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Nel codice penale italiano viene definito delitto politico, dall'art. 8, «ogni delitto, che offende un interesse politico dello Stato, ovvero un diritto politico del cittadino. È altresì considerato politico il delitto comune determinato in tutto o in parte da motivi politici».

In epoca statutariaModifica

L'ampia nozione di delitto politico, accolta dal legislatore del 1930[1], si specifica in due diverse figure di delitto politico rispettivamente previste al primo comma e al secondo comma dell'altricolo 8: il delitto politico in senso oggettivo ed il delitto politico in senso soggettivo.

  • Il delitto è oggettivamente politico quando tale natura si desume dal bene o interesse leso.
  • Il delitto è soggettivamente politico quando si caratterizza dalla motivazione psicologica che spinge il reo a delinquere.

Delitto politico e CostituzioneModifica

La individuazione del concetto di delitto politico nell'ordinamento giuridico italiano si fa più complessa per la presenza di due norme costituzionali, l'art. 10 e l'art. 26, che pur riferendosi al delitto politico, non ne danno una definizione. Da qui la nascita di opposte teorie dottrinali, in particolare la teoria secondo cui la Costituzione avrebbe recepito e assegnato valenza costituzionale alla nozione di cui all'art. 8 del codice penale, e la teoria autonomistica, secondo cui la Costituzione non avrebbe recepito la nozione codicistica ma piuttosto una nozione differente.

NoteModifica

  1. ^ In precedenza, "il codice Zanardelli (...) era comunque connesso con «la convinzione che per la relatività delle forme di governo e della “politica”, contrapposta alla universalità della “giustizia”, il danno sociale provocato dal delitto politico è meno rilevante di quello che segue il delitto comune»; quantomeno ricercava l’equilibrio tra l’esigenza dei diritti dei cittadino e della difesa della sicurezza dello Stato": Serventi Longhi, Enrico, L'attentato di Michele Schirru a Benito Mussolini : genesi, organizzazione e implicazioni giuridiche, Milano : Franco Angeli, Mondo contemporaneo : rivista di storia. Fascicolo 2, 2007, p. 53.

Collegamenti esterniModifica

La dottrina maggioritaria è informata alla tesi autonomistica.[senza fonte]