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BiografiaModifica

Fu redattore de «L'Italia Agricola»[1] il «Sole, «La Perseveranza, «Il Pungolo», poi direttore de «L'Arena» di Verona (1874-1880), e nel 1881 divenne caporedattore del «Corriere della Sera». Inviato per un viaggio di studi negli Stati Uniti, apprese il modello organizzativo del New York Herald, il principale quotidiano statunitense dell'epoca.
Di ritorno dagli Stati Uniti scrisse a proposito del giornalismo statunitense:

«La differenza tra il giornalismo alla latina e quello all'americana potrebbe esprimersi così: che noi siamo una truppa di professori e quelli là sono una truppa di soldati.»

(Alessandro Mazzanti, L'obiettività giornalistica: un ideale maltrattato, Liguori, Napoli 1991, pag. 64.)

E ancora:

«I giornali americani non sono, come i nostri, infestati da una quantità di uomini di lettere, che non si sentono nati a fare i piccoli servizi del pubblico, che hanno sempre delle grandi idee da espettorare[2], ma rifuggono dalla fatica di fare del giornale un veicolo di notizie, anziché un'accademia. E così avviene che i giornali là hanno tutti fra loro un tipo diverso e se ne possono leggere parecchi in un giorno, sicuri di trovarvi sempre del nuovo. Da noi invece si rassomigliano tutti, eccetto che per le opinioni propugnate. Si rassomigliano nelle parlate lunghe e retoriche, e magari irte di erudizione presa dall'enciclopedia.»

(Dal nostro inviato, Cirillo Neri, Bulzoni editore 2009)

Testimonianza di questo viaggio fu il volume New York, pubblicato a Milano nel 1884 assieme a Ferdinando Fontana, dove esaltò il modello di federalismo americano realizzato dopo la vittoria del repubblicano Abramo Lincoln sui secessionisti del Sud.

Dal 1884 al 1889 fu direttore del quotidiano milanese L'Italia. Mettendo in pratica ciò che aveva appreso oltreoceano, fece un giornale più attento alla cronaca e alle notizie. Rivoluzionò la veste grafica del quotidiano distribuendo i titoli su più colonne (prima pagina "a vetrina"), in maniera da richiamare maggiormente l'attenzione del lettore; introdusse il neretto nel testo degli articoli. I pezzi dovevano concludersi in fondo ad ogni pagina: erano banditi i "risvolti".

L'esperienza ebbe vita breve: Papa fu costretto dal mercato e dall'ostilità dell'ambiente a chiudere l'esperienza e a tornare alla stampa politica.[3].
. Nel 1890 fondò un quotidiano, L'Italia del Popolo, per dare voce ai repubblicani di Lombardia, che diresse fino alla morte. Nel 1894 fu tra i fondatori della sezione lombarda del Partito Repubblicano Italiano.

Morì nel gennaio 1897 di tubercolosi.

OpereModifica

  • Pier Emilio Francesconi, Poesie; con prefazione di Dario Papa, Verona, tip. G. Franchini, 1875
  • Sul feretro di Aleardo Aleardi: discorsi dei comm. Giulio Cammuzzoni, ... (con preambolo di Dario Papa), Verona-Padova, Drucker e Tedeschi, 1878
  • La donna in America; Un meeting di donne ; Il giornale dei matrimoni; Due lettere da San Remo sulla donna d'Italia; Un racconto di Natale, Milano, Aliprandi, [188.]
  • Il Giornalismo: rivista estera ed italiana, Verona, Franchini, 1880
  • New-York (in collab. con Ferdinando Fontana), Milano, G. Galli, 1884
  • Gustavo Chiesi e Giulio Norsa, Otto mesi d'Africa; con prefazione di Dario Papa, Milano, C. Aliprandi, 1888
  • La donna in America, Milano, Carlo Aliprandi Edit., 1889 (Tip. Degli Operai)
  • La diffamazione nel Codice penale e la stampa: relazione della commissione composta dei soci: Dario Papa, avv. Domenico Oliva, avv. Enrico Valdata pubblicisti, Milano, Tip. Nazionale di V. Rampetti, 1891
  • Viaggi (in collab. con Ferdinando Fontana), Lecco, A. Rota, 1893
  • Una gita in Spagna, Lecco, A. Rota, 1893
  • Dai paesi dello stato d'assedio : un'udienza al tribunale di guerra (lettera di Dario Papa), Milano, Golio, 1894
  • La donna in America e la donna in Italia, Milano, Aliprandi, 1894
  • Idee e denari, scritti di Dario Papa, Il Vecchio e Giuseppe Mazzini, Milano, Editori dell'educazione politica, 1900 (postumo)
  • Per la giovane Italia del secolo venturo: proposte di un repubblicano lombardo e voti, Milano, Tip.-lit. fratelli Corba, 1900 (postumo)
  • Confessioni e battaglie, scelte e pubblicate da Arcangelo Ghisleri, Milano, Societa editoriale milanese, 1903

NoteModifica

  1. ^ Organo della Federazione Italiana Consorzi Agrari, uscì a Piacenza da 1869 al 1890.
  2. ^ Nel senso di esprimere, proferire.
  3. ^ Paolo Murialdi, Storia del giornalismo italiano, pp. 79-80.

BibliografiaModifica

  • Gustavo Chiesi, In morte di Dario Papa, «L'Italia del Popolo», Milano, 26-27 gennaio 1897.
  • Eugenio Chiesa, L'odio di Papa, «L'Italia del Popolo», Milano, 26-27 gennaio 1897.
  • Filippo Turati, Dario Papa: parole dette sul feretro (con Postilla, firmata Noi), in «Critica Sociale», a. VII, n. 3, 1º febbraio 1897.
  • Oreste Cipriani, L'anima e la coerenza di Dario Papa, Milano, tip. dell'Italia del popolo, 1898.
  • P. Calascibetta, Dario Papa e “L'Italia del Popolo” (1890-1894), in «Il Risorgimento», a. 30, n. 3 ottobre 1978.
  • Giovanni Spadolini, L'opposizione laica nell'Italia moderna, 1861-1922: radicali e repubblicani nell'adolescenza della nazione, Firenze, Cassa di risparmio di Firenze, 1988.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN63994097 · ISNI (EN0000 0000 6156 7597 · SBN IT\ICCU\LO1V\075333 · BNF (FRcb10223662v (data) · WorldCat Identities (EN63994097