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Gerolamo Colleoni (Bergamo, 1500 - 1510 – Bergamo, 1570 1573) è stato un pittore italiano.

Lallio-affreschi della chiesa di san Bernardino

BiografiaModifica

Figlio di Gian Galeazzo originario di Calusco d'Adda e appartenente ad un ramo della famiglia Colleoni, risulta abitare a Bergamo nella vicina di santa Grata inter Viter nel 1527. Poco si conosce di questo artista, iniziò a lavorare nella seconda e terza decina del XVI secolo come risulta da un atto notarile redatto dal notaio Zaccaria Colleoni nel 1526 dove documenta una sua collaborazione con Jacopino Scipioni per la realizzazione degli affreschi nella chiesa di san Giovanni in Civitatula. Nel 1560 risulta affittuario della vicinia di san Giacomo probabilmente le sue condizioni economiche si erano più povere. Gerolamo risulta si fosse sposato e che da questo matrimonio fosse nato un figlio, Galeazzo, che però morì giovane lasciando l'artista in dovere di provvedere alle necessità dei nipoti rimasti orfani[1].

Molte delle sue opere essendo d'affresco sono andate perse, sia per il degrado dovuto al tempo, ma anche per le ristrutturazioni e demolizioni eseguite presso le chiese da lui affrescate o rimodernate seguendo i canoni della Controriforma. Rimane sicuramente una sua opera importante nella chiesa di san Bernardino a Lallio[2]. Sulla facciata, anche se sbiaditi, sono visibili la raffigurazione di san Cristoforo, san Bernardino e angeli, l'affresco sulla cupola raffigurante l' Ascensione, che avendo subito troppi rimaneggiamenti risulta alterato da quello che doveva essere l'originale, così come i dodici apostoli, la simbologia dei quattro evangelisti pur rimanendo riconoscibile il suo tratto pittorico[3]. Son meglio conservati gli affreschi posti nelle due cappelle dedicate a santa Caterina e san Rocco, raffiguranti San Rocco, santa Margherita e Le nozze mistiche di santa Caterina. lo stile, le linee indicano che il pittore aveva studiato le opere di Bernardino Luini così come del Lotto, in particolare gli affreschi di san Gerolamo penitente, dell' Annunciazione e la Disputa di S. Caterina con i filosofi rievocano e riconducono agli ambienti e le impostazioni tipiche lottesche.

L'Accademia Carrara di Bergamo conserva l'olio su tela Madonna col Bambino tra i santi Caterina d’Alessandria, Francesco d’Assisi e devoto proveniente dalla collezione Giacomo Carrara del 1796 firmato H. COLEO [P] M.D.L.V[4]

Risulta solo l'atto notarile datato il 14 marzo 1536 di una tela per la chiesa di S. Antonio in Prato dell'ex Ospedale in Bergamo, tela ora andata persa e che doveva essere stata dipinta in collaborazione con Filippo Zanchi, mentre è del 1538 la pala Madonna col Bambino e san Giovannino, san Erasmo, santa Maria Maddalena conservata in Accademia Carrara, pagata 100 scudi imperiali ma ben cinque anni dopo la sua realizzazione (22 gennaio 1543)[5]. Eseguì il disegno del Leone di san Marco la cui opera scultorea venne eseguita da Vigna da Campione.

Nel 1555 firmò per la realizzazione del quadro: Nozze mistiche di s. Caterina, dipinto che venne interpretato come una copia del medesimo di Giovan Battista Moroni ora all'Accademia di Brera. Sono numerose le commissioni per lavori in Bergamo e nei dintorni successivi a questa data di cui non ne è rimasta traccia. L'ultimo suo incarico è del 16 giugno 1570 con una firma per un'opera da realizzare per Iulio Solaro, mentre un atto notarile del 1573, riporta la firma di Giuseppe Crema quondam Gerolamo Colleoni.

NoteModifica

  1. ^ Tosca Rossi, Bergamo urbs picta, Knos, 2009, p. 55-56, ISBN 978-88-96006-02-3.}
  2. ^ La chiesa di san Bernardino, Azzociazione amici di san Bernardino. URL consultato il 12 marzo 2017.
  3. ^ Chiesa di san Bernardino- Lallio, bergamasca.net. URL consultato il 12 marzo 2017.
  4. ^ Colleoni Gerolamo, Accademia Carrara. URL consultato il 12 marzo 2017.
  5. ^ Colleoni Girolamo, Madonna con Bambino tra sant'Erasmo, san Giovannino e santa Maria Maddalena, Fondazione Federico Zeri. URL consultato il 28 marzo 2017.

BibliografiaModifica

  • Francesco Tassi, Vite dei pittori, scultori e architetti bergamaschi, 1793.
  • I pittori bergamaschi del 500, edizione Bolis, 1976.
  • I pittori bergamaschi, 2015, OCLC 695086364.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica