Discussione:Dottrina Mitterrand

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Se "sembra ma non è certo" è forse meglio togliere la frase: non ci facciamo una bella figura a dichiarare la nostra ignoranza :-) Ylebru dimmela 09:58, 25 ago 2006 (CEST)

a esclusione degli omicidi? mah, non mi sembra a legger qui [1] --83.190.82.29 infatti poi l'hanno cacciato dalla francia 05:00, 1 apr 2007 (CEST)

La dottrina Mitterand fu un fatto essenzialmente politico, non di diritto.

La cosa curiosa è che l'idea che il Capo dell'Esecutivo dia ordini vincolanti alla Magistratura - in questo caso di non estradare qualcuno rigettando le domande dello Stato di provenienza - viola tutti i principi del costituzionalismo liberale, soprattutto la dottrina della divisione dei poteri.

La Dottrina Mitterand era solo una mera decisione politica, che tra l'altro violava tutti i trattati firmati dalla Francia e non solo di estradizione. L'uscita di scena di Mitterand e la sua morte, resero insostenibile per la Francia, alla luce dei trattati europei, la dottrina omonima, come fu costretto ad ammettere il Ministro francese Perben nel 2002. Che la dottrina Mitterand fosse solo politica interna è altresì dimostrato dalla decisione della Commissione europea dei diritti dell'Uomo nel caso Aylor-Davis v France, appl. n° 22742/93. In questa particolare causa venne ritenuta valida un'estradizione dalla Francia agli Stati Uniti di una donna che rischiava la pena di morte. Il fatto che la donna venisse estradata in Virginia, che aveva una delle procedure penali meno garantiste degli interi USA, non turbò assolutamente i francesi, nella loro decisione. Viceversa gli stessi francesi si ritenevano degni di negare l'estradizione di terroristi all'Italia con la scusa che il nostro sistema non era garantista. --Edoardo.Dedo 16:14, 15 mag 2007 (CEST)


Sarei anche curioso di saper che cosa significa esattamente questa frase:

"Questa dottrina venne eleborata da gruppo di lavoro (formato da alti ufficiali di polizia, avvocati, magistrati e da consiglieri dell'Eliseo e del governo francese) che nel 1984-85 esaminarono fascicoli processuali italiani relativi a latitanti italiani rifugiatisi in Francia."

Quali fascicoli processuali esaminarono,di grazia? Certamente, per esempio, non quello di Battisti, la cui prima richiesta di estradizione avvenne solo nel 1990/91! Comunque è difficile che la Presidenza della Repubblica francese abbia dei fascicoli processuali italiani se non è stata fatta una domanda di estradizione formale...in questo caso per i trattati internazionali, lo stato richiedente mette a disposizione, della magistratura del paese di rifugio, copia autentica dei fascicoli processuali in traduzione giurata.
La frase in questione sembra essere solo una classica frase ad effetto! Anche perché il Consiglio di Stato francese, mica il primo che passa, fa risalire la dottrina Mitterand ad un'estemporanea dichiarazione del 1985. Precise parole della motivazione:
Considérant que, si le requérant invoque les déclarations faites par le Président de la République, le 20 avril 1985, lors du congrès d'un mouvement de défense des droits de l'homme....Qui non si parla di riunioni, fascicoli, studi.
Come si può notare, del resto il Consiglio di Stato, nel caso Battisti - che è diventato lo smantellamento giuridico della pretesa dottrina di un ex funzionario petainista - risponde e confuta una precisa eccezione della difesa di Battisti alla domanda di estradizione. Dice il Consiglio: le requerant invoque les declarations... ; ora come mai il "requerent" invoca solo le parole del Presidente e non fa alcun riferimento alle riunioni ufficiali ed alle decisioni da queste prodotte (La frase: "Parola di re", non prova più nulla nelle corti occidentali da circa trecento anni)? Perché le requerent non produce alcun documento scritto a sostegno della sua tesi, perlomeno un verbalino? Perché?
Forse perchè - avanzo ipotesi e contemporaneamente formulo nuove domande -:
A) c'era il pericolo che il Consiglio di Stato ritenesse che questa riunione o riunioni che dir si vagheggi, fosse lievemente illegittima costituzionalmente; in quanto quella allegra combriccola di alti papaveri - mancava solo il Conseil constitutionnel e questo forse spiega molte cose - stava commettendo un'illegalità?.
B) questa riunione o riunioni non esiste o non esistono?
C) esistono ma sarebbe meglio per la Francia che non fossero mai esistite? Se sì, ricadiamo sub A) Perché?
Attendo spiegazioni in quanto, come ho detto, scritta così la frase non solo non significa nulla ma ha l'aria di essere un po' forzata se non inventata del tutto.
Sarebbe meglio, inoltre, sapere, se no, si potrebbe avere il sospetto che si stia raffazzonando a caso materiale per sentito dire:
1 la data esatta della riunione o delle riunioni;
2 chi era presente, a quale titolo ed il grado e la funzione ricoperti nell'amministrazione e nel giudiziario francesi;
3 quali e quanti fascicoli esaminarono e come mai ne erano in posesso...
4 le fonti primarie, non un sito di rimbalzo, qualcosa di ufficiale che so: il sito della Presidenza Francese, un testo di diritto costituzionale francese, documenti pubblicati firmati da Mitterand e via dicendo...
Questo perchè la riunione in oggetto, ai sensi della stessa costituzione francese, è vagamente sospettabile di illegittimità! Del resto, il Consiglio di Stato Francese ha fondamentalmente fatto notare, tra le righe, che la parola della Francia può essere impegnata solo nelle forme previste dalla sua costituzione. Quindi, per esempio, ratificando trattati (artt. da 52 a 55 cost. franc. nella versione emendata). Per cui la Francia aveva già dato la sua parola all'Italia ed all'Europa, firmando svariati trattati di estradizione e di collaborazione economica e giudiziaria, trattati della cui esecuzione ai sensi dell'articolo 5 della costituzione è garante, ma guarda un po', il Presidente. Solo così la parola della Francia risulta giuridicamente valida e vincolante. Ma nessuna legittimità né vincolo è - giustamente - riconosciuta alla generica parola del Capo dello Stato che, in nessuna democrazia occidentale, ha il potere di impegnare il proprio Paese solo sulla base delle proprie dichiarazioni.Questo forse poteva farlo Luigi XIV,e già allora c'erano giuristi che contestavano questo suo diritto, non di certo un presidente in presenza di una costituzione.
Concludendo con una domanda oziosa ed accademica: che diavolo succederebbe se si scoprisse e si potesse provare che un Presidente, il quale ai sensi dell'articolo 5 costituzione " est le garant... du respect des traités ", ha fatto scientemente carta straccia di un trattato di estradizione con un Paese alleato, all'insaputa del Parlamento e del Conseil Constitutionnel?

Attendo risposte. Saluti --Edoardo.Dedo 16:03, 5 giu 2007 (CEST)


Perché si critica qui la procedura penale francese? e me lo chiedi pure Ares? Perchè la Francia e Mitterand e compagnia bella basano la loro dottrina su una critica all'ordinamento italiano? Hai presente il precetto biblico tra travi e pagliuzze...? Quindi perché non si deve far notare che quando la Francia criticava l'Italia essa stessa sbatteva i membri di Action Directe in galera - dove sono tuttora e nessuno parla di amnistia - murandoli vivi anche se uno è malato e un altro è impazzito, sulle testimonianze di un pentito? Ti da tanto fastidio? Va bene, parliamo della legislazione antiterrorismo italiana; tutavia, visto che si sta criticando la legislazione italiana mi sembra doveroso far notare che coloro che la criticano non sono del tutto immuni da pecche. Intendiamoci, perché non spiegare che la Francia quando criticava le leggi italiane aveva anch'essa una legislazione sostanzialmente in contrasto con le dipsosizioni della CEDU? Allora: in Francia se uno viene processato per terrorismo finisce davanti ad una Corte d'assise in Composizione speciale, cioè senza giurati ed il procedimento è a porte chiuse...all'anima delle garanzie, vero? La Gran Bretagna, durante la sua lotta contro l'IRA ha modificato la normativa sull'habeas corpus prevedendo che il fermato doveva essere portato davanti ad un giudice non nelle 48 ore tradizionali, ma dopo 10 giorni(leggasi dieci giorni)in balia della Ulster Conestalbury, che era ed è composta in gran parte da protestanti,e non è minimamente paragonabile ai nostri CC.. Vogliamo parlare della Gendrmerie francese o della Guardia Civil spagnola degli anni ottanta? MMMM ti ricordi che fine hanno fatto i membri della RAF (non la Royal Air Force, ma la Rote Arme Fraktion, in RFT....quelli che s'impiccavano, misteriosamente, tutti in carcere...) Sai, mi son sempre chiesto, perchè questi processi vengono sempre fatti all'Italia? Se wiki.en e wiki.fr hanno qualcosa da dire sulla nostra legislazione antiterrorismo - in effetti che competenze hanno per giudicare l'Italia? Tutti comparatisti? - a me non è che me ne cale molto. Trovami quando la mia Corte Costituzionale (in Francia è ovviamente diverso ed in UK non esiste addirittura) ha dichiarato illegittimi costituzionalmente e sulla base di quale articolo della Carta, le disposizioni in questione e ne riparliamo. Adesso spiegami perché non dovrei far notare l'ipocrisia della Francia portando sentenze e testi di legge, in fondo, spiegami, perché con la dottrina Mitterand la Francia critica l'Italia? E spiegami perché l'hanno abbandonata? Se tu credi siano stati Castelli e Berlusconi a far cambiare loro idea sei un ingenuo, oltre che sopravvalutare il loro potere, il fatto è che la dottrina Mitterand non era sostenibile in Europa e che la legislazione antiterrorismo italiana - passata anche al vaglio di un referendum - non è assolutamente la peggiore del continente, neanche negli anni '70 - e dire che non piace neanche a me!-. E ricordati infine che quando l'Italia aveva un partigiano come presidente della Repubblica la Francia eleggeva un ex funzionario di Vichy! Le due sentenze francesi riportate, non so se hai notato, sono le prime che affermano che le leggi italian vanno bene (ho usato solo una parte di due lunghe sentenze che ho letto), sono interessanti proprio perché smontano tutta la teoria, campata per aria, della legislazione italiana non conforme agli standard europei, che facciamo la cancelliamo? Non riportiamo nella voce dottrina Mitterand le due sentenze che ne costituiscono in Francia, la morte giuridica? Toni di rivalsa? Prima il tono dell'articolo era "OHHH meraviglia la Francia paladina dei deboli e schifo l'Italia al disotto degli standard (quali? nessun articolo di convenzione citato, ovviamente) europei! --Edoardo.Dedo 08:33, 7 giu 2007 (CEST)

Questo testo (la pagina di discussione) andrebbe emendato dai tono di rivalsa e riportato nell'articolo (frasi come il confronto fra i due presidenti esulano dal merito della questione è sono specchio di uno sciovinismo spiacevole).I tono di rivalsa nell'articolo (non fare il furbo) ci sono non quando entri nel merito della dottrina Mitterand ma quando parli di altro come la pena di morte. Se non scrivete quello che volete dire e non argomentate (il riferimento a Action Directe per esempio) come potete pensare che i lettori capiscano? Le competenze di en.wiki a parlare di noi sono uguali alle tue a parlare di loro; quello che mi piacerebbe è arrivare a tre articoli omogenei (non uguali) e non ad articoli dove ognuno difende la sua parte. Ricorda che una volta arrivato a un articolo ben scritto puoi tradurlo su altre wiki. Ares 11:02, 7 giu 2007 (CEST)

Fare il furbo? Perché mai? Io ho riportato due sentenze francesi dei due massimi organi che sostanzialmente dicono, in forbito linguaggio giuridico che la Dottrina Mitterand è fuffa. Se la stessa Cassazione francese dice che non è compito della Francia giudicare i giudici italiani e le leggi italiane lo può fare wiki.en? UHAU e con che competenze ti chiedo io? in nome dell'omogeneità? Dunque, le competenze di wikien o wikifr sulla costituzionalità o meno o sulla aderenza della legislazione italiana ad alcunché non sono esattamente uguali a quelle di una Corte Costituzionale o a quelle della CEDU. Sei tu che fai il furbo, ti dà fastidio il tono, ma dai, i fatti non cambiano: la dottrina Mitterand - e lo dicono loro - è un monstrum - significato latino - giuridico che non vale nulla, scriverlo è rivalsa? Sciovinismo? Bene vorrei sapere allora perchè mi si dice che: la Francia non riteneva la legislazione francese conforme agli standard europeo non è sciovinismo questo? E chi è la Francia per valutare la conformità delle leggi italiane ad alcunché? Non fare tu il furbo. E' sciovinismo riportare che la stessa Francia nel mentre raccontava tutto ciò al mondo si comportava in maniera addirittura uguale - se non peggio - dell'Italia? Vuoi che metta i riferimenti ad Action Directe in articolo? Poi che fai mi dai dello sciovinista? Ti limiti a contestare il tono ma non i fatti, è colpa mia se i francesi - loro - con la dottrina Mitterand sono stati razzisti e sciovinisti? Sciovinismo è criticare la Francia, ma se wikien o wikifr senza alcuna base giuridica criticano l'Italia lo possono fare? Ma dai! un'ultima cosa, la Francia ha copiato la Corte d'Assise d'Appello dall'Italia (lo dicono i loro testi) e l'ha introdotta nel suo ordinamento con una legge dedicata alla presunzione d'innocenza; noi negli anni di piombo l'avevamo, loro, no....Chi era garantista? A proposito, E' vero o falso che la Francia, quando dava lezioni all'Italia di correttezza legislativa, aveva appena abolito la pena di morte nel suo ordinamento, sì o no (l'Italia nel 1948)? E' vero che una giurisdizione d'Assise d'appello è stata introdotta solo nel 2000, quando erano anni che la CEDU la raccomandava, e che quindi la Francia che criticava l'Italia nel 1985 non l'aveva ancora? sì o no? e' vero o no che uno dei motivi per cui la Francia non estradava i atitanti era, secondo alcuni, dovuto al fatto che la procedura contumaciale italiana non prevedeva un nuovo processo, come quella francese? sì o no? Vogliamo dire alla gente che il processo contumaciale italiano se - giustamente - lo Stato prova che l'imputato era a conoscenza del processo (corretta inversione dell'onere probatorio) è per la CEDU - non wikien mi dispiace - legittimo, mentre quello francese pre riforma, anche con il suo nuovo processo non lo era? si o no? E queste informazioni non servono forse al lettore per valutare da quale pulpito veniva la predica? E' sciovinismo questo o è solo imbarazzante criticare la dottrina Mitterand (non sia mai che proviamo a guardare le cose diversamente da wikifr, dove abitualmente si processa l'Italia con argomenti meno che sciovinisti: futili); ah Ares Pertini non era un partigiano? Mitterand non era un funzionario di Vichy? Perché non dovrei scriverlo, visto che si valutano due Paesi sulla base della loro presunta aderenza a determinati principi? turba forse il lettore? --Edoardo.Dedo 12:32, 7 giu 2007 (CEST)

La prossima volta rileggi con attenzione. Poi, se necessario, rispondi. Ares 15:05, 7 giu 2007 (CEST)

Sei tu che mi devi rispondere, i fatti sono sciovinisti, ti danno fastidio? sono furbi? --Edoardo.Dedo 15:38, 7 giu 2007 (CEST)

Per quanto riguarda le attività sovversive, che tu citi in avvertimento di testo, ti riferisci forse a qualcosa di vagamente assimilabile a questo?

art 412- 1:Constitue un attentat le fait de commettre un ou plusieurs actes de violence de nature à mettre en péril les institutions de la République ou à porter atteinte à l'intégrité du territoire national.
L'attentat est puni de trente ans de détention criminelle et de 450000 euros d'amende.
Les peines sont portées à la détention criminelle à perpétuité et à 750000 euros d'amende lorsque l'attentat est commis par une personne dépositaire de l'autorité publique.
Les deux premiers alinéas de l'article 132-23 relatif à la période de sûreté sont applicables à l'infraction prévue au présent article.
Article 412-2: Constitue un complot la résolution arrêtée entre plusieurs personnes de commettre un attentat lorsque cette résolution est concrétisée par un ou plusieurs actes matériels. Le complot est puni de dix ans d'emprisonnement et de 150000 euros d'amende. Les peines sont portées à vingt ans de détention criminelle et à 300000 euros d'amende lorsque l'infraction est commise par une personne dépositaire de l'autorité publique. ah, scusa è il codice penale francese...
E questo è quello italiano. A parte la formulazione tipica dell'epoca Rocco, ma questo abbiamo e questo ci teniamo per ora, ti pregherei di confrontare le pene tra la versione francese della legge e la versione di cui al D.L. 625/79.
Art. 270 - Associazioni sovversive -
Chiunque nel territorio dello Stato promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni dirette a stabilire violentemente la dittatura di una classe sociale sulle altre, ovvero a sopprimere violentemente una classe sociale o, comunque, a sovvertire violentemente gli ordinamenti economico-sociali costituiti nello Stato, è punito con la reclusione da cinque a dodici anni.
Alla stessa pena soggiace chiunque nel territorio dello Stato promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni aventi per fine la soppressione violenta di ogni ordinamento politico e giuridico della società.
Chiunque partecipa a tali associazioni è punito con la reclusione da uno a tre anni.
Le pene sono aumentate per coloro che ricostituiscono, anche sotto falso nome o forma simulata, le associazioni predette, delle quali sia stato ordinato lo scioglimento.
Art. 270 bis
- Associazioni con finalità di terrorismo e di eversione dell'ordine democratico -
Chiunque promuove, costituisce, organizza o dirige associazioni che si propongono il compito di atti di violenza con fini di eversione dell'ordine democratico è punito con la reclusione da sette a quindici anni.
Chiunque partecipa a tali associazioni è punito con la reclusione da quattro a otto anni.

Articolo aggiunto dal D.L. 15 dicembre 1979, n. 625.

Poi, per aver una comparazione effettiva ci sarebbe da vedere quale sia il tribunale competente, le possibilità di appello, le attenuanti, le aggravanti la giurisprudenza, il fatto che il concorso di persone nel reato è diverso dalla Francia e dall'Italia, inezie, insomma da monografia in diritto comparato... ma questo credo possa bastare.

Voglio essere chiaro l'Italia non può dare lezioni a nessuno, ma nemmeno la Francia... --Edoardo.Dedo 15:54, 7 giu 2007 (CEST)

Direi che sono d'accordo con ares, il tono e la citazione di fatti non inerenti alla dottrina stessa sono completamente fuori luogo. I fatti citati possono essere esatti, ma la scelta di metterli in relazione con il tema è fazioso. Si potrebbe anche citarne altri tendenti a suggerire che essendovi in italia al tempo una situazione generalizzata di violenza e di repressione dei diritti,l'iniziativa del presidente francese sarebbe stata positiva per riportare la pace sociale. Chi ha scritto il contributo ha a cuore non tanto lo spiegare la dottrina, ma mostrare che essa era ingiustificata. Prova ne è che a fronte di riferimenti giuridici manca una illustrazione dei motivi politici che sono ad essa favorevoli. Credo che la cancellazione di alcuni frasi e l'aggiunta di pdv favorevoli renderebbe la voce più equilibrata.

La dottrina Mitterand venne giustificata al suo tempo dai suoi fautori (italiani e stranieri) esclusivamente su basi giuridiche e mai politiche(in parole povere e scorrette secondo chi elaboro' questa dottrina le leggi italiane e le procedure giudiziarie non garantivano una buona giustizia), quindi la dottrina deve essere discussa su basi giuridiche. Affermare viceversa che la dottrina Mitterand fosse esplicitamente basata sul fatto che in Italia vi fosse repressione, e quindi la Francia offriva il suo territorio come zona franca per ricercati politici, addirittura allo scopo di favorire la pace sociale in Italia non solo non corrisponde al vero, e' antistorico e farebbe anche incazzare chi la difese a suo tempo in quanto invece di passare per difensore della legalita' giudiziaria (che sarebbe stata compromessa in Italia) passerrebbe tout court come creatore di un'area franca per ricercati. Neppure si capisce come avrebbe potuto aiutare a creare la pace sociale in Italia (le autorità francesi mai si proposero come mediatori). Osservo che nel caso fosse stata fatta per motivi politici si sarebbe trattato di una grave ingerenza negli affari interni di un paese straniero, con immediate ripercussioni.--Bramfab Parlami 22:22, 22 ago 2007 (CEST)

Scusate, mi intrometto brevemente per dire che la posizione di Edoardo.Dedo mi sembra obbiettivamente ben documentata e non frutto di interpretazioni faziose, tutt'altro. Se uno porta dei fatti (l'infondatezza giuridica della dottrina M., la sua ricusazione da parte dello stato francese ecc.) non può esimersi dal tracciare un percorso di idee sottese a tali fatti, e lui lo fa in maniera non timida ma certamente neutrale. Le critiche mossegli, infatti, entrano scarsamente nel merito e sembrano simili a quelle di chi, qualche tempo fa, modificava la voce "C. Battisti" per farlo risultare innanzitutto uno scrittore e studioso, secondariamente uno di cui si parla per l'attività sovversiva. Piuttosto poco neutrale, no? --Utente:Nitto2, 10:07, 23 ago 2007 (CEST)

Questo giudizio proveniva da un Paese che aveva abolito la pena di morte solo nel 1981 e la cui ultima esecuzione era avvenuta nel 1977, circa otto anni prima della formulazione della dottrina Mitterrand Questo per esempio non è per nulla pertinente con il tema trattato. Se ritenete che questa versione sia neutrale vi invito a tradurla nelle altre wiki in modo da correggere le loro versioni non neutrali. Ares 10:18, 23 ago 2007 (CEST)

Parlando un po' del WarningModifica

Dunque wikien parla, stando al warning, di leggi speciali antiterrorismo. Premesso che una legge speciale non è vietata dalla nostra costituzione, forse wikien ed i suoi estensori dimenticano, per esempio, il britannico Suppression of Terrorism Act 1978 c.26 che, incidendo sulle leggi penali ordinarie si configura, tecnicamente, come una legge speciale antiterrorismo. Infatti si applica ad essa l'aureo broccardo: Lex specialis derogat generali. Per quanto riguarda i reati associativi in Gran Bretagna consiglio la lettura di Francesco De Franchis : Dizionario Giuridico/Law Dictionary, volume I, Inglese/italiano, Milano, Giuffrè 1984, ad vocem conspiracy, non lasciarsi ingannare dal titolo, è fuorviante, più che un dizionario è una piccola enciclopedia di diritto comparato. Ovviamente è solo un primo passo nel mondo del diritto comparato e non è certo il passo finale, ma come inizio può bastare. Ad vocem conspiracy si traccia un quadro dei reati associativi nella common law, molto interessante ed istruttivo, ma aggiornato solo al 1984. Non è riportata la successiva legge sui reati associativi, per quanto riguarda espressamente il terrorismo, che è il Criminal Justice (Terrorism and Conspiracy) Act 1998 c. 40, anch'essa legge speciale derogatoria dell'ordinaria legge penale.
Per l'Ulster ci si può riferire alla doppiamente speciale, per materia e per territorio The Criminal Attempts and Conspiracy (Northern Ireland) Order 1983 No. 1120 (N.I. 13). Per inciso nel 1983 il Parlamento di Londra legiferava anche per l'Ulster in quanto il Parlamento Nordirlandese era stato...sospeso da Londra nel 1972 ed abolito, successivamente, dal Northern Ireland Constitution Act 1973 (c. 36). Una legge che sopprime un Parlamento, ovviamente a causa del terrorismo dell'IRA, fomentato dall'azione della maggioranza protestante del Parlamento stesso (in effetti forse avevano ragione gli inglesi, ma a noi interessa il concetto di legge speciale varata sulla base di esigenze derivanti dal terrorismo), sarà una legge speciale?
Per quanto riguarda wikifr., faccio solo notare che l'articolo 270/bis, che come si è visto è simile ai loro 412-1 e 412-2, è stato approvato nel 1979 (d.l del 1979, legge di conversione del 1980). Definirlo perciò d'ispirazione fascista mi sembra quantomeno azzardato, data la successione cronologica e stante anche il fatto che, come chiunque abbia mai letto un ordinario manuale di diritto penale (Antolisei, Fiandaca Musco, ecc..) sa, il 270/bis è stato immesso nel nostro ordinamento proprio perché la formulazione del fascista art. 270 c.p. non era idonea ad essere applicata ai reati di terrorismo. Comunque se è d'ispirazione fascista il 270/bis lo è anche la legislazione francese in materia, date le sostanziali analogie. Saluti --Edoardo.Dedo 10:23, 7 nov 2007 (CET)
Continuiamo nel nostro lavoro di analisi del simpatico warning messo in apertura di quest’articolo. Dunque, come ho già scritto, non esiste alcun riferimento a fonte affidabile delle imbarazzanti riunioni, che, secondo alcuni si sarebbero tenute all’Eliseo. Qui, Mitterrand ed alcuni giudici, avrebbero discusso le orrende leggi italiane…Ora bisogna ricordare che la magistratura francese è sempre stata, soprattutto con riguardo alla sua componente requirente, una delle meno indipendenti dal potere politico d’Europa. Per intenderci i procuratori dipendevano dall’Esecutivo che poteva dar loro ordini, avocare indagini e via dicendo. Solo ultimamente, la magistratura francese si sta riorganizzando in maniera sempre più indipendente dal potere politico, seguendo il modello di quei torturatori assassini e liberticidi che sono gli italiani. Del resto il modello d’indipendenza della magistratura italiana derivante dalla Carta del 1948 – con tutti i suoi difetti – è considerato dagli studiosi tra i migliori del mondo. In più Chirac, ultimamente, ha fatto passare una riforma della costituzione che, a fronte della sempre maggiore indipendenza della Magistratura, rende il Presidente della Repubblica totalmente immune dal potere giudiziario (anche in campo civile, con notevoli problemi vedi il caso del divorzio dell’attuale Presidente), si legga l' articolo 67 costituzione francese emendata. Per intenderci la norma di Chirac è il modello giuridico del Lodo Schifani la legge 20 giugno 2003 n.140, polverizzata dalla nostra Corte Costituzionale. Questo tipo di controllo di costituzionalità altamente efficace e funzionante anche durante gli anni di piombo, per inciso, nella “liberale” e “progressista” Francia non esisteva e non esiste tuttora.
Comunque, cosa dicono attualmente i giudici francesi della dottrina Mitterand, è semplicemente questo:
Communiqué USM :
A la suite de l’arrestation au Brésil de Cesare Battisti, diverses personnalités françaises ont à nouveau mis en cause l’impartialité et l’indépendance de la justice italienne dans les diverses procédures ayant conduit à la condamnation de M Battisti pour quatre homicides.
L’USM tient à réaffirmer son entier soutien à la justice italienne et aux magistrats de ce pays qui ont chèrement payé, souvent de leur vie, le prix de leur indépendance.
L’USM condamne le procédé consistant, dans une perspective purement idéologique, à discréditer une décision de justice rendues par une cour d’assises italienne, dans le strict respect des règles de procédure pénale (appel et cassation) s’agissant d’un accusé en fuite mais défendu à tous les stades de la procédure conformément au droit italien en vigueur.
L’USM rappelle que la Cour Européenne des Droits de l’Homme a validé la procédure de jugement italienne par contumace et rejeté le recours de C Battisti.
L’USM ne peut que constater que, face aux menaces du terrorisme sans frontière, de telles déclarations affaiblissent la mise en place d’un espace judiciaire européen qui est une priorité pour les citoyens européens.In http://usm2000.free.fr/article.php3?id_article=142
Come il solito ci si riferisce al caso Cesare Battisti, che è veramente la pietra tombale – giuridica - della simpatica dottrina Mitterrand. Vorrei fare notare alcuni passaggi. Per primo: <<L’USM condanna la procedura consistente nello screditare, in una prospettiva puramente ideologica, una decisione di giustizia resa da una Corte d’Assise italiana, nello stretto rispetto delle regole della procedura penale (appello e cassazione)….>>. Vorrei ricordare ancora che i Francesi non avevano l'appello sulla Corte d'assise fino ad anni recenti e che da loro, la Corte d'assise quando giudica per i reati di terrorismo si riunisce in composizione speciale senza giurati (quindi non è tecnicamente una Corte d'assise ed il processo è a porte chiuse: sempre). Notare che l' USM quando si riferisce alle critiche all'ordinamento giuridico italiano parla di <<perspective purement idéologique>> e non accenna assolutamente ad eventuali critiche in diritto
Quest'atteggiamento è spiegato dal secondo passaggio rimarchevole, che è il seguente: << L’USM rammenta che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha confermato la procedura contumaciale italiana ed ha rigettato il ricorso di Cesare Battisti>>.
Dunque, attualmente i giudici francesi ritengono perfettamente legittima e consona ai principi del diritto la legislazione italiana dell'epoca. Voglio precisare che L’USM, è l’associazione di magistrati maggioritaria – nelle ultime elezioni di categoria – ed è di sinistra. A questo punto riformulo la domanda posta da me sopra e mai risposta:
Chi erano, nome cognome e funzione, i giudici che parteciparono alle presunte riunioni all’Eliseo? A quale titolo? Infine quali sono le fonti di queste informazioni? Grazie. Saluti.--Edoardo.Dedo 17:01, 22 nov 2007 (CET)


E’ divertente perché sembra che i francesi – perlomeno quelli che scrivono su wiki fr. - non conoscano la loro stessa legge. Dunque Mitterrand è presidente dal 1981 al 1995, bene. Quando viene eletto nel 1981 il codice penale francese in vigore è quello Napoleonico, con la riscrittura fattane nel 1960 ; il nuovo codice penale francese, con le disposizioni molto simili a quelle italiane che abbiamo visto prima è del 1990. Esaminiamo ora alcuni articoli, anche alla luce del 270/bis c.p. italiano che tante lamentazioni causa. Premettiamo che tutti gli articoli di seguito analizzati sono stati riscritti dall’Ordonnance 60-529 del 4 giugno 1960, che modificava il testo del Code Penal del 1810 (ehh sì ! la Francia, fino al 1959, mantiene in vigore il codice penale napoleonico, che della figliata del geniale Corso è quello più brutto, insieme a quello d’istruzione criminale….era più brutto del nostro brutto Codice Rocco!). Leggiamoli :

Article 86 L’attentat dont le but aura été soit de détruire ou de changer le régime constitutionnel, soit d’exciter les citoyens ou habitants à s’armer contre l’autorité de l’État ou à s’armer les uns contre les autres, soit à porter atteinte à l’intégrité du territoire national sera puni de la détention criminelle à perpétuité. L’exécution ou la tentative constitueront seules l’attentat.
Article 87 Le complot ayant pour but les crimes mentionnés à l’article 86, s’il a été suivi d’un acte commis ou commencé pour en préparer l’exécution, sera puni de la détention criminelle à temps de dix à vingt ans. Si le complot n’a pas été suivi d’un acte commis ou commencé pour en préparer l’exécution, la peine sera celle de la détention criminelle à temps de cinq à dix ans. II y a complot dès que la résolution d’agir est concertée et arrêtée entre deux ou plusieurs personnes. S’il y a eu proposition faite et non agréée de former un complot pour arriver aux crimes mentionnés à l’article 86, celui qui aura fait une telle proposition sera puni d’un emprisonnement de un an à dix ans et d’une amende de 3.000 F à 80.000 F. Le coupable pourra de plus être interdit, en tout ou partie, des droits mentionnés à l’article 42.

Per quanto riguarda l’articolo 87 facciamo notare che per la dottrina francese : << Le complot consiste dans le fait, pour plusieurs personnes, de se concerter dans le but de commettre un crime particulièrement grave>> un reato associativo, quindi, che nel caso dell’articolo 87, scattava già con due partecipanti. Del pari interessante è che il complotto per sovvertire l’ordine costituzionale era integrato anche quando non v’era un principio di esecuzione materiale e veniva punito con la détention criminelle à temps da cinque a dieci anni. La dottrina riteneva infatti che <<Cette incrimination (quella di complot) ne reposant sur aucun acte matériel, constitue une exception au principe de Matérialité et à la règle de la saisine in rem>>. Infine la semplice proposta di un’associazione finalizzata a <<détruire ou de changer le régime constitutionnel>> era punita con la détention criminelle à temps da uno a dieci anni. Per capirci: semplicemente dire a qualcuno: << ehi! ti va di rovesciare il governo e cambiare la costituzione, ci mettiamo insieme e via!>> rischiava di avere conseguenze perlomeno seccanti. Ovviamente la dottrina francese citata, per quanto in alcuni casi sia ancora valida, è piuttosto vecchiotta, dato che ci stiamo riferendo a fattispecie criminose costruite nel 1960 e modificate nel 1990. Comunque, sempre all’interno del periodo di applicazione della dottrina Mitterrand. Saluti--Edoardo.Dedo 16:03, 10 dic 2007 (CET)

Chissà se durante le lunghe riunioni all’Eliseo in cui si discuteva delle orrende leggi italiane contro il terrorismo, Mitterrand ed i suoi amici (a proposito, chi erano? Quanti erano? Quali sono le fonti?) si saranno ricordati dei bei tempi andati. Per esempio di quando nel gennaio del 1957, il governo Guy Mollet stroncava nel sangue la rivolta di Algeri, utilizzando i parà, le torture e la sospensione delle garanzie costituzionali e di passaggio sospendendo anche il potere civile e trasferendo l’amministrazione di Algeri ai militari. Quante cose avrebbe potuto dire Mitterrand, che era il ministro della Giustizia di quel governo. Chissà inoltre se, grazie a tale qualifica egli avrebbe potuto spiegarci il significato sicuramente umanitario della Loi 55-385 3 Avril 1955: instituant un état d'urgence et en déclarant l'application en Algérie, che praticamente azzerava le già scarse garanzie del processo penale francese e che all’articolo 12 prevedeva: << Lorsque l'état d'urgence est institué, dans tout ou partie d'un département, un décret pris sur le rapport du garde des sceaux, ministre de la justice, et du ministre de la défense nationale peut autoriser la juridiction militaire à se saisir de crimes, ainsi que des délits qui leur sont connexes, relevant de la cour d'assises de ce département>>. Ma guarda il trasferimento delle competenze dei tribunali civili a quelli militari, in virtù di un semplice decreto; il garantismo francese non conosceva limiti. E poi, vuoi mettere le garanzie di una corte militare rispetto ad un’ordinaria e prosaica Corte d’Assise. E’ da notare, inoltre, che la Loi si qualificava come legge speciale d’emergenza (ohibò!) contro il terrorismo. C’è da ricordare che per la Francia, l’Algeria non era una colonia ma territorio metropolitano composto di tre dipartimenti (nel 1954) che dipendevano dal ministero degli Interni. Facciamo un piccolo sforzo di memoria storica: chi era ministro degli Interni quando scoppia la rivolta nel novembre 1954? Mitterrand, ovviamente (Governo Mendés France). Il nostro umanitario all’epoca, dichiarava: « L'Algérie, c'est la France… Et qui d'entre vous hésiterait à employer tous les moyens pour préserver la France ? Il y a une grande différence entre la Tunisie et le Maroc, d'une part, et, d'autre part, l'Algérie, qui fait partie de la République. ». Notiamo la simpatica frase << employer tous les moyens pour préserver la France >>. Certo: se la République si deve guardare dal terrorismo può scatenare l’esercito, torturare e sospendere le già scarse garanzie costituzionali dei musulmani, ma se lo facesse chessò la Repubblica Italiana (che non è mai arrivata a tanto !)…allora le sue leggi, per la difesa dell’ordinamento democratico sarebbero fasciste…chiaro come funziona ? Saluti--Edoardo.Dedo 11:37, 2 gen 2008 (CET)

--- La dottrina Mitterand non prevede alcuna differenziazione basata sulla gravità del reato. Omicidio e Strage sono reati come gli altri per la dottrina Mitterand, infatti Cesare Battisti e Marina Petrella sono condannati per Omicidio.--Il Moderato (msg) 20:35, 15 set 2008 (CEST)

Hai, in parte ragione, secondo la dottrina Mitterrand, o le sue interpretazioni, dato che questa non è mai stata formalizzata in testi legislativi, non doveva essere concessa l'estradizione solo per i reati che non avessero comportato lo spargimento di sangue. Battisti e Petrella, quindi, per la stessa dottrina - qualsiasi cosa fosse - dovevano - e questo è il bello - essere estradati, essendo appunto colpevoli di reati di sangue (non mi ricordo se sia mai stato loro imputato anche il 270/bis). Il problema di tutto questo è appunto l'ipocrisia e lo sciovinismo della dottrina stessa e dei suoi difensori francesi! Ciao --Edoardo.Dedo (msg) 11:02, 16 set 2008 (CEST)

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La "Dottrina Mitterand non c'entra nulla con le estradizioniModifica

Come detto e stradetto più volte, ma in Italia orecchi da mercante, e poi spiegherò il perché. Il Ministero dell'interno, in Francia, ha giurisdizione sulle procure, ma non sui giudici. E questo per un principio fondamentale dello Stato di Diritto (non "liberale", perché "stato liberale" non significa nulla, ed è un'espressione che si usa - nel mondo - solo in Italia). Si tratta della "divisione dei poteri", concetto abbozzato da Montesquieu a proposito del potere legislativo e quello esecutivo, e poi generalizzato. La "Dottrina Mitterand" riguardava il comportamento della polizia e dei parquet. E Stop. Alcuni ex brigatisti e compagnia bella hanno invece avuto l'estradizione negata dal giudice. E questo per una legge ancora oggi in vigore che vieta la concessione dell'estradizione quando il procedimento giudiziario che ha condotto alla condanna, per il quale si richiede l'estradizione, contiene degli errori procedurali tali che in Francia avrebbero annullato la sentenza. Pietrostefani ha avuto negata l'estradizione perché nel lungo iter processuale per tutti i livelli di giudizio, un requirente dei primi livelli ha fatto poi il giudicante in uno dei livelli superiori (forse la Cassazione). E questo in Francia è inammissibile. E questo perché non solo in Francia, ma in tutti i paesi civili del mondo, ad eccezione dell'Italia, esiste la "separazione delle carriere". E qui veniamo al motivo dei silenzi. La separazione delle carriere è stata oggetto di dibattito molti anni fa, ma è stata poi liquidata da una classe dirigente priva di cultura democratica e del diritto, sotto pressione di una parte dei giuristi che chiamarli tali è un'offesa alla ragione. Come al solito, la stampa italiana si è allineata (in Italia, come noto, c'è la democrazia e il pluralismo delle opinioni) raccontando su queste vicende balle colossali. Mai nessuno che abbia scritto delle motivazioni della negazione dell'estradizione a Pietrostefani. Correggetemi se sbaglio. Quanto al caso Cesare Battisti, la solidarietà che riscosse in Francia dipende dal fatto che lui era stato condannato da due procedimenti distinti (e indipendenti tra di loro) per due omicidi che - secondo le sentenze - erano avvenuti quasi contemporaneamente in due posti distinti, e distanti tra di loro in misura tale che era materialmente impossibile le cose si fossero svolte così. Oohh, ma che volete che sia, una sciocchezzuola! Per la scolastica medievale neanche a Dio era consentito contraddirsi, ma la "giustizia" italiana è al di sopra anche di Dio. Il fronte comune eretto dai presunti "giuristi" italiani per opporsi alla separazione delle carriere è una vergogna nazionale, anche e soprattutto per il rimescolamento dei poteri che ha sottobanco prodotto. Oggi siamo poi arrivati all'"omicidio stradale"

si chiama "sudditanza psicologica".--Gspinoza (msg) 20:38, 16 ott 2018 (CEST)

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