Diego Hurtado de Mendoza (1461-1531)

nobile spagnolo nato nel 1461
Diego Hurtado de Mendoza
Duca dell'Infantado
Stemma
In carica 1500 –
1531
Predecessore Íñigo López de Mendoza
Successore Íñigo López de Mendoza
Nome completo Diego Hurtado de Mendoza y Luna
Altri titoli Marchese di Santillana
Conte del Real de Manzanares
Marchese di Argüeso
Nascita Arenas de San Pedro, Avila, 11 marzo 1461
Morte Guadalajara, 30 agosto 1531
Dinastia Casa de Mendoza
Padre Íñigo López de Mendoza
Madre María de Luna
Consorte María Pimentel
María Maldonado

Diego Hurtado de Mendoza, III duca dell'Infantado (Arenas de San Pedro, 11 marzo 1461Guadalajara, 30 agosto 1531) è stato un nobile spagnolo, soprannominato El Grande[1].

BiografiaModifica

Nacque in una delle famiglie più ricche e influenti della Castiglia. Era il figlio di Íñigo López de Mendoza, e di sua moglie, María de Luna.

Ha partecipato alla conquista di Granada, distinguendosi nella conquista di Loja. Era un forte avversario politico del Cardinale Cisneros e difensore dei diritti dei nobili.

Nel 1521 ha scelto di sostenere il re Carlo I, soprattutto a causa della sua avversione nei confronti di monsignor Acuña.

Francesco I di Francia alloggiò nel suo palazzo, dopo che fu fatto prigioniero nella battaglia di Pavia nel 1525.

In età avanzata, il duca soffriva di gotta e condusse una vita pia.

Il compositore catalano Mateo Flecha è stato al suo servizio dal 1525 fino alla sua morte.

MatrimoniModifica

Primo MatrimonioModifica

Nel 1491 sposò María Pimentel (?-1499), figlia di Rodrigo Afonso Pimentel. Ebbero quattro figli:

Secondo MatrimonioModifica

Nel 1530 sposò María Maldonado. Non ebbero figli.

Ebbe un figlio illegittimo, Martín de Mendoza, soprannominato il gitano, essendo figlio di una gitana. Fu molto amato dal padre, che lo legittimò e gli fece intraprendere la carriera ecclesiastica. Martín, però, ebbe una relazione con María de Cervantes, zia del famoso scrittore, dalla quale nacque una figlia.

OnorificenzeModifica

Onorificenze spagnoleModifica

  Cavaliere del Toson d'oro
— 1519

NoteModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN70086126 · ISNI (EN0000 0000 7245 7342 · CERL cnp00863858 · GND (DE132276747 · BNE (ESXX1628245 (data) · WorldCat Identities (ENviaf-70086126