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Polittico del Mazone conservato nella chiesa di Santa Maria di Castello, Genova.

Giovanni Mazone (Alessandria, 1433Genova, 1511) è stato un pittore italiano.

BiografiaModifica

Giovanni Mazone nacque molto verosimilmente ad Alessandria attorno al 1433 da una famiglia di artigiani pittori, anch'essi alessandrini che da tre generazioni si erano trasferiti in Liguria, come molti altri pittori settentrionali del tempo. Anche Giovanni che non poté attingere alcun influsso dalla città nativa tradizionalmente negata alle arti, svolse la sua lunga attività artistica sino al 1511, anno della morte, a Genova, vero crogiuolo dei più diversi stili unificati in una scuola pittorica raramente autonoma e vissuta per secoli all'ombra della tradizione toscana. Diviene “Pictor” nell'ottobre del 1453 quando il padre Giacomo lo libera dalla patria potestà e fra il 1455 e il 1460 possiede una bottega nella contrada di San Siro a Genova. Attorno al 1450 il panorama artistico non solo italiano, ma europeo mutò profondamente: a Firenze ed in altri centri vicini era nato il Rinascimento.

In Liguria il Mazone fu l'artista che maggiormente risentì di questo mutato clima di circolazione artistica nel Mediterraneo. I documenti attestano che Giovanni Mazone fu artista molto celebre e richiesto ai suoi tempi, ma non si può dire che il suo destino postumo sia stato altrettanto felice. A poco a poco le sue opere furono trascurate, molte andarono perdute e il suo nome fu dimenticato, in quella generale trascuratezza che coinvolse tutta la produzione pittorica ligure del Quattrocento e i suoi rappresentanti a cominciare dai primi decenni del 500, quando il clima culturale della regione mutò profondamente, soprattutto per il prevalere dei toscani, dei fiamminghi e dei leonardeschi. Questo spiega perché nella critica posteriore sul pittore alessandrino si sia creata una grande incertezza attributiva con errori a volte vistosi.

Fu Federico Alizeri il vero scopritore del Mazone, colui che chiarì a tutta la critica successiva la posizione di assoluto primo piano, quanto a notorietà ed incarichi, che il pittore occupò a Genova nella seconda metà del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento. Sempre dall'Alizeri apprendiamo che Mazone fu maestro di una fiorente bottega, che esercitò oltre l'attività di pittore, anche quella di intagliatore, di scultore, senza disdegnare lavori più modesti, come la decorazione a fregi ornamentali per le case dei ricchi signori genovesi. Ancora oggi però, sebbene molti errori di attribuzione siano stati corretti già da tempo, per alcune opere l'incertezza attributiva rimane e la formazione del pittore è tuttora un problema oscuro.

A questo proposito, non possedendo opere giovanili sicuramente datate né documenti chiarificatori, possono apparire valide due diverse ipotesi: quella sostenuta da Roberto Longhi che il Mazone si sia formato in ambiente veneto attorno alla metà del Quattrocento dando al suo esordio ottime prove, per divenire sterile in seguito adeguandosi al gusto ligure; oppure l'ipotesi che i suoi inizi siano avvenuti in ambiente strettamente mediterraneo con influssi provenzali e catalani, e che solo più tardi il pittore si sia accostato al fervido cantiere padovano attraverso viaggi e conoscenze che sarebbe molto interessante appurare. Il dipinto con l'Apoteosi di San Nicolò da Tolentino, scomparto centrale di un polittico eseguito nel 1466 per la chiesa di Santa Maria della Cella a San Pier d'Arena, è conservato al Museo civico Amedeo Lia di La Spezia.

BibliografiaModifica

  • F. Alizeri, Notizie de' Professori del Disegno in Liguria dalle origini al secolo XVI, II, Genova 1873, pp. 17 sgg
  • A. Morassi, Capolavori della pittura a Genova e in Liguria, Milano-Firenze 1951 pp. 14 sgg., 40 sgg.
  • A.M. Folli, Studi Genuensi VIII 1970-1971, pp. 163 – 190
  • AA.VV., La pittura in Italia: Il Quattrocento vol. II, Electa 1988, pp. 707-708
  • G. Algeri e A. De Floriani, La pittura in Liguria, Il Quattrocento, Sagep 1991 pp. 515
  • C. Masi, Tesi di Dottorato di Ricerca: Contributi tecnici allo studio della pittura ligure del Quattrocento: il corpus pittorico di Giovanni Mazone. Commissione di tesi: Proff. Massimo Ferretti, Giovanni Romano, Giovanni Agosti. In c.d.s., esiste un saggio dal titolo: C. Masi, L'apporto dello studio del disegno sottostante allo studio della pittura ligure del Quattrocento: il caso di Giovanni Mazone, in Problemi del disegno nella Valle Padana Occidentale, a cura di G. Romano, Torino 2009.

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