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La guerra meteorologica consiste nell'uso di tecniche di modificazione del tempo atmosferico,come l'inseminazione delle nubi (cloud seeding), per scopi militari.

La "Convention on the Prohibition of Military or Any Other Hostile Use of Environmental Modification Techniques" (Ginevra: 18 maggio 1977, entrata in vigore il 5 ottobre 1978) stabilisce che

«Nell'effettuare distruzione, danni o lesioni non ci devono essere effetti diffusi su larga scala, che durano a lungo o troppo potenti [come quelli che darebbe un'eventuale guerra meteorologica][1]»

Tuttavia si è sostenuto che questo tipo di guerra generi "modifiche non permanenti e locali".

Prima della convenzione di Ginevra, gli Stati Uniti hanno usato la guerra meteorologica nella guerra del Vietnam. Sotto gli auspici del Air Weather Service, l'Operazione Popeye degli Stati Uniti utilizzò il cloud seeding sopra il sentiero di Ho Chi Minh, aumentando le precipitazioni di circa il trenta per cento durante il 1967 e il 1968. Si sperava che l'aumento delle precipitazioni potesse ridurre il tasso di infiltrazione lungo il sentiero.[2]

Con molto meno successo, gli Stati Uniti versarono sale durante l'assedio di Khe Sanh, nel tentativo di ridurre la nebbia che ostacolava le operazioni di volo.[senza fonte]

Un documento di ricerca prodotto dalla United States Air Force scritto nel 1996, specula sul futuro uso di nanotecnologie per produrre "meteo artificiale", nuvole di particelle microscopiche computerizate tutte comunicanti tra loro per formare una nebbia intelligente, che potrebbe essere utilizzato per vari scopi.

«Non esistono attualmente tecnologie meteorologiche artificiali. Ma appena saranno sviluppate l'importanza delle loro potenziali applicazioni aumenterà rapidamente.»

Tecnologie di modificazione meteo sono descritte così in un documento accademico non classificato scritto da studenti ufficiali cadetti:

«[Le tecnologie di modificazione meteo sono in grado di] moltiplicare la forza [di un esercito] con una potenza straordinaria che potrebbe essere sfruttata nell'intero spettro di ambienti bellici".[3]»

NoteModifica

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