Discussione:Centrale solare

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secondo me è l' unica forma di energia che alimentando la pila di un orologio citizen non fa spendere altri soldi per altre pile


Ho appena modificato la sezione "vantaggi e svantaggi", e in particolare i vantaggi:

1) ho cercato di dare una formattazione "a lista" (bruttina, lo riconosco....)

2) I combustibili non vanno solo trasportati, ma anche preparati all'uso (per l'uranio è tutt'altro che uno scherzo....)

2) inserito dei punti sulla gratuità, libertà di sfruttamento e disponibilità a lungo termine della energia solare,

3) modificato la frase sull'assenza di scorie che era involuta se non sbagliata

4) sostituito "non è pericolosa" con " intrinsecamente" innocua (che è una condizione più forte, ma è la realtà)

volevo inserire anche

- la limitata potenza media degli impianti (rispetto alle centrali nucleari o ai grandi impianti termoelettrici a combustibili fossili) semplifica anche la gestione di rete di un eventuale "fermo impianto" di singole centrali


ma prima vorrei che un parere esperto confermasse la bontà dell'affermazione. (Naturalmente.. controllate anche le altre!)

Grazie

Ciao


--GiachesDeWert (msg) 16:54, 29 lug 2008 (CEST)

Vantaggi/SvantaggiModifica

Nella sezione vantaggi/svantaggi non si fa cenno al costo delle centrali, che è il vero motivo per cui non viene utilizzata l'energia solare...nemmeno nei paesi con elevate irradianze. Il fotovoltaico costa 40 (quaranta!) volte il carbone e le centrali elettriche sono tutte di proprietà quotate in borsa, che devono fare utili...chi mai ci investirà? Ho provato a inserire i dati sui costi di produzione dell'energia tempo fa, ma le modifiche mi sono state annullate. Credo sia importante sottolineare questo aspetto e non capisco perchè mi siano state cancellate le correzioni.

Come primo suggerimento potrei dirti di registrarti: senza un nickname diventa difficile capire chi parla e sulla base di cosa. Secondariamente ti direi di citare le tue fonti, perché ciò che affermi è così curioso da apparire inesatto o perlomeno basato su presupposti inconsistenti perché non noti. In terza battuta, relativamente al fotovoltaico nello specifico, ti segnalo che siamo ormai alle soglie della grid parity. Infine, relativamente alle cancellazioni, in genere l'autore del rollback indica le sue motivazioni nell'oggetto della modifica. -- N o s f e r a t u  (eeeh?)  22:23, 15 apr 2009 (CEST)
Ok, registrato, anche se non credo che il nick sia una referenza...
I dati sul costo dell'energia sono molto variabili e bisogna sottolineare che non tengono mai conto del "costo ambientale" che paghiamo.
Cmq il fotovoltaico (senza considerare il recente aumento del prezzo del silicio) costa in rapporto all'energia prodotta da carbone tra le 10 e le 60 volte. Tralasciando gli articoli più o meno sponsorizzati da chi installa i pannelli solari, in rete ti segnalo il sito dell'Enel, dove - tra le altre cose - viene riportato “I costi di generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili”, ricerca commissionata da APER all'università di Padova, e l'indirizzo http://greenecon.net/understanding-the-cost-of-solar-energy/energy_economics.html, dove si trovano tutti i conti... così controlli. Dati simili anche se meno aggiornati si trovano su tutti i testi di energetica.
La "grid parity" è un concetto a mio giudizio piuttosto astruso, che fa previsioni sulla base di accordi finanziari e miglioramenti tecnologici che quasi sicuramente non avranno luogo, a meno di trovare un materiale diverso dal silicio. Gli articoli in cui si parla di "grid parity" sono spesso sponsorizzati in Italia e all'estero da aziende che lavorano nel settore dell'energie rinnovabili.
Ma al di là di questo intendevo parlare dei costi attuali, non di quelli previsti.
--Mcoccinelli (msg) 23:16, 16 apr 2009 (CEST)
Intanto ti ringrazio di aver accettato il confronto, cosa che non tutti sono disposti a fare. Hai dimostrato con i link postati di sapere almeno di cosa si sta parlando, quindi secondo me ci sono i requisiti minimi perché queste informazioni siano inserite citando le fonti nella pagina principale. Ero stato io a rollbackare il tuo intervento anonimo, motivando così: "Decontestualizzato: se si vuole precisare meglio non ho nulla in contrario".
In effetti non sono d'accordissimo con quel che ho letto nei link postati, perché dire che le rinnovabili costano è scontato quanto un regalo di Natale. È chiaro infatti che il fatto stesso di essere rinnovabili, e quindi inesauribili e (in genere) gratuite come sole, vento e acqua, impone dei costi iniziali di impianto che possono sembrare folli. Tanto che ad esempio il FV senza le FIT (Conto Energia e simili) non sarebbe al punto in cui è perché nessun privato potrebbe permettersi di investirci su. Nessuna rinnovabile ce la farebbe a partire, almeno finché rimane almeno una fonte fossile sulla faccia del pianeta. Se invece includiamo anche l'indotto fino a fine ciclo di vita di impianto (compresa la bonifica ambientale) i ruoli tendono a capovolgersi. Questo secondo me va detto, non basta dire "ignorando questo o quel costo le rinnovabili non convengono".
Tra l'altro, occhio alle cifre di Greenecon perché sono sballate: tralasciando l'assurdo paragone tra FV residenziale e centrali a carbone 1000 volte più potenti, oggi non è un segreto che una centrale FV costi meno di 3,50 €/Wp. Se consideriamo 30 anni di ciclo di vita, un po' di oneri vari e 1400 ore equivalenti (Spagna o sud Italia) finiamo agevolmente sotto i 0,10 €/kWh, 2/3 in meno dei dati presentati nell'analisi (semplicistica e superata, secondo me) di Greenecon. E non sto facendo i conti usando trend di mercato: sono cifre di aprile 2009 con moduli in silicio cristallino (i più costosi).
Inoltre Greenecon considera il costo di stoccaggio dell'energia (in regime di grid connection è un onere che non puoi imputare all'impianto) ma trascura la FIT, scelta che potrebbe anche avere un senso, ma fermandoci un attimo a riflettere: questa FIT è nata per dare ristoro alla mancanza della compartecipazione pubblica al progetto, come invece avviene in modo sistematico su grandi centrali, anche se spesso in modo indiretto con defiscalizzazioni, fondi perduti e accordi internazionali che paga la collettività. Se si sceglie di ignorare i costi politico/sociali dei gasdotti, e il fatto che il gas sia in esaurimento, si scopre che il gas è economico. Sono d'accordo, bella scoperta. Ma l'obiettività sta da un'altra parte.
A riguardo della grid parity, concetto tutto tranne che astruso, viene presentato soprattutto in relazione alle rinnovabili perché il costo del kWh nella rete è dettato dalle non rinnovabili, che quindi sono in grid parity per definizione: loro SONO la grid parity, sono il "target price" che tutte le rinnovabili inseguono per non essere più schiave delle FIT.
I miei 2 cent, senza rancore. -- N o s f e r a t u  (eeeh?)  10:41, 18 apr 2009 (CEST)
L'analisi d'investimento richiede di approssimare molti parametri ed è normale che i risultati cambino di conseguenza, ma non c'è testo autorevole che stimi il costo del fotovoltaico al di sotto dei 30 €/kWh, costo che - per inciso - decresce poco con la taglia dell'impianto e anzi cresce oltre una certa dimensione.
Riguardo agli incentivi statali: non devono essere inseriti nell'analisi economica così come non sono inseriti "defiscalizzazioni, fondi perduti e accordi internazionali che paga la collettività". E' chiaro che se inserisci nei conti gli incentivi devi poter inserire anche le agevolazioni alle grandi centrali che sono generalmente inquantificabili. Inoltre l'esempio dei gasdotti non quadra perchè da un lato il costo in termini di denaro è sostenuto dalla società proprietaria del gasdotto e in Italia SGI è di proprietà di ABN AMRO Global Infrastructure Fund; d'altro lato i costi "politico/sociali" non essendo di natura economica non possono essere inseriti in una valutazione d'investimento.
La distinzione da fare è tra costi ambientali e costi economici. La valutazione d'investimento si basa su quelli economici. Questa analisi ci dice che il fotovoltaico non è conveniente. Viviamo in un sistema dove le società che investono capitali devono essere remunerate il più possibile. Conseguenza: il fotovoltaico non c'è.
Mi sembra una mera costatazione della realtà e a mio parere potrebbe completare la voce "centrale solare".
Poi lo si può contestualizzare aggiungendo il fatto che il sistema capitalistico è miope, che la logica del profitto sta distruggendo il pianeta, che è stata utile l'istituzione del mercato delle emissioni e tante altre cose ma questo è un discorso molto più ampio, che non si può esaurire in cinque righe.--Mcoccinelli (msg) 18:48, 18 apr 2009 (CEST)
Ho capito il tuo punto di vista e non condivido la tua analisi. 30 €/kWh è il costo di una centrale colpita da un meteorite dopo 30 giorni di funzionamento. Non insisterò oltre, per non risultare pedante o essere confuso con un'entusiasta solare dell'ultim'ora. -- N o s f e r a t u  (eeeh?)  23:30, 19 apr 2009 (CEST)
scusami ho commesso un errore di digitazione: sono 0,30 €/kWh, come del resto si riporta sulle fonti citate.--Mcoccinelli (msg) 22:41, 20 apr 2009 (CEST)

Collegamenti esterni modificatiModifica

Gentili utenti,

ho appena modificato 2 collegamenti esterni sulla pagina Centrale solare. Per cortesia controllate la mia modifica. Se avete qualche domanda o se fosse necessario far sì che il bot ignori i link o l'intera pagina, date un'occhiata a queste FAQ. Ho effettuato le seguenti modifiche:

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Saluti.—InternetArchiveBot (Segnala un errore) 17:22, 21 feb 2019 (CET)

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