Kraken Mare

Kraken Mare
Tipo Mare, maria
Satellite naturale Titano
PIA17655 Kraken Mare crop no labels.jpg
Un mosaico in falsi colori di immagini ricavate con radar,
mostra tutta l'estensione del Kraken Mare.
Dati topografici
Coordinate 68°N 310°W / 68°N 310°W68; -310
Lunghezza 1 170 km
Diametro 1.170 km
Localizzazione
Kraken Mare
Mappa topografica di Titano. Proiezione equirettangolare. Area rappresentata: 90°N-90°S; 0°E-360°E.

Il Kraken Mare è il più grande mare di idrocarburi presente su Titano, il maggior satellite di Saturno. Scoperto nel 2007 grazie alle osservazioni della sonda Cassini, prende il nome dal Kraken, un leggendario mostro marino.[1]

CaratteristicheModifica

 
Il Kraken Mare illuminato dalla luce solare sulla superficie di Titano fotografato dalla sonda Cassini. Foto NASA/JPL

Gli studi fatti con i dati radar della sonda Cassini confermano che il Kraken Mare è un mare di idrocarburi,[2][3] principalmente composto di metano, etano ed azoto.[4] Si stima che abbia una superficie di 400.000 km2, simile a quella del Mar Caspio, ed una profondità di almeno 100 metri e probabilmente più di 300 metri. [4]

Si ritiene che il Kraken Mare sia il maggiore di una numerosa serie di mari e laghi posti nella regione polare settentrionale di Titano. La composizione di idrocarburi è stata dedotta dai dati della spettroscopia infrarossa, una sua verifica sperimentale tramite sonda (insieme ad altre sue proprietà quali profondità, temperatura, ecc) è prevista nella proposta missione congiunta NASA/ESA Titan Saturn System Mission, programmata per dopo il 2020.

All'isola osservata all'interno del Kraken Mare è stato dato il nome di Mayda Insula.

NoteModifica

  1. ^ (EN) Kraken Mare, su planetarynames.wr.usgs.gov. URL consultato il 26 giugno 2010.
  2. ^ (EN) Cassini Finds Hydrocarbon Rains May Fill Titan Lakes, su saturn.jpl.nasa.gov. URL consultato il 26 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 29 giugno 2010).
  3. ^ (EN) Specular reflection on Titan - Liquids in Kraken Mare (PDF), su lpi.usra.edu. URL consultato il 30 giugno 2010.
  4. ^ a b Poggiali, V. et al. (2020), The Bathymetry of Moray Sinus at Titan's Kraken Mare, su doi.org, DOI: https://doi.org/10.1029/2020JE006558.

Voci correlateModifica

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