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Il fidanzamento (dal verbo latino “fidere”, aver fede, e, pertanto, fidarsi, confidare) è un accordo fra due persone che decidono di contrarre matrimonio[1].

Immagine tipica di una proposta di matrimonio datata 1815.

Indice

TradizioneModifica

Al fine di fidanzarsi, è necessario fare una proposta di matrimonio, un rituale dove una persona chiede a un'altra di sposarsi fra loro. In questa forma di rituale la persona offre un anello di fidanzamento come simbolo dell'avvenuta accettazione da parte di chi ha acconsentito; a seguito di ciò la coppia ha contratto il fidanzamento. Nella maggioranza dei riti è l'uomo che chiede la mano della donna. Esistono però, in alcuni paesi, tradizioni di eccezioni in casi particolari, come il 29 febbraio in Inghilterra e in Irlanda, giorno in cui è la donna che può proporre all'uomo di sposarsi. La regina del Regno Unito Vittoria propose il matrimonio al principe Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha. In altre culture si chiede al padre della sposa il permesso prima di proporre.

LegislazioneModifica

Il fidanzamento, inteso comunemente come rapporto tra due persone privo di un vincolo giuridico, fatto salvo quanto previsto per la promessa di matrimonio dagli articoli 79, 80 e 81 del Codice civile italiano, non è disciplinato dalla legge italiana. Bisogna poi distinguerlo dai rapporti di convivenza more uxorio, in quanto il fidanzamento non è necessariamente correlato a un rapporto di convivenza[2].

NoteModifica

  1. ^ Il diritto di coppia prima che la coppia scoppi, su www.diritto.it. URL consultato il 16 marzo 2018.
  2. ^ Le nuove frontiere del diritto di famiglia, su www.diritto.it. URL consultato il 16 marzo 2018.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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