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Gesslerburg
Fortezza di Küssnacht
Kuessnacht-Gesslerburg-Ostseite
La Gesslerburg con il Pilatus sullo sfondo.
Ubicazione
StatoNel 1291 di proprietà del re Rodolfo I d'Asburgo
Stato attualeSvizzera Svizzera
CittàKüssnacht
Coordinate47°04′55.27″N 8°26′55.19″E / 47.082019°N 8.448664°E47.082019; 8.448664Coordinate: 47°04′55.27″N 8°26′55.19″E / 47.082019°N 8.448664°E47.082019; 8.448664
Mappa di localizzazione: Svizzera
Gesslerburg
Informazioni generali
TipoFortezza medievale, prigione
Inizio costruzioneIX secolo circa
Primo proprietarioper quanto noto un nobile di nome Recho (IX sec.)
DemolizioneA partire dal XV secolo i ruderi furono sfruttati come cava di pietra, ed all'inizio del XVIII secolo utilizzati per la costruzione della chiesa parrocchiale di Küssnacht
Condizione attualerovine
Proprietario attualeDal 1908 Confederazione Svizzera
VisitabileSi
Informazioni militari
UtilizzatoreBalivo Hermann Gessler
OccupantiNel IX secolo un nobile di nome Recho, nel 1418 famiglia Von Silenen
Ufficio federale della cultura (UFC, Confederazione Svizzera)
voci di architetture militari presenti su Wikipedia

Gesslerburg (nota anche come Fortezza di Küssnacht) è il nome di una rocca medievale sita in Küssnacht, comune del cantone Svitto in Svizzera. Insieme alla "via cava" (Hohle Gasse, in tedesco) rappresenta luogo legato alla leggenda di Guglielmo Tell. Secondo lo storico svizzero Aegidius Tschudi era dimora del tirannico balivo Hermann Gessler.

Le rovine furono acquistate nel 1908 dalla Confederazione Svizzera per essere conservate quale luogo della memoria nazionale.

Gesslerburg 01.jpg
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Panoramica a 360° della Gesslerburg con Küssnacht visibile sullo sfondo.

StoriaModifica

Sebbene delle origini e della storia della fortezza di Gessler si abbiano poche notizie, al giorno d'oggi è noto che nel IX secolo un nobile di nome Recho avrebbe donato al convento di San Leodegar di Lucerna i suoi beni e tra essi una fortezza situata a Küssnacht.

Nel 1291 Küssnacht divenne di proprietà del re Rodolfo I d'Asburgo ed i signori che occupavano il castello assunsero il titolo di «nobili di Küssnacht». Intorno al 1418 la fortezza divenne proprietà della famiglia von Silenen ed ivi nacquero alcuni importanti discendenti come Kaspar von Silenen (1467-1517), il primo comandante della Guardia svizzera pontificia fondata a Roma dal Papa Giulio II. Von Silenen fu accusato dai confederati di aver arruolato mercenari in Svizzera e poiché tale pratica era proibita venne condannato a morte in contumacia ed i suoi beni, fra cui lo stesso castello, vennero confiscati.

Nel corso dei secoli successivi i ruderi furono sfruttati come cava di pietra ed all'inizio del XVIII secolo utilizzati anche per la costruzione della chiesa parrocchiale di Küssnacht.

Nel 1908 la Confederazione Svizzera acquistò la struttura al fine di conservarla quale luogo della memoria nazionale e tra il 1908 ed il 1916 le rovine furono dissotterrate ai fini della ricerca scientifica. Gli scavi portarono alla luce reperti risalenti al periodo compreso fra il XIII ed il XVII secolo, consentendo di dimostrare il cospicuo patrimonio di cui disponevano gli abitanti del castello.

A partire dal 1917 la fortezza è stata oggetto di ripetuti interventi di conservazione e di parziale ricostruzione. I più recenti lavori di risanamento edilizio sono stati eseguiti nel 2003 e nel 2004.

Importanza nella storiografia elveticaModifica

Il primo accenno in riferimento al castello risale all'Urner Tellenspiel del 1512/1513, secondo il quale nella fortezza dimorava il tirannico balivo Gessler. Nel XVII secolo lo statista Aegidius Tschudi menziona il castello di Gessler in vari passi del suo Chronicon Helveticum. Oltre a dimora di Gessler la costruzione avrebbe funto anche da prigione.

Infine nel 1804 Friedrich Schiller fa rivivere la leggenda nel suo dramma Wilhelm Tell: «...quando, venendo dalla sua fortezza di Küssnacht, passa di qui il governatore Gessler con i suoi uomini a cavallo».

LetteraturaModifica

  • Ivo Zemp, Kaspar Michel, Markus Bamert, Valentin Kessler: Gesslerburg und Hohle Gasse mit Tellskapelle. (Schweizerische Kunstführer, Nr. 790, Serie 79). Hrsg. Gesellschaft für Schweizerische Kunstgeschichte GSK. Bern 2006, ISBN 978-3-85782-790-7.
  • Eugen Schneiter: Die "Gesslerburg" ob Küssnacht. In: Nachrichten der Schweizerischen Vereinigung zur Erhaltung der Burgen und Ruinen (Burgenverein), Heft 3, 22 (1949), S. 122f. (PDF)

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