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(GRC)

«τὸν Δημήτριον [...] ἐκείνης εἶναι μόνης ἐραστήν, τῶν δ᾽ ἄλλων ἐρώμενον γυναικῶν.»

(IT)

«Demetrio era innamorato solamente di lei, mentre tutte le altre donne erano innamorate di lui.»

(Plutarco, Vite parallele, Demetrio, 16, 4)

Lamia (in greco antico: Λάμια; Atene, prima del 336 a.C. – dopo il 303 a.C.) fu un'etèra ateniese, favorita di Demetrio I Poliorcete.

Indice

BiografiaModifica

Secondo la testimonianza di Ateneo, Lamia era una flautista ed etèra, figlia di un ateniese di nome Cleanore, altrimenti ignoto.[1] Si sa che soggiornò in Egitto, perché fu catturata dal re dell'Asia minore Demetrio I Poliorcete nel 306 a.C. in occasione della battaglia di Salamina mentre era in viaggio su una nave di Tolomeo I.[2]

Diventò così l'amante favorita di Demetrio, nonostante secondo Plutarco fosse più anziana di lui di diversi anni.[2][3]

Plutarco riferisce diversi aneddoti sul suo carattere aggressivo, come l'episodio secondo il quale quando il re di Tracia Lisimaco mostrò ad alcuni ambasciatori di Demetrio le ferite che gli erano state inferte da un leone mentre era con Alessandro Magno in Asia, gli inviati di Demetrio risposero che anche il loro re portava sul collo i graffi e i morsi di una terribile belva: Lamia.[4]

Secondo la testimonianza di Ateneo, Demetrio e Lamia ebbero una figlia, chiamata Fila.[1]

NoteModifica

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica