Franz Curti

compositore svizzero

Franz Curti, pseudonimo di Jean Baptist Joseph Franz Henry Curti (Kassel, 16 novembre 1854Dresda, 6 febbraio 1898), è stato un compositore svizzero.[1]

BiografiaModifica

 
Franz Curti nel 1884

Figlio dell'avvocato e cantante lirico di corte Anton Curti (1820-1887) e di sua moglie, Marie Clementine, nata Gräbner (1827-1898). Dal momento che suo padre era molto impegnato nei vari teatri d'opera d'Europa, dal 1864 Franz Curti crebbe con lo zio a Rapperswil, in Svizzera, sulle rive del lago di Zurigo. Oltre alle lezioni scolastiche, imparò a suonare il pianoforte, l'organo e il violino. Dopo essersi diplomato al liceo nel 1871, si recò in Italia per riprendersi da una malattia ai polmoni, e lì rimase colpito dalla musica operistica.

Completò poi i suoi studi di medicina a Berlino nel 1880 con l'esame di stato, ed aprì uno studio dentistico a Dresda. Oltre al suo lavoro, prese lezioni di composizione da Edmund Kretschmer (1830-1908) e Heinrich Schulz-Beuthen (1838-1915).

Sempre nel 1880 Franz Curti aveva sposato la figlia dello storico dell'arte di Dresda Friedrich von Boetticher, Eugenie von Boetticher (nata nel 1858); la coppia ebbe quattro figli: Johanna Eugenie (1881-1957), Friedrich Albert (1883-1949), Hertha (1887-1978) e Reinhard Johannes (1890-1972).[2]

Franz Curti pubblicò la sua prima composizione, "Die Gletscherjungfrau" nel 1882, e la sua prima opera, "Hertha", ricevette la medaglia d'oro per l'arte e la scienza dal duca Ernst I di Sachsen-Altenburg nel 1887. La svolta internazionale arrivò nel 1896, due anni prima della sua morte, con l'opera Lili-Tsee. Franz Curti purtroppo non visse abbastanza per vedere la prima rappresentazione della sua ultima opera "Das Rösli vom Säntis" nel 1898, poiché morì quello stesso anno, all'età di soli 44 anni per una polmonite.[3] Franz Curti fu sepolto nel cimitero Johannisfriedhof, a Dresda.

Lasciò molte opere liederistiche e corali che furono fortemente influenzate dal romanticismo tedesco, ma si occupò anche più volte della Svizzera, che sentiva come la sua autentica patria. In particolare le sue canzoni per i cori maschili sono rimaste nel repertorio operistico svizzero per molto tempo.

OpereModifica

Cori maschiliModifica

  • Se fossi al chiaro di luna, in: Sei quartetti vocali, op.2
  • Due molle, Op. 8
  • Quattro quartetti maschili, op.12
  • La pace della notte, op.17
  • La battaglia (F. v. Schiller), op. 45

Canzoni per voceModifica

  • Al lago, op.6
  • Ave Maria, Op. 7
  • Beatitudine, Op. 11
  • Ninna nanna di Maria, Op. 16

Musica di scena e opereModifica

  • The Glacier Maiden (M. Vollhardt-Wittich), cantata (poi adattata in opera), 1882
  • Hertha (M. Vollhardt-Wittich), 1887[4]
  • Reinhard von Ufenau, 1889[5]
  • Redento, 1895
  • Lili-Tsee, 1896
  • Il Rösli di Säntis, 1898

Musica strumentaleModifica

  • Sinfonia in si bemolle maggiore, op.14
  • Semele (F. von Schiller), 1887
  • Svizzera, Suite orchestrale, 1892
  • Schneefried, 1895

BibliografiaModifica

  • Siegfried Raschke: Franz Curti. In: Institute for Saxon History and Folklore (a cura di): Biografia sassone.
  • Necrologio. In: Dresda Art. Pubblicazione settimanale di musica, letteratura e arti visive. 1898, numero 20, pagina 335f.
  • Franz Curti e l'Associazione Tonkünstler di Dresda. In: Dresda Art. Pubblicazione settimanale di musica, letteratura e arti visive. 1898, fascicolo 22, p.375 (con foto).
  • Franz Curti. In: Annuario biografico e necrologio tedesco. Vol. 3, Berlino 1900, p.75f.
  • Franz Curti. In: E. Refardt: Dizionario storico-biografico dei musicisti in Svizzera. Lipsia 1928, pagina 128f.
  • Jean-Marie Curti, Gisela Dahl: Franz Curti. Edizione Opéra-studio, Ginevra 2005.

Voci correlateModifica

NoteModifica

  1. ^ (DE) ETH-Bibliothek Zuerich, Heinrich Angst : Direktor des Schweizerischen Landesmuseums, su E-Periodica. URL consultato il 30 luglio 2022.
  2. ^ Adolf Boetticher, Die Akropolis von Athen, 1888, DOI:10.1007/978-3-642-94324-9. URL consultato il 30 luglio 2022.
  3. ^ (DE) Franz Curti, su Franz Curti Festival. URL consultato il 1º agosto 2022.
  4. ^ (EN) The Musical Times, Novello, 1893. URL consultato il 30 luglio 2022.
  5. ^ (EN) Appletons' Annual Cyclopaedia and Register of Important Events, D. Appleton & Company, 1890. URL consultato il 30 luglio 2022.

Collegamenti esterniModifica

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