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J. Castro
StatoSpagna Spagna
Fondazione1902
Fondata daJosé María Castro Fernández
Chiusura1904
Sede principaleBarcellona
SettoreAutomobilistico

La J. Castro, era una casa automobilistica spagnola attiva dal 1902 al 1904.

StoriaModifica

In seguito alla chiusura della Compañía General Española de Coches Automóviles Emilio de la Cuadra e all'uscita di scena del suo fondatore, nel dicembre 1901, l'impresa venne lasciata nelle mani dei creditori che, per diversi mesi non riuscirono a raggiungere un accordo sul da farsi, ovvero se monetizzare l'immobile e le attrezzature o continuare l'attività.

José María Castro Fernández, uno dei creditori e appassionato di automobili, dopo aver reperito sufficienti risorse finanziarie, decise di acquisire le attrezzature produttive, trasferirle in altro immobile della capitale catalana e ritentare l'avventura produttiva.

Nel novembre 1902 venne fondata la società accomandataria J. Castro Constructor Hispano-Suiza de Automóviles che riassunse le maestranze precedentemente operanti nella "De la Cuadra, anche arruolando il progettista elvetico Marc Birkigt quale socio d'opera; per questo motivo la denominazione dell'impresa contemplò la precisazione "hispano-suiza", ovvero "spagnolo-svizzera".

L'attività del nuovo opificio, posto a Barcellona in via Floridablanca, ebbe inizio con i lavori di ultimazione dei cinque esemplari di "De la Cuadra" lasciati a metà, mentre Birkigt progettava la nuova vettura, dotata di motore da 10 CV, sempre bicilindrico, ma dotato di un avveniristico cambio a 4 marce.

Di questo modello furono costruiti e venduti alcuni esemplari e, durante la loro realizzazione, Birkigt si mise all'opera per progettare un motore quadricilindrico in linea, di 2.545 cm³ con valvole in testa e doppio albero a camme, dalla potenza di 14 CV.

Nonostante quello che può essere considerato, per i tempi, un buon successo commerciale, la J. Castro seguì la sorte dell'azienda da cui era nata, a causa delle limitate risorse finanziarie che non consentivano di sostenere adeguatamente le necessarie spese per lo sviluppo tecnico, specie le innovazioni geniali e costose del suo vulcanico progettista.

Nel marzo 1904, quando il nuovo motore da 14 CV fu ultimato e Birkigt già stava lavorando alla sua evoluzione, l'azienda chiuse i battenti. Nei mesi successive fu rilevata da alcuni creditori che ripresero l'attività cambiando la denominazione in La Hispano-Suiza.

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