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La cultura delle Fær Øer trova le proprie radici nella cultura nordica. Le Fær Øer sono rimaste a lungo isolate dai movimenti culturali che hanno attraversato l'Europa nel corso dei secoli, conservando così gran parte della propria cultura tradizionale.

LinguaModifica

La lingua parlata è il faroese (Føroyskt mál). Questa è una delle tre lingue scandinave insulari provenienti dall'antico norreno parlato al tempo dei Vichinghi. Le altre due sono l'islandese e il norne.

Sino al XV secolo, l'ortografia faroese somigliava a quella islandese e norvegese. Nel 1538 i danesi abolirono l'uso del faroese in forma scritta per i documenti ufficiali, così come lo studio della lingua nelle scuole, in favore del danese. La proibizione ha portato ad una ricca tradizione orale, attraverso la quale è stato possibile tramandare poemi e ballate (kvæði in faroese). Bisogna attendere il XIX secolo per la riabilitazione della lingua e perché siano trascritte su carta le storie tramandate oralmente per secoli.

Oggi, la lingua faroese è parlata da circa 80 000 persone.

ÓlavsøkaModifica

Cultura delle Fær Øer
celebrazioni per la festa nazionale faroese a Torshavn
Nome originaleÓlavsøka
Data29 luglio
Periodoannuale
Celebrata inFær Øer
Oggetto della celebrazionemorte di Sant'Olav,re di Norvegia

Ólavsøka è la festa nazionale faroese. Si celebra ufficialmente il 29 luglio di ogni anno. I Faroesi ricordano, dalla sera del 28 al 31 luglio, la morte di Sant'Olav, re di Norvegia dal 1015 al 1028. La cerimonia ufficiale inizia con l'apertura del Parlamento Faroese, una tradizione esistente da più di 900 anni. Segue il corteo che si dirige verso la cattedrale di Tórshavn e un discorso pronunciato dai ministri. Gli abitanti indossano il costume tradizionale locale. Ólavsøka è anche festeggiato con incontri sportivi, in particolare gare di barche a remi, danze tradizionali faroesi ed esposizioni artistiche.