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La notte di San Lorenzo

film del 1982 diretto da Paolo e Vittorio Taviani
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando lo sciame meteorico (stelle cadenti) visibile intorno al 10 agosto (notte di San Lorenzo), vedi Perseidi.
La notte di San Lorenzo
La notte di San Lorenzo.jpg
La morte del fascista Giglioli (David Riondino)
Titolo originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1982
Durata105 min
Generestorico
RegiaPaolo e Vittorio Taviani
SceneggiaturaPaolo e Vittorio Taviani,
Tonino Guerra,
Giuliani G. De Negri
ProduttoreGiuliani G. De Negri
Casa di produzioneRai,
AGER Cinematografica
FotografiaFranco Di Giacomo
MontaggioRoberto Perpignani
MusicheNicola Piovani
ScenografiaGianni Sbarra
CostumiLina Nerli Taviani
TruccoGloria Fava
Interpreti e personaggi

La notte di San Lorenzo è il nono film diretto dai fratelli Taviani. Affresco della campagna toscana dell'agosto del 1944, che fa da sfondo ad uno dei tanti drammi della seconda guerra mondiale, raccontato guardando però alle tenerezze, alla buona volontà, agli eroismi e alla paura della gente comune.

Presentato in concorso al 35º Festival di Cannes, ha vinto il premio il Grand Prix Speciale della Giuria[1] e il premio della giuria ecumenica. Gli eventi narrati nel film richiamano le drammatiche vicende della Strage del Duomo di San Miniato originariamente attribuita all'esercito tedesco. Il film è anche la prima occasione di collaborazione dei due registi con Nicola Piovani[2].

TramaModifica

È l'estate del 1944, il paese di San Martino (nome di fantasia che richiama San Miniato, città d'origine dei registi) è nel mezzo della guerra di Resistenza. I nazisti all'approssimarsi delle truppe Alleate ordinano a tutta la popolazione di riunirsi nel duomo. Un gruppo di uomini, donne e bambini, guidato dal fattore Galvano, temendo una possibile trappola, decide di fuggire e abbandona il paese col favore della notte, per andare incontro agli americani che arrivano da sud. Poco dopo nella chiesa ha effettivamente luogo la temuta strage perpetrata dai nazisti.

Mentre i fuggitivi si trovano in un campo a raccogliere il grano con un gruppo di contadini legati alla resistenza vengono attaccati da un gruppo di fascisti, tra cui Marmugi, figlio quindicenne di Marmugi e il Giglioli. Dopo una scaramuccia sanguinosa i fascisti sopravvissuti mostrano la loro codardia uccidendo a sangue freddo alcuni sopravvissuti di San Martino (Nicola, Dilvo, una coppia di anziani) e venendo poi a loro volta uccisi dagli altri del gruppo.
Gli scampati allo scontro riparano in un cascinale dove trascorrono la notte e Galvano corona il suo sogno d'amore con la cugina Concetta. All'alba giunge la notizia dell'arrivo degli Alleati. È la Liberazione, i sopravvissuti fanno insieme ritorno a San Martino, tranne Galvano che resta a riflettere sotto la pioggia nell'aia del cascinale che li ha ospitati per la notte[3].

ProduzioneModifica

Il film, scritto con Tonino Guerra "in continua oscillazione tra ricordi personali e memoria collettiva, cronaca e fantasia, epica ed elegia" è una rilettura della strage del Duomo di San Miniato, con l'attenzione rivolta soprattutto ai pensieri, alle parole e ai gesti della "povera gente".

I fratelli Taviani avevano già girato nel 1954 un documentario sulla strage denominato San Miniato luglio '44. Il loro padre, di professione avvocato, partecipò ai lavori della prima commissione di inchiesta comunale sulla strage.

L'opera è stata girata a San Miniato e nelle campagne circostanti. Tuttavia, la facciata e l'interno della chiesa rappresentata nel film non sono quelli del Duomo, ma appartengono alla collegiata di Sant'Andrea di Empoli: venne utilizzata questa location perché si riteneva che l'impatto emotivo del vero duomo fosse ancora troppo forte. Per lo stesso motivo, il nome del paese venne mutato in San Martino.

CastModifica

Omero Antonutti (Galvano) e Margarita Lozano (Concetta) sono attorniati da quasi tutti attori all'epoca improvvisati o esordienti, molti dei quali hanno poi acquistato solo in seguito notorietà.

Premi e riconoscimentiModifica

NoteModifica

  1. ^ (EN) Awards 1982, festival-cannes.fr. URL consultato il 21 giugno 2011 (archiviato dall'url originale il 16 dicembre 2013).
  2. ^ La Notte di San Lorenzo fa trent’anni, in www.nove.firenze.it. URL consultato il 10 settembre 2018.
  3. ^ Pagine a cura del Comune di Reggio Emilia, Notte di San Lorenzo (La), su www.comune.re.it. URL consultato il 10 settembre 2018.
  4. ^ Addio a Vittorio Taviani, maestro del cinema poetico e realista, in Il Sole 24 ORE. URL consultato il 10 settembre 2018.
  5. ^ SemiColonWeb, Premio Venezia Classici a La notte di San Lorenzo, su www.cinecitta.com. URL consultato il 10 settembre 2018.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

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