Domusculta

La domusculta (al plurale domuscultae) è una particolare forma di vasta azienda agricola diffusa tra i secoli VII e X nei feudi e patrimoni monastici come l'abbazia di San Colombano di Bobbio (PC) ed il suo Feudo monastico reale ed imperiale ed i patrimoni papali.

Le domuscultae rivitalizzarono aree depresse del territorio italiano, spopolate da secoli di instabilità politica dopo le invasioni barbariche, la caduta dell'Impero romano d'Occidente e le guerre gotiche. Con l'arrivo dell'abate irlandese San Colombano anche in Italia e la fondazione nel 614 dell'abbazia di Bobbio, dopo le fondazioni monastiche colombaniane in Europa, fin dall'epoca longobarda ed anche in epoca carolingia i monaci della potente abbazia di Bobbio[1][2][3], attivissimo centro di evangelizzazione e di rinascita agricola sotto la protezione reale e poi imperiale e del Papa, gestivano un vasto feudo monastico sperso nelle terre longobarde del centro-nord Italia in Emilia, Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana. Essi diedero le basi e l'impulso per lo sviluppo dell'agricoltura in modo intensivo con il recupero di aree incolte o abbandonate, le bonifiche, le canalizzazioni per scopo irriguo e di drenaggio, acquedotti e migliorie con l'introduzione di innovazioni agricole, agronomiche e le rotazioni agricole, con il recupero di campi ed orti e la diffusione di vigneti, castagneti, oliveti, noceti, piante da frutto, selvicoltura, strumenti agricoli e di aratura, mulini, frantoi, ecc. I monaci diedero, inoltre, un notevole apporto alimentare grazie agli allevamenti ed alla conservazione degli alimenti, proteine e grassi, come olio, burro, formaggi, salumi, grazie a sale e spezie; introdussero il nuovo tipo di vinificazione per il vino a fermentazione alcolica in botti di legno in uso presso i celti e galli. Inoltre si adoperarono per la riapertura delle vie di comunicazione e commerciali e delle vie del sale ed il commercio lungo la pianura e verso la marittima con scambi di merci varie come olio, sale, spezie, legname, cereali, ortaggi, formaggi, carni, pesce, vino, ecc.

I monaci di San Colombano o colombaniani di Bobbio nel territorio di loro competenza e nel resto del centro-nord Italia e d'Europa evangelizzarono i popoli insegnando a pregare, a dissodare la terra aprendo orti nelle sterpaglie e, nelle selve, anche spazi terrazzati per la coltura del castagno, dell'olivo, della vite, degli alberi da frutto, del grano e degli ortaggi. Oltre che l'abbazia matrice di Bobbio, vi erano numerosi insediamenti monastici, che possiamo suddividere in abbazie autonome, priorati autonomi con un monastero centrale, priorie ed altri monasteri dipendenti con celle monastiche, monasteri e chiese con celle monastiche (curtis,domuscultae, mansi, sortes, pievi, xenodochia, mulini, frantoi e feudi agricoli) contigue o isolate dipendenti sempre da Bobbio.[2][4]

I Pontefici nel Lazio promossero la diffusione di tali complessi rurali per arginare la crisi di approvvigionamenti della città di Roma. Tale crisi seguì alla confisca dei latifondi da parte dell'Impero Romano d'Oriente. Comuni come gli attuali Formello e Campagnano ebbero origine dai casali che formarono una domusculta, in particolare una fondata per volere di papa Adriano I.

Le domuscultae vennero fondate anche per effettuare un controllo politico sui territori sia reali nel Regno longobardo ed imperiali del Regno d'Italia che del Papa: è attestata la fondazione di una di esse presso la spopolata città di Formia, per volontà di Papa Zaccaria al fine di arginare l'espansionismo di Gaeta, legata a Bisanzio.

NoteModifica

  1. ^ Giulio Buzzi, Carlo Cipolla, Codice diplomatico del monastero di S. Colombano di Bobbio fino all'anno MCCVIII, Volume I, II, III, Roma, Tip. del Senato, 1918.
  2. ^ a b Valeria Polonio Felloni Il monastero di San Colombano di Bobbio dalla fondazione all'epoca carolingia - Tabella I dei possedimenti in Italia - Pag 16a
  3. ^ Eleonora Destefanis Il Monastero Di Bobbio in Eta Altomedievale - Carte di distribuzione Fig. 44-44a-44b - Pag 67-70
  4. ^ Eleonora Destefanis, Il Monastero Di Bobbio in Eta Altomedievale, Ricerche di archeologia altomedievale e medievale, Firenze, All'insegna del giglio, 2002, pp. 67-70, ISBN 978-88-7814-207-7, OCLC 231963750. URL consultato il 14 dicembre 2019 (archiviato il 14 dicembre 2019). Ospitato su archive.is. - Carte di distribuzione Fig. 44-44a-44b

Voci correlateModifica