Apri il menu principale

Il Goggiam (Gojjam) era un regno nella parte nord-occidentale dell'impero d'Etiopia, con capitale Debra Marcos. Oggi è una regione dell'Etiopia suddivisa in due province: Goggiam occidentale e Goggiam orientale.[1]

Questa regione è caratterizzata dal trovarsi interamente all'interno dell'ansa del fiume Nilo dal suo deflusso dal lago Tana al Sudan. È a circa 2 500 m dal livello del mare, con al centro i monti Ciocché (4 300 m) circondata dal Nilo Azzurro e dalle zone semidesertiche del Sudan.

StoriaModifica

I Goggiami credono di essere il popolo menzionato nella Bibbia stabilito sul fiume Guihon/Gihon (Nilo azzurro) che circonda la terra che si estendeva fino all'antico regno di Meroe. Alla caduta di Meroe con il re axumita Ezanà di Axum (IV secolo d.C.) Goggiam divenne un regno e in seguito si unì al resto del regno dell'Etiopia con la propria regalità, fino all'arrivo di Menelik II nel tardo XIX secolo, che lo ridusse a una provincia. Il Goggiam era da lungo tempo uno Stato vassallo dell'impero etiope. Il titolo di "re del Goggiam" era pertanto un titolo onorifico riconosciuto ai suoi governanti. L'ultimo re del Goggiam venne elevato al rango di imperatore durante "l'Era dei Principi" (Zemene Mesafint). Il suo re era uno dei quattro a potere fregiarsi del titolo di Negus.

Durante l'occupazione italiana (1936-1941) era compreso nel governatorato di Amara dell'Africa Orientale Italiana. Dal 1937 al 1938 la Regione fu interessata dalla cosiddetta rivolta del Goggiam contro gli italiani, all'inizio accolti come liberatori contro Hailé Selassié, guidata in particolare dagli uomini del degiac Hailù Chebbedè.

Nel 1939 gli italiani concedettero nell'occasione al ras Hailù Teclà Haimanòt, ultimo signore del Goggiam, di tornare al potere nella regione, nell'ultima parte della loro occupazione etiope, collassando poco dopo nel 1941 sotto l'aggressione delle forze anglo-etiopi.

NoteModifica