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Il furbesco o gergo furbesco o zerga è il gergo anticamente utilizzato dalla malavita. Sorto al fine di rendere non facilmente intelligibili le comunicazioni tra i componenti della malavita, la sua presenza, seppur con diversificazioni territoriali e linguistiche, è documentata in Francia e Italia dal XVI secolo all'inizio del XX secolo, quando ebbe inizio il suo declino e la sua progressiva estinzione.

La voce "furbo", cui il nome di questo gergo fa riferimento, nell'uso antico e gergale aveva un significato diverso da quello passato nella lingua attuale e valeva come "colui che forbisce", ovvero ripulisce le tasche altrui (e quindi "ladro").

Il furbesco non è solo una lingua criptica o parassita: esiste tutta una letteratura in furbesco, sorta in pieno rinascimento, e tuttora per lo più poco conosciuta in quanto per lo più inedita.

BibliografiaModifica

  • Antonio Brocardo, Modo novo da intender la lingua zerga, cioè parlar furbesco Venezia, 1545
  • Bernardino Biondelli, Studii sulle lingue furbesche, 1846 ([1])
  • G.I.Ascoli, Studj critici, pag. 418, 1861 ([2])
  • Severino Santiapichi il gergo furbesco della mala: un "dizionario storico" delle parlate italiane molto utili ai magistrati sul Corriere della Sera del 15.01.1992
  • Antonello Fabio Caterino, La mimesi letteraria della lingua dei furfanti: il furbesco rinascimentale, in Eretici, dissidenti, inquisitori. Per un dizionario storico mediterraneo. Volume 2, Roma, Aracne, 2018

Voci correlateModifica

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