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Santi Gordiano ed Epimaco
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I santi Gordiano ed Epimaco in una illustrazione delle Cronache di Norimberga
 

Martiri

 
MorteIV secolo
Venerato daChiesa cattolica
Ricorrenza10 maggio
AttributiPalma del martirio

Gordiano ed Epimaco sono due martiri cristiani sepolti e venerati, almeno dal V secolo, in una chiesa della via Latina a Roma.[1]

Essi probabilmente non ebbero nulla in comune durante la vita, ma furono accomunati nel culto a causa della vicinanza delle loro sepolture e dalla circostanza dello stesso dies natalis (10 maggio).[1]

Indice

PassioModifica

Secondo una passio ampiamente leggendaria, Gordiano era vicario dell'imperatore Giuliano l'Apostata ed era un persecutore dei cristiani: fu convertito dal presbitero Gennaro, che gli era stato ordinato di interrogare, e fu battezzato insieme alla moglie Marina e a 53 suoi familiari. Venuto a conoscenza dell'episodio, Giuliano fece imprigionare Gordiano e lo fece decapitare: il suo corpo rimase insepolto per cinque giorni, fino a quando un servo riuscì a seppellirlo in un sepolcro al primo miglio della via Latina, accanto al corpo di Epimaco.[2]

La passio non fornisce altre notizie di Epimaco, che ancora Cesare Baronio identificava con il martire di Alessandria che patì sotto Decio e di cui tramanda la memoria Eusebio di Cesarea.[2]

Una notizia tarda e poco attendibile afferma che i corpi dei santi Gordiano ed Epimaco furono traslati a Kempten nell'VIII secolo.[2]

NoteModifica

  1. ^ a b Agostino Amore, BSS, vol. VII (1966), col. 117.
  2. ^ a b c Agostino Amore, BSS, vol. VII (1966), col. 118.

BibliografiaModifica

  • Filippo Caraffa e Giuseppe Morelli (curr.), Bibliotheca Sanctorum (BSS), 12 voll., Istituto Giovanni XXIII nella Pontificia Università Lateranense, Roma 1961-1969.

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