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Manifestazione in omaggio ai morti dell'attentato alla sede di Charlie Hebdo (Parigi, 11 gennaio 2015).

Corinne Rey, in arte Coco (Annemasse, 21 agosto 1982), è una fumettista francese.

BiografiaModifica

Nel corso della sua carriera, Corinne Rey, sotto lo pseudonimo "Coco", ha collaborato con diverse testate francesi quali Charlie Hebdo, Les Inrockuptibles, e L'Écho des savanes. Politici come Dominique Strauss-Kahn e François Hollande sono stati frequentemente oggetto delle sue vignette satiriche.

Iniziò a lavorare nella redazione di Charlie Hebdo nel 2009[1] in qualità di disegnatrice e redattrice.

La mattina dell'attentato terroristico del 7 gennaio 2015 era presente in redazione durante l'attacco nel quale trovarono la morte dodici persone. I due terroristi islamici la presero in ostaggio al ritorno dall'asilo nido in cui lasciò la figlia, e la costrinsero sotto la minaccia delle armi ad immettere il codice numerico per aprire la porta dell'edificio.[2][3] La portarono con loro fino al secondo piano alla sede di Charlie Hebdo, dove la donna assistette all'omicidio dei fumettisti Georges Wolinski e Cabu prima di nascondersi sotto una scrivania riuscendo così ad avere salva la vita. I due, identificati in seguito come i fratelli Saïd e Chérif Kouachi, proseguirono la strage sparando ad altre quindici persone prima di fuggire dall'edificio.

Il 2 settembre 2016 Charlie Hebdo pubblica sulla sua rivista una vignetta sulle vittime del terremoto italiano avvenuto ad Amatrice qualche giorno prima, che ha causato la morte di 290 persone. La vignetta satirica intitolata "Sisme a l'italienne" raffigurava due feriti ed una pila di morti sotto le macerie come se fossero dei piatti di pasta. Questo ha causato la risposta indignata di moltissimi italiani sui social network. In seguito Coco ha risposto agli italiani con un'altra vignetta. In questa si scriveva:

«Italiani…

Non è Charlie Hebdo che costruisce le vostre case, è la mafia ! »

Anche questa vignetta ha causato molte critiche sui social network, riportate anche dai telegiornali nazionali. Nel frattempo l'ambasciatore francese a Roma aveva già rilasciato una dichiarazione sostenendo che la posizione del governo francese sul terremoto italiano non è quella espressa da Charlie Hebdo.[4]

NoteModifica

Altri progettiModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN165442751 · ISNI (EN0000 0001 1330 8504 · BNF (FRcb16259114h (data)