Discontinuità di Conrad

La discontinuità di Conrad corrisponde a un piano sub-orizzontale che si trova nella crosta continentale dove la velocità delle onde sismiche aumenta in modo discontinuo. Questo piano è osservato in varie regioni continentali ad una profondità che va da 15 a 20 km, ma non è stato trovato nelle regioni della crosta oceanica. La velocità di propagazione delle onde sismiche P, nella crosta superiore, oscilla tra 5,6 e 7,6 km/s mentre, al di sotto della discontinuità di Conrad, l'intervallo di oscillazione passa a 6,5-7,6 km/s. Tale variazione è dovuta ad un lieve incremento della rigidità (più che della densità) del materiale roccioso della crosta inferiore.

DescrizioneModifica

La discontinuità di Conrad (così chiamata dal nome del sismologo austriaco Victor Conrad) non è così espressiva come la discontinuità di Mohorovičić, ed è assente in alcune regioni continentali.[1] Si pensa che la discontinuità si trovi al confine tra la crosta continentale superiore e quella inferiore.
Fino alla metà del XX secolo, si ipotizzava che nelle regioni continentali, la crosta superiore fosse costituita da rocce felsiche come il granito, cosiddette SiAl, e quella inferiore da rocce mafiche come il basalto, SiMa. I sismologi del tempo ritenevano che la discontinuità di Conrad corrispondesse al brusco contatto tra i due strati chimicamente distinti, vale a dire, SiAl e SiMa.[2]

A partire dagli anni '60 tra i geologi cominciarono a sorgere forti dubbi verso questa supposizione anche se l'esatto significato geologico della discontinuità di Conrad non è stato ancora chiarito. La possibilità che rappresenti la transizione dalla facies anfibolitica a quella granulitica ha ricevuto qualche supporto dal sollevamento della parte centrale del cratere di Vredefort e il circostante cratone di Kaapvaal.[3] Le zone a fusione parziale disseminate nella crosta continentale potrebbero fornire un'altra spiegazione.

La discontinuità di Conrad, proprio perché non sempre identificabile al passaggio tra crosta superiore e crosta inferiore, tra le quali il passaggio è spesso di tipo "transizionale", viene definita discontinuità di "seconda specie".

NoteModifica

  1. ^ W. Lowrie, Fundamentals of Geophysics, Cambridge University Press, 1997, p. 149, ISBN 978-0-521-46728-5. URL consultato il 30 giugno 2012.
  2. ^ P. Kearey, Klepeis K.A. e Vine F.J., Global Tectonics, 3ª ed., John Wiley & Sons, 2009, pp. 19-21, ISBN 978-1-4051-0777-8. URL consultato il 30 giugno 2012.
  3. ^ M. Muundjua, Hart R.J., Golder S.A., Carporzen L. e Galdeano A., Magnetic imaging of the Vredefort impact crater, South Africa, vol. 261, n. 3-4, Elsevier, 2007, pp. 456-468, Bibcode:2007E&PSL.261..456M, DOI:10.1016/j.epsl.2007.07.044. URL consultato il 30 giugno 2012.

BibliografiaModifica

  • V. Conrad (1925), Laufzeitkurven des Tauernbebens vom 28. Nov. 1923. Mitteilungen der Erdbeben-Kommission, Akademie der Wissenschaften Wien, Neue Folge 59:1-23.

Voci correlateModifica