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Ignazio Messina
Ignazio Messina (2008).jpg

Segretario nazionale
dell'Italia dei Valori
In carica
Inizio mandato 30 giugno 2013
Predecessore carica creata

Sindaco di Sciacca
Durata mandato 7 dicembre 1993 –
7 luglio 1999
Predecessore Michele Marciante
Successore Ignazio Cucchiara

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XVI
Gruppo
parlamentare
Italia dei Valori
Coalizione PD-IdV
Circoscrizione XXIV - Sicilia 1
Incarichi parlamentari
  • Componente della VI Commissione(Finanze)
  • Componente della Commissione giurisdizionale per il personale
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico La Rete (1991-1998)
Italia dei Valori (dal 1998)
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Avvocato

Ignazio Messina (Palermo, 24 luglio 1964) è un politico italiano, dal 30 giugno 2013 segretario nazionale dell'Italia dei Valori.

BiografiaModifica

Nato in una famiglia di giuristi, magistrati e docenti universitari, dopo la laurea con lode in Giurisprudenza, nel 1988 fonda un gruppo giovanile vicino alle posizioni dell'allora Sindaco di Palermo Leoluca Orlando[1]. Nel 1991 è tra i fondatori del Movimento per la Democrazia - La Rete, movimento per il quale è candidato alle elezioni regionali in Sicilia[1] e nel 1993 è eletto sindaco del Comune di Sciacca[2].

Nel 1997 si ripresenta alle elezioni comunali con una lista civica denominata "Lista Messina" e con l'appoggio di Rifondazione Comunista viene rieletto[1]. Nel 1998 aderisce all'Italia dei Valori di cui diviene portavoce regionale fino al 2003[1]. Nel 1999 il suo mandato da Sindaco viene interrotto da una mozione di sfiducia approvata dal Consiglio Comunale[1][3]; in seguito a ciò Leoluca Orlando tiene un comizio a difesa di Messina e accusa i consiglieri comunali della città di collusione con la mafia: per quella vicenda l'allora Sindaco di Palermo fu condannato, con sentenza definitiva, per diffamazione[4][5].

Alle elezioni politiche del 2001 Ignazio Messina è candidato alla Camera dei deputati nella Lista Di Pietro-Italia dei Valori nella circoscrizione Sicilia 1 in quota proporzionale[6][7] e anche nel collegio uninominale di Sciacca dove raccoglie 4.301 voti e non viene eletto[8]. Nel 2002 si fa promotore di un'iniziativa per istituire Sciacca come decima Provincia siciliana[9], ma la proposta finisce nel nulla.

Nel 2004 si ricandida come Sindaco del Comune di Sciacca, ripresentando la "Lista Messina" e con l'appoggio di Rifondazione Comunista e Verdi[2], ma non riesce a superare il primo turno. Eletto consigliere comunale, al ballottaggio fa apparentare la lista portante il suo nome con la coalizione di destra che sostiene il candidato Sindaco di Forza Italia[10] ed è determinante per la sua vittoria, a scapito di tutto il resto del cartello di centrosinistra (compresi Verdi e Rifondazione Comunista, suoi alleati al primo turno)[11].

Messina diventa vicepresidente del Consiglio Comunale[12] e sostiene la maggioranza per tutto il mandato[1]. Alle elezioni politiche del 2006 è candidato al Senato della Repubblica nelle liste bloccate dell'Italia dei Valori nella circoscrizione Sicilia[13] e nella circoscrizione Veneto, come numero 2 dietro Franca Rame[14], non risultando però eletto. Alle elezioni politiche del 2008 viene eletto alla Camera dei deputati nella lista dell'Italia dei Valori nella Circoscrizione Sicilia 1 e va a ricoprire il ruolo di responsabile nazionale degli enti locali dell'IdV[1][15].

Nella stessa tornata elettorale è candidato alle elezioni regionali in Sicilia con la lista dell'Idv nel collegio di Agrigento, dove raccoglie 265 preferenze[16] senza essere eletto. Alle elezioni politiche del 2013 è candidato alla Camera dei deputati con la lista di Rivoluzione Civile in terza posizione nella circoscrizione Campania 1, quarta in Puglia e Piemonte 2,[17][18], ma non è eletto a causa del mancato superamento della soglia di sbarramento da parte della lista. Il 30 giugno 2013 viene eletto mediante primarie riservate agli iscritti al partito Segretario nazionale al Congresso dell'Italia dei Valori, succedendo ad Antonio Di Pietro[19][20].

Si candida alle elezioni europee del maggio 2014 come capolista di Italia dei Valori in tutte le Circoscrizioni d'Italia, ma non è eletto per via del mancato raggiungimento della soglia di sbarramento prevista al 4%.

Il 29 dicembre 2017, in appoggio al PD di Matteo Renzi in vista delle politiche di marzo, nasce la lista Civica Popolare che riunisce, oltreché IdV, Alternativa Popolare di Beatrice Lorenzin, i Centristi per l'Europa di Pier Ferdinando Casini, L'Italia è Popolare di Giuseppe De Mita e Unione per il Trentino di Lorenzo Dellai.[21]

Alle elezioni politiche del 2018 viene candidato dalla coalizione di centrosinistra al collegio uninominale di Brescia per il Senato, ma viene sconfitto dal rivale di centrodestra Adriano Paroli.

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g L'Idv e la coerenza di don Chisciotte. Botta risposta tra l'on. Ignazio Messina e Paolo Flores d'Arcais, in MicroMega, 20 ottobre 2009. URL consultato il 24 ottobre 2009.
  2. ^ a b Ignazio Messina: un candidato dell'Italia dei Valori, in Sito ufficiale Antonio Di Pietro. URL consultato il 9 ottobre 2009 (archiviato dall'url originale il 14 agosto 2009).
  3. ^ Il ritorno Orlando a Sciacca, in La Repubblica, 14 marzo 2001. URL consultato il 9 ottobre 2009.
  4. ^ Brevi - Sciacca, in La Repubblica, 28 gennaio 2005, p. 4 sezione:Palermo. URL consultato il 27 ottobre 2009.
  5. ^ ACCUSE DI MAFIA INFONDATE: LEOLUCA ORLANDO CONDANNATO PER DIFFAMAZIONE, in CasertaSette, 27 gennaio 2005. URL consultato il 27 ottobre 2009.
  6. ^ Da sindaco di Sciacca a candidato nella lista Di Pietro, in La Repubblica, 08 maggio 2001. URL consultato il 9 ottobre 2009.
  7. ^ Elezioni della Camera dei Deputati del 13 maggio 2001, in Archivio Storico delle Elezioni. URL consultato il 9 ottobre 2009.
  8. ^ Elezioni della Camera dei Deputati del 13 maggio 2001 - Circoscrizione: SICILIA 1 - Collegio: SCIACCA [collegamento interrotto], in Archivio Storico delle Elezioni. URL consultato il 9 ottobre 2009.
  9. ^ Sciacca vuole diventare la decima provincia siciliana, in La Repubblica, 05 marzo 2002. URL consultato il 9 ottobre 2009.
  10. ^ Jacopo Iacoboni, MicroMega a Di Pietro:basta faccendieri nell'Idv, in La Stampa, 25 settembre 2009. URL consultato il 24 ottobre 2009 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2009).
  11. ^ Comuni, sette giorni al ballottaggio i candidati cambiano schieramento, in La Repubblica, 20 giugno 2004. URL consultato il 9 ottobre 2009.
  12. ^ COMUNICATO STAMPA, in Comune di Racalmuto - Ufficio Sindaco. URL consultato il 9 ottobre 2009.
  13. ^ Elezioni del Senato della Repubblica del 9 aprile 2006 - Regione: SICILIA, in Archivio Storico delle Elezioni. URL consultato il 9 ottobre 2009.
  14. ^ Elezioni del Senato della Repubblica del 9 aprile 2006 - Regione: VENETO, in Archivio Storico delle Elezioni. URL consultato il 9 ottobre 2009.
  15. ^ Organizzazione Nazionale - Ufficio Nazionale Organizzativo, in Sito ufficiale Italia dei Valori. URL consultato il 24 ottobre 2009 (archiviato dall'url originale il 28 luglio 2009).
  16. ^ Elezioni Amministrative 2008 - Regionali, in La Repubblica. URL consultato il 4 maggio 2010.
  17. ^ Elezioni Politiche: ecco i candidati [collegamento interrotto], in teleradiosciacca.it, 22 gennaio 2013. URL consultato il 3 febbraio 2013.
  18. ^ Liste camera rivoluzione civile (PDF), in la Repubblica. URL consultato il 3 febbraio 2013.
  19. ^ Idv, caccia a un "vero" leader. Di Pietro: "Via il nome dal logo", in la Repubblica, 29 giugno 2013. URL consultato il 29 giugno 2013.
  20. ^ L'Italia dei Valori dopo Di Pietro Ignazio Messina nuovo segretario, in l'Unità, 30 giugno 2013. URL consultato il 1º luglio 2013 (archiviato dall'url originale l'8 aprile 2014).
  21. ^ Centrosinistra, c'è anche il terzo mini-alleato del Pd: Civica Popolare guidata dalla Lorenzin. Simbolo? Una margherita - Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 29 dicembre 2017. URL consultato il 30 dicembre 2017.

Collegamenti esterniModifica