che coinvolgono numerosi settori artistico-disciplinari comprendenti anche le nuove musiche, le prassi esecutive storiche, la musica elettronica e i nuovi linguaggi tra cui il jazz.

PremiModifica

 
La band #RedIngProject con Enrico Rava dopo aver vinto il Premio Nazionale delle Arti Jazz
  • Nel 2018 la formazione #RedIngProject composta dagli studenti Francesco Leo (piano), Roberta Sava (voce), Fabiano Petrullo (sax), Marco Di Salvo (tromba), Stefano India (basso elettrico), Federico Gucciardo (batteria) vince il Premio Nazionale delle Arti sez. Jazz svoltasi al Conservatorio F. Venezze di Rovigo. Lo studente Federico Gucciardo vince il premio Migliore Solista. Presidente di giuria Enrico Rava.[4][5]

NoteModifica

  1. ^ Orazio Maione, I Conservatori di musica durante il fascismo: la riforma del 1930, storia e documenti, EDT srl, 2005, p. 4.
  2. ^ Rosa Leonetti, LOGROSCINO, Nicola, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 65, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2005.
  3. ^ Conservatorio di musica Palermo 1617-2017, su conservatoriopalermo400.it. URL consultato il 18 dicembre 2018.
  4. ^ Il jazz del Conservatorio di Palermo conquista la piazza, su BlogSicilia - Quotidiano di cronaca, politica e costume, 16 maggio 2018. URL consultato il 7 marzo 2019.
  5. ^ Il jazz siciliano conquista la piazza, su www.polesine24.it. URL consultato il 7 marzo 2019.

Collegamenti esterniModifica