Gherson

figura biblica, figlio di Mosè e Sefora
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Gherson (in ebraico גֵּרְשֹׁם בן-מֹשֶׁה Gērəšōm ben Móše) è il nome d'un personaggio della Bibbia, figlio primogenito di Mosè e Sefora.

Nato in terra di Madian, quando il padre fuggì dall'Egitto, venne chiamato Gherson proprio a sottolineare l'esilio paterno: il nome Gherson viene tradizionalmente interpretato infatti come "straniero". Di lui parla il libro dell'Esodo, durante l'episodio della malattia di Mosè. Quando il profeta venne colpito da un grave male, poiché non circonciso, la moglie Sefora eseguì su Gherson l'operazione rituale e dopo pose sul pene di Mosè il prepuzio del figlio, simulando la circoncisione per salvarlo dalla collera divina[1].

Si parla ancora di Gherson nel libro dei Giudici[2], dove si cita suo figlio Gionata e si fa riferimento alla discendenza levitica di un sacerdote idolatra; si può notare, a seconda della versione biblica, come a Gherson sia attribuito come padre Mosè oppure Manasse - un re empio, citato ad esempio in 2Re21. Come notano gli esegeti dell'interconfessionale Bibbia TOB - concordemente con quelli della Bibbia di Gerusalemme[3] e quelli della Bibbia Edizioni Paoline[4] - la versione ebraica "legge Manasse, però con una n sospesa, posta cioè al di sopra della linea del testo. Offesi dall'idea che un sacerdote idolatra potesse discendere da Mosè, alcuni copisti hanno introdotto una n per suggerire la lettura Manasse (re empio, cf 2Re21) piuttosto che Mosè".[5]

NoteModifica

  1. ^ Es4,21-26. Notano gli esegeti della École biblique et archéologique française (i curatori della Bibbia di Gerusalemme) come "la non circoncisione di Mosè gli attiri la collera divina: questa è placata quando Sipporà [Sefora] ha circonciso realmente suo figlio e simulato una circoncisione di Mosè toccando i suoi genitali («i suoi piedi», cf. Is6,2;7,20) con il prepuzio del fanciullo"; anche gli studiosi del "Nuovo Grande Commentario Biblico" confermano che al v.25 si parla del "pene («piedi» nel v.25 è un eufemismo) di suo marito addormentato". (Bibbia di Gerusalemme, EDB, 2011, p. 133, ISBN 978-88-10-82031-5; Raymond E. Brown, Joseph A. Fitzmyer, Roland E. Murphy, Nuovo Grande Commentario Biblico, Queriniana, 2002, p. 61, ISBN 88-399-0054-3.).
  2. ^ Giudici18,30.
  3. ^ I quali sottolineano che "la discendenza levitica del suo primo ministro è molto verosimile; ma essa ha urtato i copisti, che hanno aggiunto una n sopra il rigo, per trasformare il nome di Mosè (Moseh) in quello di Manasse (Mnasseh)". (Bibbia di Gerusalemme, EDB, 2011, p. 519, ISBN 978-88-10-82031-5.).
  4. ^ Questi osservano che "il testo ebraico legge «figlio di Manasse», introdotto da un copista offeso dall'idea che un sacerdote idolatrico potesse discendere da Mosè". (La Bibbia, Edizioni Paoline, 1991, p. 329, ISBN 88-215-1068-9.).
  5. ^ Bibbia TOB, Elle Di Ci Leumann, 1997, p. 480, ISBN 88-01-10612-2.
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