Dirigente scolastico

direttore di una scuola

Il dirigente scolastico, in Italia, è un dirigente della pubblica amministrazione italiana preposto al vertice di una scuola in Italia.

Cenni storiciModifica

Fino al 1998 la figura del capo d'istituto era suddivisa nei ruoli di preside, preposto a scuole secondarie di primo o secondo grado, e di direttore didattico, posto al vertice delle scuole primarie. A seguito della riforma Bassanini del 1997 che inttodusse norme leggi sull'autonomia scolastica,[1] con l'emanazione del d.lgs. 6 marzo 1998, n. 59 sull'attribuzione della qualifica dirigenziale le due figure si sono accorpate in quella unica di "dirigente scolastico".

In base al CCNQ per la definizione dei comparti e delle aree di contrattazione collettiva nazionale del 13/07/2016 i dirigenti delle istituzioni scolastiche appartengono all'Area dirigenziale dell'Istruzione e della Ricerca.

CaratteristicheModifica

ReclutamentoModifica

I dirigenti scolastici attualmente sono reclutati dal Ministero della Pubblica Istruzione tramite un corso-concorso pubblico nazionale. Requisiti per l'accesso sono l'appartenenza al personale docente ed educativo, l'essere assunti a tempo indeterminato, l'aver ottenuto la conferma in ruolo, l'essere in possesso di diploma di laurea magistrale, di diploma accademico di secondo livello rilasciato dalle istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica oppure di diploma accademico di vecchio ordinamento congiunto con diploma di istituto secondario superiore, aver prestato un servizio di almeno cinque anni nelle istituzioni scolastiche ed educative del sistema nazionale di istruzione.

DurataModifica

La durata dell'incarico è a tempo determinato ed è compresa tra e cinque anni, tuttavia ai sensi della legge Severino sono soggetti ad obbligo di rotazione presso altra sede, ma l'incarico è rinnovabile senza limiti.

Funzioni e ruoloModifica

Il dirigente scolastico, inquadrato nella dirigenza dello stato nell'Area Istruzione e Ricerca è ai sensi dell'att 25 del d.lgs. 30 marzo 2001, n.165 "responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati del servizio. Nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici, spettano al dirigente scolastico autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione delle risorse umane. In particolare il Dirigente Scolastico organizza l'attività scolastica secondo criteri di efficienza e di efficacia ed è il titolare delle relazioni sindacali". In materia di sicurezza, assume il ruolo e i compiti che la legge assegna al datore del lavoro. Tuttavia non può intervenire direttamente, con interventi strutturali sugli edifici, in quanto di competenza delle province e dei comuni. È inoltre membro di diritto nel C.d.I. (Consiglio d'Istituto) ed è il Presidente della Giunta Esecutiva del Consiglio d'Istituto, del Collegio dei Docenti, dei Consigli di Classe, del comitato per la valutazione del servizio dei docenti.

Controlla le risorse finanziarie concesse dallo Stato alla scuola a lui affidata, e deve fare periodicamente resoconto del bilancio al Consiglio d'Istituto. Firma ogni circolare o documento emesso dalla scuola, e si assume la responsabilità giuridica delle eventuali conseguenze. Ai dirigenti spetta lo svolgimento di numerosi e peculiari incarichi aggiuntivi tra i quali la presidenza delle commissioni giudicatrici degli esami di stato del primo e del secondo ciclo, la presidenza di commissioni di concorso a cattedre, la reggenza di ulteriori istituti scolastici, la direzione delle attività connesse all'educazione degli adulti e alla terza area degli istituti professionali, la direzione di corsi di formazione per il personale. Per i suddetti incarichi spettano al dirigente indennità aggiuntive, fatta eccezione per l'incarico di presidenza delle commissioni giudicatrici degli esami di stato del primo ciclo (ex esami di licenza media). Tale incarico, pur essendo obbligatorio e aggiuntivo, non comporta compensi né alcun rimborso spese.

La valutazioneModifica

La legge 13 luglio 2015, n. 107 ha introdotto la valutazione dei dirigenti, stabilendo che essa sia effettuata sulla base di quanto disposto dall'art. 25, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, tenendo conto delle disposizioni del D.P.R. 28 marzo 2013, n. 80 in tema di autovalutazione ed in coerenza secondo i principi affermati dalla riforma Brunetta del 2009.

Trattamento economicoModifica

La struttura della retribuzione del Dirigente Scolastico è definita dal CCNL dell'Area dirigenziale Istruzione e Ricerca ed è articolata in diverse componenti. La retribuzione annua di un dirigente scolastico, considerando le contrattazioni integrative regionali, varia nella realtà tra un minimo di circa 70.000 euro per un dirigente senza retribuzione di anzianità posto a capo di un istituto poco complesso, a 75.000/80.000 euro per un dirigente con assegno di anzianità e posto a capo di un istituto complesso, fino a 95.000/100.000 euro per un dirigente con assegno di anzianità, posto a capo di un istituto complesso e incaricato della reggenza di un'ulteriore istituzione scolastica.

Nell'ambito dell'incarico dirigenziale conferito, possono inoltre ricoprire ulteriori incarichi (cosiddetti aggiuntivi) oltre a quello principale, per i quali è prevista l'attribuzione di compensi specifici (ad esempio presidenza di commissioni degli esami di stato, direzione di progetti).

FondamentaleModifica

  • Stipendio tabellare: 45.260,73 euro annui.
  • RIA (retribuzione individuale di anzianità)/Assegno ad personam: conferito ai Dirigenti ex Presidi di ruolo e agli ex Presidi incaricati per importi che variano da circa 3.500 euro fino a circa euro 12.000 annui.

AccessorioModifica

È definito definito a livello regionale in sede di contrattazione integrativa annuale, comprende:

  • Retribuzione di posizione (parte fissa + parte variabile): da 12.565,11 euro che costituisce la parte fissa fino a euro 46,134,81 annui. Viene stabilita una graduazione delle funzioni dirigenziali attribuendo un "punteggio" ad ogni istituzione scolastica (sulla base di dimensione/complessità/contesto territoriale) per poi raggrupparle in fasce a cui si attribuisce un valore economico differenziato.
  • Retribuzione di risultato: la parte base è proporzionata alla retribuzione di posizione percepita alla quale si aggiunge la parte variabile del compenso per la reggenza di ulteriore istituzione scolastica.

In caso di conferimento di un incarico aggiuntivo di reggenza di ulteriori istituzioni scolastiche è inoltre prevista l'attribuzione di compensi specifici per un totale che varia in media da circa 15.000 euro a 20.000 euro per ciascuna reggenza in base alla complessità dell'istituzione scolastica:

  • Indennità fissa di reggenza: attualmente 9.609,34 euro per ogni reggenza assegnata al dirigente.
  • Integrazione retribuzione di risultato per reggenza: 80% della retribuzione di posizione parte variabile in base al livello di complessità dell'istituto affidato in reggenza, attualmente in media tra 6.000 euro e 10.000 euro per ogni reggenza assegnata al dirigente.

Per incarichi aggiuntiviModifica

In aggiunta alla retribuzione ordinaria spettano al dirigente ulteriori indennità per gli incarichi aggiuntivi svolti, obbligatori o non, tra i quali:

  • Presidenza commissioni esami di stato nelle scuole secondarie di secondo grado: da euro 1.817 fino a euro 3.519;
  • Attività connesse all'educazione degli adulti e alla terza area degli istituti professionali: 2% somme a tal fine stanziate;
  • Direzione di progetti: una percentuale variabile rispetto all'importo dello stanziamento, ad esempio il 5 % del costo totale del progetto nel caso dei PON;
  • Presidenza di commissioni di concorso: definito in base al concorso di riferimento, es. per il concorso per l'assunzione di personale docente della scuola fino ad un massimo di euro 4.924,08;
  • Funzioni di tutor nell'attività di formazione per i dirigenti neoassunti;
  • Ogni altro incarico non ricompreso nel regime di onnicomprensività del trattamento economico del personale dirigente.

Riferimenti normativiModifica

  • Decreto legislativo 6 marzo 1998, n. 59 - Disciplina della qualifica dirigenziale dei capi di istituto delle istituzioni scolastiche autonome, a norma dell'articolo 21, comma 16, della legge 15 marzo 1997, n. 59.
  • Legge 15 marzo 1997, n. 59 - Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa.

NoteModifica

  1. ^ Art. 21 legge 15 marzo 1997, n. 59 e del regolamento emanato con DPR 8 marzo 1999 n. 275

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàLCCN (ENsh87002712 · GND (DE4053524-1 · NDL (ENJA00566841