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Antonio Francesco Mensi (Grava, 26 febbraio 1800Alessandria, 31 luglio 1888) è stato un pittore italiano.

BiografiaModifica

Antonio Francesco Mensi, questi i nomi di battesimo impostigli, nasce a Grava, frazione di Alluvioni Cambiò, il 26 febbraio 1800 da Matteo e Angela Maria Arzani. Per le precoci doti dimostrate, ebbe modo di poter svolgere un periodo di apprendistato, nella vicina Voghera, presso lo studio del pittore Paolo Borroni.

Dal 1826 al 1829, frequentò l'Accademia di Belle Arti a Firenze, avendo come maestro Pietro Benvenuti, e venendo a contatto anche con Luigi Sabatelli. L'abilità e capacità riconosciutagli fecero sì che la città di Alessandria e il re Vittorio Emanuele I gli assegnassero, nel 1829, un pensionato al fine di seguire corsi di perfezionamento a Roma, dove soggiornò fino al 1836, ricevendone una educazione di stretta osservanza neoclassica, influenzata dalla contemporanea presenza di Ingres.

Stabilitosi a Milano nel 1838, riallacciava i legami col Sabatelli, insegnante a Brera, e col di lui successore Francesco Hayez. Le influenze di ascendenza romantica, neoclassica, e persino di movimenti e tendenze ad esse opposte, quali il Purismo, sono ben presenti nelle opere del nostro artista, specie nei quadri di soggetto storico e nei grandi ritratti, dipinti a partire dal suo ritorno in Alessandria nel 1844. Significativo, al riguardo, è Federico Barbarossa alla Battaglia di Legnano, del 1850.

Gli ideali del neoclassicismo emergono invece in un'opera, fino a poco tempo fa ritenuta dispersa, ossia L'Allegoria della Pace, dipinta ad affresco sulla volta di un salone di casa Franzini, in via del Vescovado, eseguita per una famiglia della borghesia alessandrina, facoltosa e moderatamente patriota e liberale, desiderosa di sicurezza e pace, appunto, nel clima tumultuoso del 1859. In quello stesso anno, il Mensi si trasferì a Torino, ma continuò a mantenere contatti con la città di adozione. Nel 1874, l'Amministrazione Comunale di Alessandria gli conferì l'incarico di ordinatore della Pinacoteca, da poco arricchitasi dei lasciti Viecha e Giovanni Migliara, nonché di opere del Mensi quali: Autoritratto e Ritratto di Urbano Rattazzi.

L'anno successivo il Mensi riceve la nomina stabile di Conservatore, carica che conserva fino alla morte, avvenuta in Alessandria il 31 luglio 1888, all'Ospedale dei Santi Antonio e Biagio.

BibliografiaModifica

  • Bernardo Gandini, Breve storia della Chiesa di Loreto, Tipografia San Giuseppe, Tortona, 1919
  • Nicola Basile, La Città mia, seconda edizione, Tipografia Ferrari e Occella, Alessandria, 1959
  • Nicola Basile, La Città mia, (ristampa a cura di Ugo Boccassi), Graphica W.R., Alessandria, 1982
  • Clementina Bongiorni e Gian Franco Cairo (catalogo a cura di), Un pittore romantico alessandrino - Francesco Mensi - nei disegni della Pinacoteca Civica, in collaborazione con Anna Bianchi, Pierangelo Siro, Rino Tacchella, Graphica W.R., Alessandria, 5 marzo 1986
  • Barbara Viscardi, L'Allegoria della Pace di Francesco Mensi, in Quaderno dell'Istituto Storico della Resistenza di Alessandria, Alessandria, 1986
  • Carlenrica Spantigati, Il Museo e la Pinacoteca di Alessandria, Il Quadrante Edizioni, Torino, 1986
  • Sandra Pinto, Il Museo e la Pinacoteca di Alessandria, Il Quadrante Edizioni, Torino, 1986
  • Claudio Zarri, Alessandria da scoprire - guida storico artistica, WR editoriale e commerciale s.a.s., Alessandria, 1986
  • Carlenrica Spantigati (a cura di), La Cattedrale di Alessandria, Il Quadrante s.r.l., Alessandria, 1988
  • Paolo Zoccola (a cura di), Enciclopedia alessandrina - I Personaggi - Volume primo, Editrice SO.G.ED. / Il Piccolo s.r.l., Alessandria, 1990
  • Claudio Zarri, La chiesa dei Santi Alessandro e Carlo 1742 - 1992, Tipografia Viscardi, Alessandria, 1992
  • Carlenrica Spantigati (a cura di), Santa Maria di Castello, SO.G.ED., Alessandria, 1996
  • Roberto Livraghi, Alessandria, Electa, Milano, 1997
  • Rino Tacchella, Dizionario degli artisti alessandrini tra '800 e '900, iGrafismiBoccassi Editore, Alessandria, 2004.