Henry Paget, V marchese di Anglesey

nobile britannico
Henry Paget, V marchese di Anglesey
Henry Paget, 5th Marquess of Anglesey.jpg
Henry Paget, V marchese di Anglesey, in una fotografia d'epoca
Marchese di Anglesey
In carica 1898 –
1905
Predecessore Henry Paget, IV marchese di Anglesey
Successore Charles Paget, VI marchese di Anglesey
Trattamento The Most Honourable
Nascita Parigi, 16 giugno 1875
Morte Montecarlo, 14 marzo 1905
Dinastia Paget
Padre Henry Paget, IV marchese di Anglesey
Madre Blanche Mary Boyd
Consorte Lilian Florence Maud Chetwynd
Religione anglicanesimo

Henry Cyril Paget, V marchese di Anglesey (Parigi, 16 giugno 1875Monte Carlo, 14 marzo 1905), è stato un nobile britannico, noto per i suoi modi stravaganti e per le spese eccentriche che lo portarono a dilapidare la fortuna di famiglia.[1]

BiografiaModifica

Henry Cyril Paget nacque a Parigi, figlio del IV marchese di Anglesey e della sua seconda moglie Blanche Mary Boyd. Pettegolezzi dell'epoca sostenevano che il suo vero padre fosse l'attore francese Benoît-Constant Coquelin, una diceria rafforzata dal fatto che dopo la morte della madre nel 1877 Page fu allevato dalla cognata di Coquelin, che se ne occupò fino al 1883.[2] In realtà questo fatto non costituisce una prova particolarmente significativa, dato che Edith Marion Boyd, la cognata di Coquelin, era la zia della madre di Henry Paget e che non sarebbe diventata cognata di Coquelin prima del 1891, quando sposò Gustave Coquelin.[3] Il futuro quinto marchese studiò all'Eton College e poi privatamente. Nel 1898 sposò sua cugina Lilian Florence Maud Chetwynd e nello stesso anno, alla morte del padre, ereditò il titolo, le vaste tenute di famiglia nello Straffordshire, nel Dorset, nell'Anglesey e nel Derbyshire, oltre che una rendita di centodiecimila sterline all'anno (l'equivalente di dodici milioni di sterline nel 2019).[4]

Il marchese si guadagnò rapidamente una reputazione da eccentrico per le sue spese sconsiderate e per i sui gusti stravaganti. Amante di gioielli e pellicce, Paget rinominò la sede di famiglia "Anglesey Castle" e convertì la cappella in un teatro con centocinquanta posti, il Gaiety Theatre. Qui il marchese si esibiva nei ruoli principali delle commedie e delle pantomime che metta in scena senza badare a spese, tra cui Un marito ideale di Oscar Wilde e l'Enrico V di Shakespeare.[5] Paget allestiva anche balletti, spettacoli musicali, varietà e tableaux vivants, che metteva in scena davanti a un pubblico selezionato di cittadini locali. Nel 1901 fece modernizzare il teatro introducendo la luce elettrica ed aprendolo al pubblico.[6] Dopo aver fondato una propria compagnia teatrale, Paget guidò i suoi artisti in una tournée britannica ed europea durata tre anni. La moglie intanto ottenne una licenzia di divorzio il 7 novembre 1900, anche se il matrimonio fu in realtà annullato perché mai consumato. La fine del matrimonio diede a Paget ulteriore libertà nello spendere senza controllo, fino ad ipotecare le tenute per finanziare le sue velleità artistiche.

Oltre allo stile di vita sopra le righe e alla fine del matrimonio, Paget si ritrovò al centro di un grosso caso di furto: il 10 settembre 1901 il suo valletto Julian Gault lo derubò di gioielli del valore di cinquantamila sterline. Approfittando dell'assenza del padrone, andato a teatro, Gault derubò Paget, a detta sua, su commissione di un'antiquaria francese di nome Mathilde; Gault si dichiarò colpevole all'Old Bailey il 22 ottobre 1901 e fu condannato a cinque anni di reclusione.

Nonostante la rendita e l'eredita, entro il 1904 Paget aveva già accumulato debiti per 544 mila sterline, l'equivalente di sessanta milioni di sterline odierne.[7] L'11 giugno 1904 dichiarò bancarotta e dovette vendere guardaroba e gioielli per pagare i creditori. La sola vendita dei gioielli gli valse ottantamila sterline. Morì a Monte Carlo di tubercolosi nel 1905 all'età di ventinove anni, vegliato dall'ex moglie. Le sue spoglie furono trasferite alla chiesa di St Edwen a Llanedwen. Il titolo passò al cugino Charles Paget, che divenne il sesto marchese di Anglesey. I debiti di Henry Paget gli sopravvissero e negli anni trenta alcune delle proprietà di famiglia furono vendute per finire di pagare i suoi debiti.

SessualitàModifica

Famigerato per gli atteggiamenti effeminati, l'amore per il cross-dressing e il matrimonio mai consumato, Henry Paget è stato molto probabilmente omosessuale secondo un gran numero di storici. Negli anni settanta H. Montgomery Hyde lo definì "il più notorio aristocratico omosessuale di questo periodo".[8] Non vi sono tuttavia prove che Paget abbia avuto relazioni affettive o sessuali né con uomini né con donne. Fu abbandonato per la prima volta dalla moglie dopo sei settimane dalle nozze e secondo lo storico Christopher Sykes il matrimonio non fu mai consumato anche perché le uniche occasione in cui Paget voleva che la moglie si spogliasse erano solo per ricoprire il suo corpo nudo di gioielli, senza però toccarlo. Quando Charles Paget assunse il titolo dopo la morte del cugino, distrusse tutti i documenti e il carteggio del precedente marchese, un fatto che ha fatto sospettare a diversi storici che Charles Paget abbia voluto disfarsi di una possibile fonte di scandalo.[9]

NoteModifica

  1. ^ Eat your heart out Elton, here's the most eccentric English aristocrat ever, su Mail Online. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  2. ^ (EN) Tony Grumley-Grennan, Tales of English Eccentrics, Lulu.com, ISBN 9780953892242. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  3. ^ (FR) Charles Gueullette, Répertoire de la Comédie-Française, Librairie des bibliophiles, 1892. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  4. ^ (EN) Lilian Florence Maud Paget (née Chetwynd), Marchioness of Anglesey (later Gilliat) - National Portrait Gallery, su www.npg.org.uk. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  5. ^ (EN) Terence Pepper, High society: photographs, 1897-1914, National Portrait Gallery, 1998, p. 72, ISBN 9781855141971. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  6. ^ (EN) Claire Cochrane, Theatre History and Historiography: Ethics, Evidence and Truth, Springer, 29 aprile 2016, ISBN 9781137457288. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  7. ^ (EN) The Marquis of Anglesey, in The Evening Post, vol. LXVIII, n. 110, 5 novembre 1904, p. 13. URL consultato il 4 ottobre 2019.
  8. ^ (EN) Harford Montgomery Hyde, The other love: an historical and contemporary survey of homosexuality in Britain, Heinemann, 16 marzo 1970. URL consultato il 3 ottobre 2019.
  9. ^ (EN) Viv Gardner, Would you trust this man with your fortune?, in The Guardian, 10 ottobre 2007. URL consultato il 3 ottobre 2019.

Altri progettiModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN91154074381911741475 · LCCN (ENno2018141692 · WorldCat Identities (ENlccn-no2018141692