Giuseppe Catani Chiti

Giuseppe Catani Chiti (Prato, 2 agosto 1866Firenze, 25 febbraio 1945) è stato un pittore e scultore italiano.

BiografiaModifica

Nacque a Prato nel 1866. Studiò all'Accademia Senese di Belle Arti, discepolo di Alessandro Franchi e di Luigi Mussini. Trattò esclusivamente l'arte sacra e fu tra i principali artisti a rappresentare la corrente dei Preraffaelliti. Nel 1885 vinse il concorso triennale con I funerali di Santo Stefano. Si dedicò alla pittura di soggetto devozionale secondo stilemi neogotici, spesso risaltata dai fondi oro. Nel 1896 eseguì il trittico con l’Immacolata Concezione fra i Santi Giuseppe, Anna, Elisabetta e Paolo Apostolo per il Battistero di San Giovanni e nel 1898 vinse il concorso nazionale di Torino con una Sacra Famiglia (premiata a Roma nel 1904).

Collaborò con i suoi maestri nella decorazione di edifici di culto (cappella del Seminario al Chiappeto a San Martino d'Albaro, Genova, 1901-1904). A Prato realizzo nel 1904 per la Chiesa di San Francesco la particolarissima pala con la "Gloria di San Giuseppe" e la pala con "Santa Teresa d'Avila in adorazione".

 
Santa Teresa in estasi - Chiesa di San Francesco a Prato

Trasferitosi a Firenze, l'artista intensificò la produzione di dipinti in stile e con l’aiuto dei nove figli condusse un atelier attivo sia nel restauro sia nell'esecuzione di interventi decorativi. La sua abilità nel dipingere alla maniera dei primitivi fece sì che talvolta i suoi quadri fossero acquistati per autentici come nel caso dell’Annunciazione (Nelson Gallery, a Kansas City, Missouri), già attribuita al Pesellino.

Molto apprezzato all’estero, ricevette molte commissioni importanti in Germania, Inghilterra, India, Messico e Stati Uniti. A Roma, su richiesta di Papa Benedetto XV, lavorò per la Chiesa del Sacro Cuore del Suffragio.

Si è dedicato pure alla scultura, alle vetrate, alla miniatura, nella quale è eccellentissimo. Partecipò due volte ad esposizioni nel 1898 e nel 1904 con la Sacra Famiglia, nella quale volle esprimere e additare con la sua arte il bisogno supremo di quella disciplina. Il quadro trovò allora duri contrasti, ma fu in entrambe le esposizioni premiato con medaglia d’oro dal Papa. Morì a Firenze il 25 febbraio 1945.

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